The Council is called one more time to sound off about the very argued in tenet and jurisprudence subject of legislative protective conjectures. In contrast to the “weak” preparation of the previous decisions, the Constitutional Court believes that the issue of constitutional legitimacy of the Article 275(3) c.p.p., which has been raised in relation to Articles 3,13 (1) (27), second subparagraph, of the Constitution, is unfounded in so far as it is expressed that when there are heavy clues of guilt with regard to the crime referred to in art. 416 bis c.p. it is applied a preventive custody in prison, unless there are requisites according to which it is proved that there aren’t precautionary necessities, and except the situation in which subsist specific elements from which it is shown that precautionary necessities could be satisfied with different measures. The reasons given by the Judge of the Laws are not shared, because they appear in contrast with the ratio of the most recent reformative intervention in the matter of guarding.

ncora una volta la Consulta è chiamata a pronunciarsi sul tema – assai dibattuto in dottrina e giurisprudenza – delle presunzioni legislative cautelari. In controtendenza rispetto all’impostazione “lassista” delle pregresse decisioni, la Corte Costituzionale ritiene infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3 c.p.p., sollevata in riferimento agli artt. 3, 13, comma 1 e 27, comma 2 Cost., nella parte in cui «nel prevedere che quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’art. 416 bis c.p. è applicata la misura della custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari, non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulta che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure». Le motivazioni addotte dal Giudice delle leggi non risultano totalmente condivisibili, in quanto non pienamente coerenti con la ratio dei più recenti interventi riformatori in materia cautelare.

Ancora in tema di presunzioni: per l’associazione di tipo mafioso vige il criterio di “utilità” della misura

Nocerino W
2018-01-01

Abstract

The Council is called one more time to sound off about the very argued in tenet and jurisprudence subject of legislative protective conjectures. In contrast to the “weak” preparation of the previous decisions, the Constitutional Court believes that the issue of constitutional legitimacy of the Article 275(3) c.p.p., which has been raised in relation to Articles 3,13 (1) (27), second subparagraph, of the Constitution, is unfounded in so far as it is expressed that when there are heavy clues of guilt with regard to the crime referred to in art. 416 bis c.p. it is applied a preventive custody in prison, unless there are requisites according to which it is proved that there aren’t precautionary necessities, and except the situation in which subsist specific elements from which it is shown that precautionary necessities could be satisfied with different measures. The reasons given by the Judge of the Laws are not shared, because they appear in contrast with the ratio of the most recent reformative intervention in the matter of guarding.
2018
ncora una volta la Consulta è chiamata a pronunciarsi sul tema – assai dibattuto in dottrina e giurisprudenza – delle presunzioni legislative cautelari. In controtendenza rispetto all’impostazione “lassista” delle pregresse decisioni, la Corte Costituzionale ritiene infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 275, comma 3 c.p.p., sollevata in riferimento agli artt. 3, 13, comma 1 e 27, comma 2 Cost., nella parte in cui «nel prevedere che quando sussistono gravi indizi di colpevolezza in ordine al delitto di cui all’art. 416 bis c.p. è applicata la misura della custodia cautelare in carcere, salvo che siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari, non fa salva, altresì, l’ipotesi in cui siano acquisiti elementi specifici, in relazione al caso concreto, dai quali risulta che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure». Le motivazioni addotte dal Giudice delle leggi non risultano totalmente condivisibili, in quanto non pienamente coerenti con la ratio dei più recenti interventi riformatori in materia cautelare.
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