It represents a very sensitive issue, the one of investigations carried out by investigative tools having an high technological content, due to itmuddles dangerously for their distruptive potentialities, for the con-sequent attacksmoved to the traditional paradigmas of the probative proceeding and,most of all, for the legal “confusion” in which they find themselves in the procedural system. In addition to the computer sensor - which represents an undisputed protagonist of the doctrinal and jurisprudential panorama of the last time - there are other investigative means, which are equally questionable in terms of processual and individual guarantees. Among these, there is of undoubted relevance the IMSI Catcher, which incorporates the functionalities of the computer virus without exhausting them. However, an investigation set in this way could be considered prematurely. Infact the research aims to find more common answers concerning the limits, the method of use and the borders of usableness of the new technological tools in the processual system, which, as it Is known, are susceptible to so continuous and sudden developments, that it cannot be possibile to confine them in such a rigid standardization that they become already out of the date. After discarding the most obvious interpretation of classifying remote investigative techniques as traditional investigative tools, it should be proposed an artful partition of them, on the basis of a functional criterion, aimed at reconducting each of themultifaceted activities, which are available under the eagies of the closest probative institution, in order to verify, for each function, the existence of a regulatory coverage.

È materia molto delicata quella delle investigazioni condotte tramite strumenti di indagine ad alto contenuto tecnologico che s’ingarbuglia pericolosamente per le potenzialità dirompenti degli stessi, per i conseguenti attentati mossi ai tradizionali paradigmi del procedimento probatorio e, più di tutto, per la “confusione” giuridica in cui versano nel sistema processuale. Oltre al captatore informatico - protagonista indiscusso del panorama dottrinale e giurisprudenziale dell’ultimo tempo - esistono strumenti investigativi altrettanto discutibili sotto il profilo delle garanzie processuali ed individuali. Tra questi, di indubbia rilevanza è l’IMSI Catcher che ingloba, senza esaurirle, le funzionalità del virus informatico. Ma un’indagine impostata in questo senso rischia di risultare obsoleta anzitempo. La ricerca, infatti, mira a trovare risposte maggiormente diffuse in rapporto ai limiti, alle modalità di impiego e ai confini di utilizzabilità nel sistema processuale dei nuovi ritrovati della tecnologia che, come noto, sono suscettibili di cambiamenti ed evoluzioni così tanto repentini da non poter essere confinati in una normazione tanto rigida da risultare già antiquata. Scartata l’interpretazione più ovvia di classificare le tecniche investigative da remoto come strumenti di indagine tradizionale, se ne propone l’artificiosa partizione sulla base di un criterio funzionale, tesa a ricondurre ciascuna delle poliedriche attività esperibili sotto l’egida dell’istituto probatorio più affine, al fine di verificare, per ciascuna funzione, l’esistenza di una copertura normativa.

Il tramonto dei mezzi di ricerca della prova nell’era 2.0

Nocerino W
2021

Abstract

È materia molto delicata quella delle investigazioni condotte tramite strumenti di indagine ad alto contenuto tecnologico che s’ingarbuglia pericolosamente per le potenzialità dirompenti degli stessi, per i conseguenti attentati mossi ai tradizionali paradigmi del procedimento probatorio e, più di tutto, per la “confusione” giuridica in cui versano nel sistema processuale. Oltre al captatore informatico - protagonista indiscusso del panorama dottrinale e giurisprudenziale dell’ultimo tempo - esistono strumenti investigativi altrettanto discutibili sotto il profilo delle garanzie processuali ed individuali. Tra questi, di indubbia rilevanza è l’IMSI Catcher che ingloba, senza esaurirle, le funzionalità del virus informatico. Ma un’indagine impostata in questo senso rischia di risultare obsoleta anzitempo. La ricerca, infatti, mira a trovare risposte maggiormente diffuse in rapporto ai limiti, alle modalità di impiego e ai confini di utilizzabilità nel sistema processuale dei nuovi ritrovati della tecnologia che, come noto, sono suscettibili di cambiamenti ed evoluzioni così tanto repentini da non poter essere confinati in una normazione tanto rigida da risultare già antiquata. Scartata l’interpretazione più ovvia di classificare le tecniche investigative da remoto come strumenti di indagine tradizionale, se ne propone l’artificiosa partizione sulla base di un criterio funzionale, tesa a ricondurre ciascuna delle poliedriche attività esperibili sotto l’egida dell’istituto probatorio più affine, al fine di verificare, per ciascuna funzione, l’esistenza di una copertura normativa.
It represents a very sensitive issue, the one of investigations carried out by investigative tools having an high technological content, due to itmuddles dangerously for their distruptive potentialities, for the con-sequent attacksmoved to the traditional paradigmas of the probative proceeding and,most of all, for the legal “confusion” in which they find themselves in the procedural system. In addition to the computer sensor - which represents an undisputed protagonist of the doctrinal and jurisprudential panorama of the last time - there are other investigative means, which are equally questionable in terms of processual and individual guarantees. Among these, there is of undoubted relevance the IMSI Catcher, which incorporates the functionalities of the computer virus without exhausting them. However, an investigation set in this way could be considered prematurely. Infact the research aims to find more common answers concerning the limits, the method of use and the borders of usableness of the new technological tools in the processual system, which, as it Is known, are susceptible to so continuous and sudden developments, that it cannot be possibile to confine them in such a rigid standardization that they become already out of the date. After discarding the most obvious interpretation of classifying remote investigative techniques as traditional investigative tools, it should be proposed an artful partition of them, on the basis of a functional criterion, aimed at reconducting each of themultifaceted activities, which are available under the eagies of the closest probative institution, in order to verify, for each function, the existence of a regulatory coverage.
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