Il progetto di ricerca iniziato nell’A.A. 2012/13 intende indagare da un lato sulle tecnologie di rilievo e acquisizione di dati spaziali sia bidimensionali che tridimensionali in archeologia e sui rispettivi processi di elaborazione, e dall’altro sulle modalità di erogazione e fruizione del potenziale informativo della documentazione grafica di scavo tramite applicazioni per il web. L’obiettivo principale è quello di colmare un vuoto nelle procedure metodologiche strutturando un workflow completo sulla gestione di dati archeologici, mirato a promuovere la condivisione di informazioni e di esperienze diverse, e dunque di diffondere conoscenza. Pertanto sono state esaminate tecniche di rilievo topografico strumentale che comprendono il laser scanning e la fotogrammetria digitale, effettuando test in contesti e su oggetti diversi: unità stratigrafiche murarie in aree di scavo archeologico, insediamenti rupestri, architetture castrensi, ma anche reperti ceramici. Sono state adottate in seguito procedure di gestione ed elaborazione dei dati in vista di una pubblicazione dei contenuti digitali su web o su altre forme di applicazioni per il grande pubblico. Una volta valutata la fattibilità dei processi di documentazione è stato scelto come caso di studio il sito archeologico di Herdonia, nei pressi dell’attuale Ordona (FG). Questa scelta è motivata da due fattori principali. Innanzitutto la presenza di imponenti rovine, fa di Herdonia il sito ideale per sperimentare le tecnologie di rilievo tridimensionale. La seconda ragione è costituita dalla ricca documentazione di scavo dell’Archivio Mertens, conservata, a partire dal 2004, presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia. In questo archivio è depositata tutta la conoscenza e la documentazione del sito di Ordona dall’inizio delle ricerche intraprese dall’équipe belga nel 1962 fino ad oggi. Si tratta dunque di 40 anni di ricerche che hanno portato alla scoperta di uno dei siti più grandi dell’Italia meridionale, dalle fasi dell’insediamento daunio, all’installazione della città romana, fino al ridimensionamento dell’abitato in epoca medievale e al definitivo abbandono nel XV secolo. L’archivio costituisce dunque una memoria unica e contiene documenti che sono parte della storia delle ricerche archeologiche, prodotti seguendo metodologie differenti (dallo scavo per lunghe trincee e al metodo Wheeler fino allo scavo per grandi aree) e realizzati usando varie tecniche e tecnologie (dal rilievo diretto a disegni CAD e scansioni 3D). L’idea principale è dunque quella di strutturare un workflow specifico per costruire un ambiente comune all’interno del quale possano coesistere sia i legacy data di scavo che la documentazione grafica digital born. Tuttavia, il problema più grande riscontrato nell’analisi dell’archivio è costituito dalla totale assenza di digitalizzazione dei contenuti, tassello fondamentale per poter condividere dati ed informazioni su Herdonia. È stata individuata come necessità primaria la realizzazione di una mappa della città antica in cui fossero posizionate tutte le aree sottoposte ad indagine stratigrafica, strumento, tuttora assente, indispensabile per una qualsivoglia operazione futura di sistematizzazione di dati. Pertanto sono state acquisite in formato digitale tutte le planimetrie e le sezioni stratigrafiche disegnate dal 1962 fino al 19931, e collocate su base cartografica georeferenziata2 tramite un sistema GIS open source. Dopo aver ordinato e sistemato i dati topografici sono state analizzate le modalità di erogazione verso il pubblico, utilizzando tool e programmi a costo zero e provenienti dal panorama del software libero ed open source. I percorsi di erogazione delle informazioni sono essenzialmente due. Un primo percorso relativo alla fruizione delle mappe di Herdonia tramite strumenti per la pubblicazione sul web, ed un secondo costituito dalla costruzione di un ambiente virtuale in cui possano coesistere modelli fotogrammetrici 3D di resti di alcuni monumenti della città antica e ricostruzioni tridimensionali della stratigrafia individuata in fase di scavo.

