Il presente lavoro di tesi dottorale esplora le dinamiche dell’evangelizzazione nell’era della digital transformation, analizzando come il munus docendi della Chiesa si riconfiguri all’interno dell’ecosistema dei Social Network Sites. Attraverso un quadro teorico che intreccia la Sociologia della religione classica con i paradigmi della digital religion e della network society, lo studio indaga il passaggio dalla mera trasmissione di contenuti religiosi (religion online) alla costruzione di esperienze di fede interattive e partecipative (online religion). Il fulcro empirico della ricerca è costituito da uno studio netnografico focalizzato sul profilo Instagram di Don Alberto Ravagnani, figura paradigmatica del “sacerdote influencer”. L’indagine, riguardante i contenuti postati tra gennaio 2024 e febbraio 2025, adotta una metodologia mista che combina l’analisi quantitativa delle metriche di engagement (visualizzazioni, like, condivisioni, commenti) con l’analisi qualitativa dei commenti e delle pratiche discorsive dei formati multimediali (reel, podcast, immagini). I risultati evidenziano una portata comunicativa straordinaria, con oltre 36 milioni di visualizzazioni, quasi 1,5 milioni di like e migliaia di commenti, cifre che segnano un divario rispetto alla portata della pastorale territoriale ordinaria. Dall’analisi dei contenuti emerge una predominanza numerica dell’area tematica “Chiesa/Fede/Sacramenti”, a dimostrazione di un intento esplicitamente catechistico; l’analisi qualitativa e categoriale della polarità dei commenti rivela che i picchi di approvazione e i commenti supportive si concentrano nelle aree della “Educazione/Valori/Motivazione” e della “Salute Mentale”.Itemi sociali polarizzanti(violenza, droghe) generano una maggiore incidenza di commenti negativi. Sul piano qualitativo, lo studio delinea uno stile comunicativo ibrido e vernacolare: l’utilizzo di estetiche pop, montaggi rapidi e ganci narrativi ironici permette sia di veicolare contenuti teologici profondi sia di sviluppare una narrazione su temi trasversali, trasformando l’interazione digitale in una forma di “effervescenza collettiva”. Sembra che la community attivi anche reti di supporto emotivo e condivisione esperienziale, specialmente su temi legati 2 alla sofferenza e alla morte, validando l’ipotesi di una pastorale digitale efficace nel creare prossimità. Il lavoro evidenzia la tensione dialettica tra la necessità di inculturazione del messaggio evangelico nelle grammatiche dell’algoritmo e il rischio di una banalizzazione o frammentazione del contenuto teologico. La tesi conclude che la pastorale digitale non si limita a un ammodernamento strumentale, ma richiede una nuova epistemologia pastorale: il presbitero influencer emerge come un “operatore simbolico” capace di mediare il sacro nella fluidità del reale, trasformando la connessione tecnica in un preludio alla comunione ecclesiale, pur dovendo navigare le ambivalenze della visibilità e della spettacolarizzazione della fede tipiche della knowledge society.
Religione e Social network: la narrazione dell’evangelizzazione nell’era digitale. Uno studio netnografico delle pratiche comunicative di un sacerdote influencer / Sabatini, A.. - (2026 May 20). [10.14274/sabatini-alessia_phd2026-05-20]
Religione e Social network: la narrazione dell’evangelizzazione nell’era digitale. Uno studio netnografico delle pratiche comunicative di un sacerdote influencer
SABATINI, ALESSIA
2026-05-20
Abstract
Il presente lavoro di tesi dottorale esplora le dinamiche dell’evangelizzazione nell’era della digital transformation, analizzando come il munus docendi della Chiesa si riconfiguri all’interno dell’ecosistema dei Social Network Sites. Attraverso un quadro teorico che intreccia la Sociologia della religione classica con i paradigmi della digital religion e della network society, lo studio indaga il passaggio dalla mera trasmissione di contenuti religiosi (religion online) alla costruzione di esperienze di fede interattive e partecipative (online religion). Il fulcro empirico della ricerca è costituito da uno studio netnografico focalizzato sul profilo Instagram di Don Alberto Ravagnani, figura paradigmatica del “sacerdote influencer”. L’indagine, riguardante i contenuti postati tra gennaio 2024 e febbraio 2025, adotta una metodologia mista che combina l’analisi quantitativa delle metriche di engagement (visualizzazioni, like, condivisioni, commenti) con l’analisi qualitativa dei commenti e delle pratiche discorsive dei formati multimediali (reel, podcast, immagini). I risultati evidenziano una portata comunicativa straordinaria, con oltre 36 milioni di visualizzazioni, quasi 1,5 milioni di like e migliaia di commenti, cifre che segnano un divario rispetto alla portata della pastorale territoriale ordinaria. Dall’analisi dei contenuti emerge una predominanza numerica dell’area tematica “Chiesa/Fede/Sacramenti”, a dimostrazione di un intento esplicitamente catechistico; l’analisi qualitativa e categoriale della polarità dei commenti rivela che i picchi di approvazione e i commenti supportive si concentrano nelle aree della “Educazione/Valori/Motivazione” e della “Salute Mentale”.Itemi sociali polarizzanti(violenza, droghe) generano una maggiore incidenza di commenti negativi. Sul piano qualitativo, lo studio delinea uno stile comunicativo ibrido e vernacolare: l’utilizzo di estetiche pop, montaggi rapidi e ganci narrativi ironici permette sia di veicolare contenuti teologici profondi sia di sviluppare una narrazione su temi trasversali, trasformando l’interazione digitale in una forma di “effervescenza collettiva”. Sembra che la community attivi anche reti di supporto emotivo e condivisione esperienziale, specialmente su temi legati 2 alla sofferenza e alla morte, validando l’ipotesi di una pastorale digitale efficace nel creare prossimità. Il lavoro evidenzia la tensione dialettica tra la necessità di inculturazione del messaggio evangelico nelle grammatiche dell’algoritmo e il rischio di una banalizzazione o frammentazione del contenuto teologico. La tesi conclude che la pastorale digitale non si limita a un ammodernamento strumentale, ma richiede una nuova epistemologia pastorale: il presbitero influencer emerge come un “operatore simbolico” capace di mediare il sacro nella fluidità del reale, trasformando la connessione tecnica in un preludio alla comunione ecclesiale, pur dovendo navigare le ambivalenze della visibilità e della spettacolarizzazione della fede tipiche della knowledge society.| File | Dimensione | Formato | |
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