Questo lavoro nasce da sinergie sviluppatesi tra studiosi delle Università degli Studi di Torino e di Foggia, per analizzare il grado di conoscenza e la propensione all’acquisto da parte dei consumatori di prodotti agro-alimentari contrassegnati da “segni” della qualità, quali, ad esempio, DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP, (Indicazione Geografica Protetta), ISO 9000, ISO 14001 – EMAS, ecc. Dalla comparazione dei risultati dell’indagine condotta nella provincia di Torino ed in quella di Foggia sono emersi dati concordanti, seppure con alcune differenze dipendenti dalle peculiarità dei due territori. La qualità risulta essere una condizione necessaria ma non sufficiente per il successo commerciale di un prodotto agro-alimentare. Se un aumento del prezzo delle produzioni contraddistinte da “segni” pare giustificato dai maggiori costi che i produttori devono sostenere per ottenerli, la loro incidenza non deve pregiudicare né la competitività, né costituire un pretesto per aumentare a dismisura il prezzo di vendita. Emerge pertanto la necessità di impostare, in ambito sia locale sia nazionale, azioni di valorizzazione per formare consumatori in grado di effettuare gli acquisti con maggiore consapevolezza, anche perché un acquirente distratto e disinformato può facilmente essere vittima di inganni sapientemente celati attraverso affascinanti strategie di vendita.

Indagine di mercato sui “segni della qualità”

CAPPELLETTI, GIULIO MARIO
2006

Abstract

Questo lavoro nasce da sinergie sviluppatesi tra studiosi delle Università degli Studi di Torino e di Foggia, per analizzare il grado di conoscenza e la propensione all’acquisto da parte dei consumatori di prodotti agro-alimentari contrassegnati da “segni” della qualità, quali, ad esempio, DOP (Denominazione di Origine Protetta), IGP, (Indicazione Geografica Protetta), ISO 9000, ISO 14001 – EMAS, ecc. Dalla comparazione dei risultati dell’indagine condotta nella provincia di Torino ed in quella di Foggia sono emersi dati concordanti, seppure con alcune differenze dipendenti dalle peculiarità dei due territori. La qualità risulta essere una condizione necessaria ma non sufficiente per il successo commerciale di un prodotto agro-alimentare. Se un aumento del prezzo delle produzioni contraddistinte da “segni” pare giustificato dai maggiori costi che i produttori devono sostenere per ottenerli, la loro incidenza non deve pregiudicare né la competitività, né costituire un pretesto per aumentare a dismisura il prezzo di vendita. Emerge pertanto la necessità di impostare, in ambito sia locale sia nazionale, azioni di valorizzazione per formare consumatori in grado di effettuare gli acquisti con maggiore consapevolezza, anche perché un acquirente distratto e disinformato può facilmente essere vittima di inganni sapientemente celati attraverso affascinanti strategie di vendita.
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