The main purpose of researches in human sciences is to find answers to human needs, where human beings are both subject and target of this knowledge. Since the existential condition of modern man seems to be torn apart by insecurity, anxiety and depression, these feelings and states of being are urgent issues to be addressed for pedagogy. Restlessness, anxiety and fear concern human self-formation, originating the perception of a lack of harmony. This interdisciplinary thesis is divided into three parts. It therefore aims to investigate the concept of harmony – as it emerges in Western thought – through three chosen research areas: musicology, literature and pedagogy. Structured like a piece in sonata form, the study presents, in the Exposition (Part One), the two main themes of the work: the philosophical-pedagogical one related to Harmonia mundi and the musical one related to tonal harmony. Starting from the Pythagorean-Platonic concept, it studies the classical harmony of the spheres and its influence on Western culture. It then deals with the history and technical foundations of musical harmony from the Renaissance to Twentieth-century atonality, focusing in particular on the tonal system of the Wiener Klassik, since it recalls a peculiar idea of harmony both from a technical-musical point of view and from a philosophical-pedagogical one. Haydn and Mozart, in fact, grasped the tense role of dissonances, enhancing the feeling of instability they create in order to trigger in the listener the "need" and the expectation of consonant resolution. In the Development (Part Two), the thesis analyses some of the major texts and authors of Western literature which – among different poetics, connotations and 3 variations in meaning – deal with the idea of harmony, interweaving with the theme of the decay of values in modern society. From Shakespeare's concept of harmony to the category of inhumanity in Mann's Doktor Faustus, the research intends to bring out the valorisation that German Neuhumanismus – the period between 1750 and 1850 – made of the concept of Harmonie in relation to Bildung. The theme is indeed clearly evident in works such as Goethe’s Wilhelm Meister, Schiller’s Letters on the Aesthetic Education of Man, Hölderlin’s Hyperion. The Recapitulation (Part Three) proposes a return to the two main themes of Harmonia mundi and music, this time viewed from the unitary perspective of pedagogy, which considers them in relation to the self-formation, education and Western culture. Then it returns to the concept of harmony, which in latter has been structured mainly thanks to humanisms – Greek Classicism, Italian Humanism and German Neuhumanismus –, counterbalanced by Modernity and its dissonances. The study dwells, therefore, on the self-formation of modern man and the disharmony inherent in it, with particular reference to the decay of Bildung studied also through the reflections of Nietzsche, Adorno and Paul Liessmann. This thesis starts from a fundamental question: is harmony cooriginal to the human being? If not, can the human being achieve its own harmonious self-formation? and what does it consist of? Through what channels can it be achieved? What image of the human being can the subject draw inspiration from, in the construction of its self-formation so that it becomes harmonious? Attempting to answer these open points raises the question of whether education to harmony can exist and, if so, what its specific features might be. In the final analysis, then, the reflection can continue by asking whether and how harmony can relate to an idea of instruction that is not elitist and technical, but truly cultural. In the sign of an aesthetic education in listening to and interpreting music, aimed at resolving the dissonances that afflict the formation of the human being in Modernity, the musical metaphor allows us to understand the pedagogical assumption that this study implies. Just as music harmony – which does not mean only consonance – is created by the tension between dissonance and consonance, so there can be no human harmony as utopian, static well-being and happiness. In contrast to any carefree superficiality, the search for harmony is an intellectual, civil and ethical commitment. Far from endorsing an anti-modernist thesis – and in the conviction that Modernity has undeniably brought fundamental innovations to the whole of humankind – this study on harmony concludes by examining, at the end, the figure of Dostoevsky's Grand Inquisitor, as a seal of a peculiar vocation that is avowedly humanistic, anti-authoritarian and anti-nihilist. The denial of human values and the suppression of freedom (to be who and how one wants, but not to do what one wants) are, in fact, what is most harmful to the harmonious self-formation of the human being, in all periods of history.

