Questo studio presenta lo sviluppo e la sperimentazione di un protocollo progettuale innovativo finalizzato a sostenere gli insegnanti nella progettazione di attività laboratoriali STEAM per le scuole primarie e secondarie di primo grado. L'obiettivo principale della ricerca è la costruzione di una metodologia strutturata che faciliti la co-progettazione di esperienze educative interdisciplinari, integrando competenze pedagogiche e tecnologiche attraverso la collaborazione tra insegnanti, esperti del settore tecnologico e professionisti dei fablab. Tale approccio mira a generare una comunità di pratica educativa capace di progettare attività laboratoriali efficaci e sostenibili nel tempo. Il protocollo è stato sviluppato utilizzando il paradigma del co-design e della Design-Based Research, che hanno permesso di coinvolgere attivamente un gruppo di docenti stakeholders nel processo di progettazione iterativa. Questa metodologia ha favorito la creazione di un framework progettuale condiviso, dove ogni elemento è stato co- costruito attraverso cicli di progettazione, implementazione e riflessione critica. La ricerca si articola in quattro fasi sequenziali. La prima fase prevede la raccolta di dati qualitativi e quantitativi e il reclutamento dei docenti per la successiva fase di co-design, attraverso un'analisi approfondita della letteratura esistente sui metodi di co-design e sugli approcci innovativi alle discipline STEAM. La seconda fase consiste nel processo di co-design vero e proprio con i docenti stakeholders selezionati, durante il quale viene elaborato collaborativamente il protocollo progettuale. La terza fase è dedicata alla sperimentazione in classe delle attività progettate utilizzando il protocollo co-costruito, implementando il paradigma della ricerca-azione partecipativa. La quarta e ultima fase si concentra sull'analisi dei risultati ottenuti dalla sperimentazione. Gli obiettivi specifici dello studio includono la valutazione del potenziamento delle competenze progettuali degli insegnanti attraverso l'esperienza pratica della progettazione condivisa e l'analisi della necessità o meno della presenza di esperti esterni per la realizzazione di attività laboratoriali STEAM durante l'orario curricolare. La struttura iterativa della ricerca ha consentito di rendere gli stakeholders protagonisti attivi del processo, innescando cicli di progettazione-implementazione-riflessione che hanno permesso di verificare empiricamente ogni scelta progettuale e di modificarla sulla base dei feedback raccolti sul campo. I risultati ottenuti evidenziano come l'uso del protocollo abbia favorito l'evoluzione dei docenti da esecutori a "Teachers as designers", facendo emergere competenze latenti e riducendo la necessità di delega tecnica. Lo studio dimostra inoltre che la creazione di una comunità di pratica è decisiva per superare la frammentazione delle competenze digitali, suggerendo che l'innovazione didattica richieda non solo nuovi strumenti, ma spazi permanenti di progettazione condivisa (come i FabLab educativi) per essere sostenibile.
La relazione tra maker culture e progettazione di esperienze STEAM. La tecnologia come linguaggio connettivo per comunità educanti / Selleri, F.. - (2026 Jun 24). [10.14274/selleri-federica_phd2026-06-24]
La relazione tra maker culture e progettazione di esperienze STEAM. La tecnologia come linguaggio connettivo per comunità educanti
SELLERI, FEDERICA
2026-06-24
Abstract
Questo studio presenta lo sviluppo e la sperimentazione di un protocollo progettuale innovativo finalizzato a sostenere gli insegnanti nella progettazione di attività laboratoriali STEAM per le scuole primarie e secondarie di primo grado. L'obiettivo principale della ricerca è la costruzione di una metodologia strutturata che faciliti la co-progettazione di esperienze educative interdisciplinari, integrando competenze pedagogiche e tecnologiche attraverso la collaborazione tra insegnanti, esperti del settore tecnologico e professionisti dei fablab. Tale approccio mira a generare una comunità di pratica educativa capace di progettare attività laboratoriali efficaci e sostenibili nel tempo. Il protocollo è stato sviluppato utilizzando il paradigma del co-design e della Design-Based Research, che hanno permesso di coinvolgere attivamente un gruppo di docenti stakeholders nel processo di progettazione iterativa. Questa metodologia ha favorito la creazione di un framework progettuale condiviso, dove ogni elemento è stato co- costruito attraverso cicli di progettazione, implementazione e riflessione critica. La ricerca si articola in quattro fasi sequenziali. La prima fase prevede la raccolta di dati qualitativi e quantitativi e il reclutamento dei docenti per la successiva fase di co-design, attraverso un'analisi approfondita della letteratura esistente sui metodi di co-design e sugli approcci innovativi alle discipline STEAM. La seconda fase consiste nel processo di co-design vero e proprio con i docenti stakeholders selezionati, durante il quale viene elaborato collaborativamente il protocollo progettuale. La terza fase è dedicata alla sperimentazione in classe delle attività progettate utilizzando il protocollo co-costruito, implementando il paradigma della ricerca-azione partecipativa. La quarta e ultima fase si concentra sull'analisi dei risultati ottenuti dalla sperimentazione. Gli obiettivi specifici dello studio includono la valutazione del potenziamento delle competenze progettuali degli insegnanti attraverso l'esperienza pratica della progettazione condivisa e l'analisi della necessità o meno della presenza di esperti esterni per la realizzazione di attività laboratoriali STEAM durante l'orario curricolare. La struttura iterativa della ricerca ha consentito di rendere gli stakeholders protagonisti attivi del processo, innescando cicli di progettazione-implementazione-riflessione che hanno permesso di verificare empiricamente ogni scelta progettuale e di modificarla sulla base dei feedback raccolti sul campo. I risultati ottenuti evidenziano come l'uso del protocollo abbia favorito l'evoluzione dei docenti da esecutori a "Teachers as designers", facendo emergere competenze latenti e riducendo la necessità di delega tecnica. Lo studio dimostra inoltre che la creazione di una comunità di pratica è decisiva per superare la frammentazione delle competenze digitali, suggerendo che l'innovazione didattica richieda non solo nuovi strumenti, ma spazi permanenti di progettazione condivisa (come i FabLab educativi) per essere sostenibile.| File | Dimensione | Formato | |
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