The relationship between the means for obtaining evidence and the use of their results represents one of the most problematic profiles of the criminal procedure code, on which are measured the basic values of the whole system. This dualism shows particularly delicate features in the wiretaps matter, where the huge injury to the communications secrecy and to privacy allows to ensure extremely effective investigative results; the identification of an acceptable balance between fundamental rights protection and the criminal investigation needs is therefore really difficult. In this framework are sketched both the regulation on the unusability of unlawful interceptions (art. 271 c.p.p.) and the one which determines the use prohibitions of wiretaps settled up in other proceedings (art. 270 c.p.p.). After an overview of the state of the art and of the avant-garde jurisprudential approaches to the topic, the Authors – also in the light of the new technologies at the service of public authorities and of the reforms that have recently interested the matter – wonder about the effects that the non-usable act may have on the evidence it helped to acquire.

Il rapporto tra mezzi di ricerca della prova e limiti all’impiego dei relativi risultati rappresenta uno dei profili più problematici del sistema processuale, sul quale si misurano le scelte valoriali di fondo dell’ordinamento. Esso assume caratteri particolarmente delicati in tema di intercettazioni, là dove al rilevante pregiudizio arrecato alla segretezza delle comunicazioni e alla riservatezza delle persone coinvolte corrisponde l’estrema efficacia investigativa dello strumento; ciò rende ardua l’individuazione di un bilanciamento soddisfacente tra la protezione dei diritti fondamentali del cittadino e la tutela delle esigenze dell’accertamento penale. In tale cornice si collocano sia i divieti di utilizzabilità delle intercettazioni (art. 271 c.p.p.), sia i limiti alla trasmigrazione delle captazioni in procedimenti diversi da quelli in cui sono state disposte (art. 270 c.p.p.). Dopo una panoramica sulla disciplina e sugli avanguardistici approdi giurisprudenziali al tema, gli Autori si interrogano in ordine agli effetti che l’atto inutilizzabile produce sulle prove di cui ha favorito l’acquisizione, anche a fronte delle nuove tecnologie al servizio degli inquirenti e delle novelle che hanno recentemente interessato la materia.

Vecchi e nuovi limiti di utilizzabilità delle intercettazioni nel sistema italiano

Nocerino W;
2021

Abstract

Il rapporto tra mezzi di ricerca della prova e limiti all’impiego dei relativi risultati rappresenta uno dei profili più problematici del sistema processuale, sul quale si misurano le scelte valoriali di fondo dell’ordinamento. Esso assume caratteri particolarmente delicati in tema di intercettazioni, là dove al rilevante pregiudizio arrecato alla segretezza delle comunicazioni e alla riservatezza delle persone coinvolte corrisponde l’estrema efficacia investigativa dello strumento; ciò rende ardua l’individuazione di un bilanciamento soddisfacente tra la protezione dei diritti fondamentali del cittadino e la tutela delle esigenze dell’accertamento penale. In tale cornice si collocano sia i divieti di utilizzabilità delle intercettazioni (art. 271 c.p.p.), sia i limiti alla trasmigrazione delle captazioni in procedimenti diversi da quelli in cui sono state disposte (art. 270 c.p.p.). Dopo una panoramica sulla disciplina e sugli avanguardistici approdi giurisprudenziali al tema, gli Autori si interrogano in ordine agli effetti che l’atto inutilizzabile produce sulle prove di cui ha favorito l’acquisizione, anche a fronte delle nuove tecnologie al servizio degli inquirenti e delle novelle che hanno recentemente interessato la materia.
The relationship between the means for obtaining evidence and the use of their results represents one of the most problematic profiles of the criminal procedure code, on which are measured the basic values of the whole system. This dualism shows particularly delicate features in the wiretaps matter, where the huge injury to the communications secrecy and to privacy allows to ensure extremely effective investigative results; the identification of an acceptable balance between fundamental rights protection and the criminal investigation needs is therefore really difficult. In this framework are sketched both the regulation on the unusability of unlawful interceptions (art. 271 c.p.p.) and the one which determines the use prohibitions of wiretaps settled up in other proceedings (art. 270 c.p.p.). After an overview of the state of the art and of the avant-garde jurisprudential approaches to the topic, the Authors – also in the light of the new technologies at the service of public authorities and of the reforms that have recently interested the matter – wonder about the effects that the non-usable act may have on the evidence it helped to acquire.
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