Nel saggio si è sviluppata un’analisi critico-ricostruttiva sui licenziamenti collettivi alla luce dei limiti e delle aporìe man mano emersi nella prassi applicativa della L. 223/1991 (e s.m.i.). In particolare, si è esaminato il tema per l’incidenza che su esso hanno progressivamente assunto le modifiche legislative degli ultimi anni nella regolazione giuridica del mercato del lavoro sotto il profilo sia strutturale (delle competenze), sia funzionale (degli strumenti di governo del mercato del lavoro): dall’attribuzione alle regioni di competenze legislative e amministrative (queste ultime anche agli enti locali) alla legittimazione di un ricorso sempre maggiore alla flessibilità e all’esternalizzazione; dalla più marcata attenzione all’area dello svantaggio (specie sotto l’influsso della normativa comunitaria) all’incrocio, non sempre agevole, tra politiche comunitarie sull’occupazione e politiche comunitarie sulla concorrenza, spesso incidenti in modo antitetico sull’azione a sostegno dei lavoratori eccedentari. Nella disamina l’attenzione non è stata limitata solo a un’attenta ricostruzione critico-ricostruttiva dell’istituto, ma anche in una prospettiva de iure condendo, suggerendo le possibili modifiche normative per consentirne un più efficace funzionamento. Si sono così analizzati, tra gli altri profili, l’incidenza della disciplina vincolistica su disoccupazione e struttura dell’occupazione; la compatibilità tra riduzione di personale e flessibilità; l’idoneità degli attuali parametri oggettivi per la determinazione del costo, connesso all’eccedenza di personale, addossato al datore di lavoro; lo scollamento tra criteri di scelta di fonte legale e mercato del lavoro.

Mercato del lavoro e licenziamenti collettivi

RICCI, MAURIZIO
2007-01-01

Abstract

Nel saggio si è sviluppata un’analisi critico-ricostruttiva sui licenziamenti collettivi alla luce dei limiti e delle aporìe man mano emersi nella prassi applicativa della L. 223/1991 (e s.m.i.). In particolare, si è esaminato il tema per l’incidenza che su esso hanno progressivamente assunto le modifiche legislative degli ultimi anni nella regolazione giuridica del mercato del lavoro sotto il profilo sia strutturale (delle competenze), sia funzionale (degli strumenti di governo del mercato del lavoro): dall’attribuzione alle regioni di competenze legislative e amministrative (queste ultime anche agli enti locali) alla legittimazione di un ricorso sempre maggiore alla flessibilità e all’esternalizzazione; dalla più marcata attenzione all’area dello svantaggio (specie sotto l’influsso della normativa comunitaria) all’incrocio, non sempre agevole, tra politiche comunitarie sull’occupazione e politiche comunitarie sulla concorrenza, spesso incidenti in modo antitetico sull’azione a sostegno dei lavoratori eccedentari. Nella disamina l’attenzione non è stata limitata solo a un’attenta ricostruzione critico-ricostruttiva dell’istituto, ma anche in una prospettiva de iure condendo, suggerendo le possibili modifiche normative per consentirne un più efficace funzionamento. Si sono così analizzati, tra gli altri profili, l’incidenza della disciplina vincolistica su disoccupazione e struttura dell’occupazione; la compatibilità tra riduzione di personale e flessibilità; l’idoneità degli attuali parametri oggettivi per la determinazione del costo, connesso all’eccedenza di personale, addossato al datore di lavoro; lo scollamento tra criteri di scelta di fonte legale e mercato del lavoro.
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