La ricerca afferente le scienze umane ha il compito precipuo di cercare risposte alle necessità dell’uomo, essendo egli ad un tempo il soggetto, il destinatario e il fine di tali saperi. Poiché la condizione esistenziale dell’uomo moderno sembra dilaniata da insicurezza, ansia e depressione, tali sentimenti e stati dell’essere umano si configurano quali questioni urgenti su cui anche la pedagogia ha il dovere di interrogarsi. Inquietudine, angoscia e paura riguardano infatti la formazione umana, originandosi dalla percezione della mancata armonia. Di natura interdisciplinare, e articolata in tre parti, la presente tesi si propone dunque d’indagare il concetto di armonia – così come emerge nel pensiero occidentale – attraverso tre àmbiti di ricerca prescelti: musicologico, letterario e pedagogico. Strutturato secondo la foggia di un brano in forma-sonata, lo studio presenta, nell’Esposizione (Parte Prima), i due temi preminenti da cui prende le mosse: quello filosofico-pedagogico connesso con la Harmonia mundi e quello musicale relativo all’armonia tonale. A partire dalla concezione pitagorico-platonica, la tesi si sofferma sull’idea classica di armonia delle sfere e la sua influenza sulla cultura dell’Occidente. Successivamente, tratta la storia e i fondamenti tecnici dell’armonia musicale dal Rinascimento fino all’atonalità novecentesca, addentrandosi in particolare nel sistema tonale della Wiener Klassik, poiché esso richiama un’idea peculiare di armonia sia dal punto di vista tecnico-musicale sia da quello filosofico-pedagogico. Haydn e Mozart colgono infatti il ruolo tensivo delle dissonanze, valorizzando la sensazione d’instabilità che esse creano al fine di far scaturire nell’ascoltatore il “bisogno” e l’aspettativa della risoluzione consonante. Nello Sviluppo (Parte Seconda), la tesi prende in analisi alcuni dei testi e degli autori più rappresentativi della letteratura occidentale che – tra diversificate poetiche, differenziate connotazioni e variazioni di significato – affrontano il concetto di armonia intessendone l’ordito con il tema del decadimento dei valori nella società moderna. Dallo studio della concezione shakespeariana di armonia fino alla dissonanza stridente che mette a tema la categoria del disumano nel Doktor Faustus di Mann, la ricerca intende far emergere la valorizzazione che il Neoumanesimo tedesco – epoca che si colloca tra il 1750 e il 1850 – ha compiuto rispetto al concetto di Harmonie in relazione alla Bildung. Il tema traspare invero con nitore da opere quali Wilhelm Meister, di Goethe, Lettere sull’educazione estetica dell’uomo, di Schiller, Iperione, di Hölderlin. La Ripresa (Parte Terza), propone un ritorno ai due temi precipui della Harmonia mundi e della musica, guardati questa volta dalla prospettiva unitaria della pedagogia, che li armonizza considerandoli in rapporto alla formazione, all’educazione e alla cultura dell’uomo occidentale. Ritorna quindi sul concetto di armonia che in quest’ultima si è strutturato principalmente grazie agli umanesimi – la Classicità greca, l’Umanesimo italiano e il Neuhumanismus tedesco –, cui fanno da contraltare la Modernità e le sue dissonanze. Lo studio sosta, quindi, sulla formazione dell’uomo moderno e sulla disarmonia che la inerisce nel profondo, con particolare riferimento al decadimento della Bildung studiato anche attraverso le riflessioni di Nietzsche, Adorno e Paul Liessmann. La presente tesi muove infatti da una domanda fondamentale: l’armonia è cooriginaria all’essere umano? In caso contrario, l’uomo può raggiungere una propria formazione armoniosa? e in cosa consiste quest’ultima? Attraverso quali vie d’accesso può pervenirvi? A quale immagine o idea di essere umano il soggetto può ispirarsi nella 2 costruzione della propria formazione affinché essa divenga armoniosa? Tentare di rispondere a queste domande consente di chiedersi se possa esistere un’educazione all’armonia e, in caso positivo, quali possano esserne le peculiarità. Allora, in ultima istanza, la riflessione potrà proseguire domandandosi se e in che modo l’armonia possa riguardare un’idea di istruzione non elitaria e tecnicista, bensì realmente culturale. Nel segno di un’educazione estetica all’ascolto e all’interpretazione della musica, volta alla risoluzione delle dissonanze che attanagliano la formazione dell’essere umano nella Modernità, la metafora musicale consente di comprendere l’assunto pedagogico che il presente studio sottende. Così come in musica l’armonia – che non indica la sola consonanza – si crea in ragione della tensione originantesi fra dissonanze e consonanze, allo stesso modo non può esistere un’armonia umana quale benessere e felicità utopicamente statici. Contro ogni spensierata superficialità, la ricerca dell’armonia è invece un impegno intellettuale, civile ed etico. Lungi dall’appoggiare una tesi antimodernista – e nella convinzione che la Modernità abbia innegabilmente portato innovazioni fondamentali per tutto il genere umano –, il presente studio sull’armonia si conclude esaminando, in coda, la figura del Grande Inquisitore dostoevskjiano, a suggello di una peculiare vocazione dichiaratamente umanistica, antiautoritaria e antinichilista. La negazione dei valori dell’umano e la soppressione della libertà (di essere chi e come si vuole ma non di fare ciò che si vuole) sono, infatti, quanto più nuoce alla formazione armonica dell’essere umano, in tutte le epoche della storia.

