La presente tesi si inserisce in un filone di ricerca relativamente recente che ha progressivamente messo in luce la complessità del fenomeno complottista, superando la tradizionale interpretazione inaugurata da Hofstadter (1964), che ne aveva circoscritto la portata a una minoranza patologizzata. Tale visione ha a lungo ostacolato l’elaborazione di un quadro teorico adeguato, mentre l’espansione degli ecosistemi digitali ha reso le narrazioni complottiste sempre più pervasive nella quotidianità. Parallelamente, la confusione concettuale generata dall’uso indiscriminato di termini contigui — ad esempio, superstizione, fake news, negazionismo — ha contribuito a un affinamento terminologico ancora fortemente condizionato da un paradigma scientista fondato su metodologie prevalentemente quantitative e correlazionali (Klein & Nera, 2020; Valsiner, 2016). In questo contesto, il modello causale proposto da van Prooijen (2019), centrato sul processo di sensificazione, rappresenta un primo tentativo di integrazione teorica, pur lasciando irrisolte diverse implicazioni concettuali e procedurali. La tesi interviene precisamente su questo punto, proponendo un ampliamento e una riformulazione del processo di sensificazione alla luce dei contributi della Psicologia Culturale (De Luca Picione, 2020a; Salvatore, 2015; Valsiner, 2014; Valsiner & De Luca Picione, 2017) e della Psicoanalisi (Bion, 2023; Freud, 1919, 1920; Kaës, 2012; Klein, 1935; Matte Blanco, 2018), che riconoscono la matrice affettiva dei processi di costruzione del senso e della relazione con il mondo. In questo quadro teorico viene approfondito il modello semio-affettivo proposto da De Fortuna e De Luca Picione (2024a), che descrive l’evoluzione gerarchica dei processi di significazione fino alla configurazione di una lettura complottista della realtà, secondo una logica dinamica coerente con i processi di causazione catalitica (Cabell & Valsiner, 2013). La ricerca presenta inoltre due studi, in linea con la vocazione transdisciplinare della Psicologia Culturale (Stenner, 2018). Il primo, di 3 taglio psicoanalitico, indaga le narrazioni complottiste sorte durante l’emergenza fitosanitaria da Xylella fastidiosa in Puglia (De Fortuna et al., 2025); il secondo analizza i processi evolutivi del senso dell’esperienza pandemica nella Fase 1 dell’emergenza Covid-19, con particolare attenzione al ruolo mediatore delle emozioni nell’adattamento psicologico e comportamentale. Infine, la tesi propone una riflessione clinica ed etico-politica: la sospensione dell’agito e la capacità di sostare nell’incertezza — elementi fondativi della pratica psicologica — vengono interpretati come risorse cruciali per la tutela del legame sociale e per il mantenimento delle condizioni del dialogo democratico (De Fortuna & De Luca Picione, 2024b). In una fase storica segnata da forti polarizzazioni e dalla crisi della fiducia istituzionale (Bentivegna & Boccia Artieri, 2021), la sospensione della certezza si configura come un dispositivo indispensabile per preservare la negoziazione condivisa del senso. L’obiettivo della tesi è duplice: da un lato, offrire un modello psicologico e culturale della risposta complottista alla crisi, capace di riconoscerne la dimensione affettiva, semiotica e contestuale; dall’altro, mostrare come tale comprensione possa contribuire in modo significativo alla riflessione sulla convivenza democratica contemporanea.
Il complottismo tra processi di crisi e costruzione del senso: un’indagine multiprospettica dei fenomeni psichici e collettivi / De Fortuna, A.M.. - (2026). [10.14274/de-fortuna-angelo-maria_phd2026]
Il complottismo tra processi di crisi e costruzione del senso: un’indagine multiprospettica dei fenomeni psichici e collettivi
DE FORTUNA, ANGELO MARIA
2026-01-01
Abstract
La presente tesi si inserisce in un filone di ricerca relativamente recente che ha progressivamente messo in luce la complessità del fenomeno complottista, superando la tradizionale interpretazione inaugurata da Hofstadter (1964), che ne aveva circoscritto la portata a una minoranza patologizzata. Tale visione ha a lungo ostacolato l’elaborazione di un quadro teorico adeguato, mentre l’espansione degli ecosistemi digitali ha reso le narrazioni complottiste sempre più pervasive nella quotidianità. Parallelamente, la confusione concettuale generata dall’uso indiscriminato di termini contigui — ad esempio, superstizione, fake news, negazionismo — ha contribuito a un affinamento terminologico ancora fortemente condizionato da un paradigma scientista fondato su metodologie prevalentemente quantitative e correlazionali (Klein & Nera, 2020; Valsiner, 2016). In questo contesto, il modello causale proposto da van Prooijen (2019), centrato sul processo di sensificazione, rappresenta un primo tentativo di integrazione teorica, pur lasciando irrisolte diverse implicazioni concettuali e procedurali. La tesi interviene precisamente su questo punto, proponendo un ampliamento e una riformulazione del processo di sensificazione alla luce dei contributi della Psicologia Culturale (De Luca Picione, 2020a; Salvatore, 2015; Valsiner, 2014; Valsiner & De Luca Picione, 2017) e della Psicoanalisi (Bion, 2023; Freud, 1919, 1920; Kaës, 2012; Klein, 1935; Matte Blanco, 2018), che riconoscono la matrice affettiva dei processi di costruzione del senso e della relazione con il mondo. In questo quadro teorico viene approfondito il modello semio-affettivo proposto da De Fortuna e De Luca Picione (2024a), che descrive l’evoluzione gerarchica dei processi di significazione fino alla configurazione di una lettura complottista della realtà, secondo una logica dinamica coerente con i processi di causazione catalitica (Cabell & Valsiner, 2013). La ricerca presenta inoltre due studi, in linea con la vocazione transdisciplinare della Psicologia Culturale (Stenner, 2018). Il primo, di 3 taglio psicoanalitico, indaga le narrazioni complottiste sorte durante l’emergenza fitosanitaria da Xylella fastidiosa in Puglia (De Fortuna et al., 2025); il secondo analizza i processi evolutivi del senso dell’esperienza pandemica nella Fase 1 dell’emergenza Covid-19, con particolare attenzione al ruolo mediatore delle emozioni nell’adattamento psicologico e comportamentale. Infine, la tesi propone una riflessione clinica ed etico-politica: la sospensione dell’agito e la capacità di sostare nell’incertezza — elementi fondativi della pratica psicologica — vengono interpretati come risorse cruciali per la tutela del legame sociale e per il mantenimento delle condizioni del dialogo democratico (De Fortuna & De Luca Picione, 2024b). In una fase storica segnata da forti polarizzazioni e dalla crisi della fiducia istituzionale (Bentivegna & Boccia Artieri, 2021), la sospensione della certezza si configura come un dispositivo indispensabile per preservare la negoziazione condivisa del senso. L’obiettivo della tesi è duplice: da un lato, offrire un modello psicologico e culturale della risposta complottista alla crisi, capace di riconoscerne la dimensione affettiva, semiotica e contestuale; dall’altro, mostrare come tale comprensione possa contribuire in modo significativo alla riflessione sulla convivenza democratica contemporanea.| File | Dimensione | Formato | |
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