Nuove tecnologie applicate alla comunicazione della ricerca archeologica. Dal trattamento dei dati alla gestione efficiente per la fruizione e la condivisione su piattaforme web / Fratta, Andrea. - (2016 Jun 23). [10.14274/UNIFG/FAIR/353975]

Nuove tecnologie applicate alla comunicazione della ricerca archeologica. Dal trattamento dei dati alla gestione efficiente per la fruizione e la condivisione su piattaforme web

FRATTA, ANDREA
2016-06-23

Abstract

Il progetto di ricerca iniziato nell’A.A. 2012/13 intende indagare da un lato sulle tecnologie di rilievo e acquisizione di dati spaziali sia bidimensionali che tridimensionali in archeologia e sui rispettivi processi di elaborazione, e dall’altro sulle modalità di erogazione e fruizione del potenziale informativo della documentazione grafica di scavo tramite applicazioni per il web. L’obiettivo principale è quello di colmare un vuoto nelle procedure metodologiche strutturando un workflow completo sulla gestione di dati archeologici, mirato a promuovere la condivisione di informazioni e di esperienze diverse, e dunque di diffondere conoscenza. Pertanto sono state esaminate tecniche di rilievo topografico strumentale che comprendono il laser scanning e la fotogrammetria digitale, effettuando test in contesti e su oggetti diversi: unità stratigrafiche murarie in aree di scavo archeologico, insediamenti rupestri, architetture castrensi, ma anche reperti ceramici. Sono state adottate in seguito procedure di gestione ed elaborazione dei dati in vista di una pubblicazione dei contenuti digitali su web o su altre forme di applicazioni per il grande pubblico. Una volta valutata la fattibilità dei processi di documentazione è stato scelto come caso di studio il sito archeologico di Herdonia, nei pressi dell’attuale Ordona (FG). Questa scelta è motivata da due fattori principali. Innanzitutto la presenza di imponenti rovine, fa di Herdonia il sito ideale per sperimentare le tecnologie di rilievo tridimensionale. La seconda ragione è costituita dalla ricca documentazione di scavo dell’Archivio Mertens, conservata, a partire dal 2004, presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Foggia. In questo archivio è depositata tutta la conoscenza e la documentazione del sito di Ordona dall’inizio delle ricerche intraprese dall’équipe belga nel 1962 fino ad oggi. Si tratta dunque di 40 anni di ricerche che hanno portato alla scoperta di uno dei siti più grandi dell’Italia meridionale, dalle fasi dell’insediamento daunio, all’installazione della città romana, fino al ridimensionamento dell’abitato in epoca medievale e al definitivo abbandono nel XV secolo. L’archivio costituisce dunque una memoria unica e contiene documenti che sono parte della storia delle ricerche archeologiche, prodotti seguendo metodologie differenti (dallo scavo per lunghe trincee e al metodo Wheeler fino allo scavo per grandi aree) e realizzati usando varie tecniche e tecnologie (dal rilievo diretto a disegni CAD e scansioni 3D). L’idea principale è dunque quella di strutturare un workflow specifico per costruire un ambiente comune all’interno del quale possano coesistere sia i legacy data di scavo che la documentazione grafica digital born. Tuttavia, il problema più grande riscontrato nell’analisi dell’archivio è costituito dalla totale assenza di digitalizzazione dei contenuti, tassello fondamentale per poter condividere dati ed informazioni su Herdonia. È stata individuata come necessità primaria la realizzazione di una mappa della città antica in cui fossero posizionate tutte le aree sottoposte ad indagine stratigrafica, strumento, tuttora assente, indispensabile per una qualsivoglia operazione futura di sistematizzazione di dati. Pertanto sono state acquisite in formato digitale tutte le planimetrie e le sezioni stratigrafiche disegnate dal 1962 fino al 19931, e collocate su base cartografica georeferenziata2 tramite un sistema GIS open source. Dopo aver ordinato e sistemato i dati topografici sono state analizzate le modalità di erogazione verso il pubblico, utilizzando tool e programmi a costo zero e provenienti dal panorama del software libero ed open source. I percorsi di erogazione delle informazioni sono essenzialmente due. Un primo percorso relativo alla fruizione delle mappe di Herdonia tramite strumenti per la pubblicazione sul web, ed un secondo costituito dalla costruzione di un ambiente virtuale in cui possano coesistere modelli fotogrammetrici 3D di resti di alcuni monumenti della città antica e ricostruzioni tridimensionali della stratigrafia individuata in fase di scavo.
23-giu-2016
Archaeological Archives, Web Technologies, Cultural Communication, 3D Photogrammetry, GIS
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11369/353975
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