Ogni pratica professionale e socio-sanitaria è radicata in uno "sguardo epistemico", uno spazio educativo che definisce la relazione tra il soggetto e il mondo circostante e tra i sistemi di appartenenza (Bronfenbrenner, 1979). Attualmente, la formazione e la governance in ambito sanitario sono dominate da un paradigma positivista e neoliberista (Giroux, 2018) che riduce la realtà a dati oggettivi e persegue logiche orientate al profitto, trascurando l'esperienza soggettiva e valorizzante del paziente. Questo contributo analizza i limiti di tale visione, contrapponendola ad approcci interpretativi, critico-emancipatori e post-critici. Si propone di andare oltre la concezione della malattia come mero fatto biologico per "abbracciarla" come esperienza biografica e autobiografica di educazione sanitaria, valorizzando l'individualità e la soggettività di ogni Paziente-Persona. Ciò si realizza attraverso l'arte della "cura" piuttosto che della semplice "guarigione" del malato, fondata sulla filosofia della cura (Mortari, 2015; Zannini, 2023). Lo sguardo epistemico e l'attenzione educativa nel campo sanitario diventano punti focali e prospettive per l'attuale dibattito pedagogico, portando pazienti, medici e operatori socio-sanitari a superare un approccio utilitaristico legato al PIL e allo status quo. Al contrario, riconoscono la natura sociale, etica ed educativa delle risorse, la relazione di cura e le prospettive volte alla costruzione del benessere, delle discipline umanistiche in medicina e delle politiche di welfare. Ciò rappresenta la sfida educativa dei bisogni umani, intrappolati tra le attuali prospettive contrastanti.
Prospettive Educative in Sanità: Costruire il Well-Being tra Competenze Situate e Bisogni Umani
cristiana simonetti;marco azzarone;marco paglialonga
2026-01-01
Abstract
Ogni pratica professionale e socio-sanitaria è radicata in uno "sguardo epistemico", uno spazio educativo che definisce la relazione tra il soggetto e il mondo circostante e tra i sistemi di appartenenza (Bronfenbrenner, 1979). Attualmente, la formazione e la governance in ambito sanitario sono dominate da un paradigma positivista e neoliberista (Giroux, 2018) che riduce la realtà a dati oggettivi e persegue logiche orientate al profitto, trascurando l'esperienza soggettiva e valorizzante del paziente. Questo contributo analizza i limiti di tale visione, contrapponendola ad approcci interpretativi, critico-emancipatori e post-critici. Si propone di andare oltre la concezione della malattia come mero fatto biologico per "abbracciarla" come esperienza biografica e autobiografica di educazione sanitaria, valorizzando l'individualità e la soggettività di ogni Paziente-Persona. Ciò si realizza attraverso l'arte della "cura" piuttosto che della semplice "guarigione" del malato, fondata sulla filosofia della cura (Mortari, 2015; Zannini, 2023). Lo sguardo epistemico e l'attenzione educativa nel campo sanitario diventano punti focali e prospettive per l'attuale dibattito pedagogico, portando pazienti, medici e operatori socio-sanitari a superare un approccio utilitaristico legato al PIL e allo status quo. Al contrario, riconoscono la natura sociale, etica ed educativa delle risorse, la relazione di cura e le prospettive volte alla costruzione del benessere, delle discipline umanistiche in medicina e delle politiche di welfare. Ciò rappresenta la sfida educativa dei bisogni umani, intrappolati tra le attuali prospettive contrastanti.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