Armonia. Tra musica, letteratura e pedagogia nella cultura occidentale

MARCONE, FRANCESCA
2022-01-01

Abstract

La ricerca afferente le scienze umane ha il compito precipuo di cercare risposte alle necessità dell’uomo, essendo egli ad un tempo il soggetto, il destinatario e il fine di tali saperi. Poiché la condizione esistenziale dell’uomo moderno sembra dilaniata da insicurezza, ansia e depressione, tali sentimenti e stati dell’essere umano si configurano quali questioni urgenti su cui anche la pedagogia ha il dovere di interrogarsi. Inquietudine, angoscia e paura riguardano infatti la formazione umana, originandosi dalla percezione della mancata armonia. Di natura interdisciplinare, e articolata in tre parti, la presente tesi si propone dunque d’indagare il concetto di armonia – così come emerge nel pensiero occidentale – attraverso tre àmbiti di ricerca prescelti: musicologico, letterario e pedagogico. Strutturato secondo la foggia di un brano in forma-sonata, lo studio presenta, nell’Esposizione (Parte Prima), i due temi preminenti da cui prende le mosse: quello filosofico-pedagogico connesso con la Harmonia mundi e quello musicale relativo all’armonia tonale. A partire dalla concezione pitagorico-platonica, la tesi si sofferma sull’idea classica di armonia delle sfere e la sua influenza sulla cultura dell’Occidente. Successivamente, tratta la storia e i fondamenti tecnici dell’armonia musicale dal Rinascimento fino all’atonalità novecentesca, addentrandosi in particolare nel sistema tonale della Wiener Klassik, poiché esso richiama un’idea peculiare di armonia sia dal punto di vista tecnico-musicale sia da quello filosofico-pedagogico. Haydn e Mozart colgono infatti il ruolo tensivo delle dissonanze, valorizzando la sensazione d’instabilità che esse creano al fine di far scaturire nell’ascoltatore il “bisogno” e l’aspettativa della risoluzione consonante. Nello Sviluppo (Parte Seconda), la tesi prende in analisi alcuni dei testi e degli autori più rappresentativi della letteratura occidentale che – tra diversificate poetiche, differenziate connotazioni e variazioni di significato – affrontano il concetto di armonia intessendone l’ordito con il tema del decadimento dei valori nella società moderna. Dallo studio della concezione shakespeariana di armonia fino alla dissonanza stridente che mette a tema la categoria del disumano nel Doktor Faustus di Mann, la ricerca intende far emergere la valorizzazione che il Neoumanesimo tedesco – epoca che si colloca tra il 1750 e il 1850 – ha compiuto rispetto al concetto di Harmonie in relazione alla Bildung. Il tema traspare invero con nitore da opere quali Wilhelm Meister, di Goethe, Lettere sull’educazione estetica dell’uomo, di Schiller, Iperione, di Hölderlin. La Ripresa (Parte Terza), propone un ritorno ai due temi precipui della Harmonia mundi e della musica, guardati questa volta dalla prospettiva unitaria della pedagogia, che li armonizza considerandoli in rapporto alla formazione, all’educazione e alla cultura dell’uomo occidentale. Ritorna quindi sul concetto di armonia che in quest’ultima si è strutturato principalmente grazie agli umanesimi – la Classicità greca, l’Umanesimo italiano e il Neuhumanismus tedesco –, cui fanno da contraltare la Modernità e le sue dissonanze. Lo studio sosta, quindi, sulla formazione dell’uomo moderno e sulla disarmonia che la inerisce nel profondo, con particolare riferimento al decadimento della Bildung studiato anche attraverso le riflessioni di Nietzsche, Adorno e Paul Liessmann. La presente tesi muove infatti da una domanda fondamentale: l’armonia è cooriginaria all’essere umano? In caso contrario, l’uomo può raggiungere una propria formazione armoniosa? e in cosa consiste quest’ultima? Attraverso quali vie d’accesso può pervenirvi? A quale immagine o idea di essere umano il soggetto può ispirarsi nella 2 costruzione della propria formazione affinché essa divenga armoniosa? Tentare di rispondere a queste domande consente di chiedersi se possa esistere un’educazione all’armonia e, in caso positivo, quali possano esserne le peculiarità. Allora, in ultima istanza, la riflessione potrà proseguire domandandosi se e in che modo l’armonia possa riguardare un’idea di istruzione non elitaria e tecnicista, bensì realmente culturale. Nel segno di un’educazione estetica all’ascolto e all’interpretazione della musica, volta alla risoluzione delle dissonanze che attanagliano la formazione dell’essere umano nella Modernità, la metafora musicale consente di comprendere l’assunto pedagogico che il presente studio sottende. Così come in musica l’armonia – che non indica la sola consonanza – si crea in ragione della tensione originantesi fra dissonanze e consonanze, allo stesso modo non può esistere un’armonia umana quale benessere e felicità utopicamente statici. Contro ogni spensierata superficialità, la ricerca dell’armonia è invece un impegno intellettuale, civile ed etico. Lungi dall’appoggiare una tesi antimodernista – e nella convinzione che la Modernità abbia innegabilmente portato innovazioni fondamentali per tutto il genere umano –, il presente studio sull’armonia si conclude esaminando, in coda, la figura del Grande Inquisitore dostoevskjiano, a suggello di una peculiare vocazione dichiaratamente umanistica, antiautoritaria e antinichilista. La negazione dei valori dell’umano e la soppressione della libertà (di essere chi e come si vuole ma non di fare ciò che si vuole) sono, infatti, quanto più nuoce alla formazione armonica dell’essere umano, in tutte le epoche della storia.
The main purpose of researches in human sciences is to find answers to human needs, where human beings are both subject and target of this knowledge. Since the existential condition of modern man seems to be torn apart by insecurity, anxiety and depression, these feelings and states of being are urgent issues to be addressed for pedagogy. Restlessness, anxiety and fear concern human self-formation, originating the perception of a lack of harmony. This interdisciplinary thesis is divided into three parts. It therefore aims to investigate the concept of harmony – as it emerges in Western thought – through three chosen research areas: musicology, literature and pedagogy. Structured like a piece in sonata form, the study presents, in the Exposition (Part One), the two main themes of the work: the philosophical-pedagogical one related to Harmonia mundi and the musical one related to tonal harmony. Starting from the Pythagorean-Platonic concept, it studies the classical harmony of the spheres and its influence on Western culture. It then deals with the history and technical foundations of musical harmony from the Renaissance to Twentieth-century atonality, focusing in particular on the tonal system of the Wiener Klassik, since it recalls a peculiar idea of harmony both from a technical-musical point of view and from a philosophical-pedagogical one. Haydn and Mozart, in fact, grasped the tense role of dissonances, enhancing the feeling of instability they create in order to trigger in the listener the "need" and the expectation of consonant resolution. In the Development (Part Two), the thesis analyses some of the major texts and authors of Western literature which – among different poetics, connotations and 3 variations in meaning – deal with the idea of harmony, interweaving with the theme of the decay of values in modern society. From Shakespeare's concept of harmony to the category of inhumanity in Mann's Doktor Faustus, the research intends to bring out the valorisation that German Neuhumanismus – the period between 1750 and 1850 – made of the concept of Harmonie in relation to Bildung. The theme is indeed clearly evident in works such as Goethe’s Wilhelm Meister, Schiller’s Letters on the Aesthetic Education of Man, Hölderlin’s Hyperion. The Recapitulation (Part Three) proposes a return to the two main themes of Harmonia mundi and music, this time viewed from the unitary perspective of pedagogy, which considers them in relation to the self-formation, education and Western culture. Then it returns to the concept of harmony, which in latter has been structured mainly thanks to humanisms – Greek Classicism, Italian Humanism and German Neuhumanismus –, counterbalanced by Modernity and its dissonances. The study dwells, therefore, on the self-formation of modern man and the disharmony inherent in it, with particular reference to the decay of Bildung studied also through the reflections of Nietzsche, Adorno and Paul Liessmann. This thesis starts from a fundamental question: is harmony cooriginal to the human being? If not, can the human being achieve its own harmonious self-formation? and what does it consist of? Through what channels can it be achieved? What image of the human being can the subject draw inspiration from, in the construction of its self-formation so that it becomes harmonious? Attempting to answer these open points raises the question of whether education to harmony can exist and, if so, what its specific features might be. In the final analysis, then, the reflection can continue by asking whether and how harmony can relate to an idea of instruction that is not elitist and technical, but truly cultural. In the sign of an aesthetic education in listening to and interpreting music, aimed at resolving the dissonances that afflict the formation of the human being in Modernity, the musical metaphor allows us to understand the pedagogical assumption that this study implies. Just as music harmony – which does not mean only consonance – is created by the tension between dissonance and consonance, so there can be no human harmony as utopian, static well-being and happiness. In contrast to any carefree superficiality, the search for harmony is an intellectual, civil and ethical commitment. Far from endorsing an anti-modernist thesis – and in the conviction that Modernity has undeniably brought fundamental innovations to the whole of humankind – this study on harmony concludes by examining, at the end, the figure of Dostoevsky's Grand Inquisitor, as a seal of a peculiar vocation that is avowedly humanistic, anti-authoritarian and anti-nihilist. The denial of human values and the suppression of freedom (to be who and how one wants, but not to do what one wants) are, in fact, what is most harmful to the harmonious self-formation of the human being, in all periods of history.
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