Il cambiamento climatico e i suoi impatti costituiscono una minaccia esistenziale che impone risposte articolate su più livelli e in tutti i settori della società. È necessario intraprendere azioni mirate per adattarsi agli effetti attuali e futuri, ma, ancora più cruciale, per mitigare le crescenti minacce che gravano tanto sulle persone quanto sull'ambiente. A tal fine, esistono ampie opportunità per promuovere la mitigazione e l'adattamento, attraverso interventi significativi nei settori chiave, quali l'istruzione, la formazione, il trasporto, l'energia, l'alimentazione, e mediante una trasformazione radicale del funzionamento delle economie e delle società. Tali cambiamenti non possono limitarsi a misure incrementaliste, ma devono comportare una revisione profonda e sistemica delle strutture e dei modelli attuali, per garantire un futuro sostenibile e resiliente. Il presente studio si propone, dunque, di esaminare la complessa e urgente questione delle migrazioni climatiche, un fenomeno che sfida i paradigmi tradizionali del diritto internazionale e richiede risposte multidisciplinari. Il progetto di tesi è strutturato in tre aree tematiche interconnesse: l’analisi del quadro normativo, la ricerca empirica sul campo e la progettazione di strumenti formativi innovativi. Nel primo capitolo, l’indagine si focalizza sulle lacune del sistema giuridico vigente rispetto alla tutela da riconoscere ai migranti climatici in assenza di uno status giuridico specifico: nonostante la crescente frequenza di spostamenti forzati dovuti a disastri ambientali, manca ancora una definizione univoca di "rifugiato climatico" a livello internazionale. Attraverso una comparazione tra le politiche europee, le esperienze straniere e l’evoluzione della giurisprudenza italiana, si evidenzia come la tutela dei migranti ambientali sia spesso affidata 6 all'interpretazione delle corti piuttosto che a una normativa organica, delineando la necessità di un nuovo statuto giuridico sovranazionale. Il secondo capitolo sposta l’attenzione sulla dimensione umana e sociale attraverso una ricerca empirica qualitativa. Utilizzando una metodologia rigorosa di raccolta e analisi dati, il lavoro esplora le percezioni, i bisogni e le vulnerabilità dei soggetti coinvolti. Il confronto tra il punto di vista dei migranti e quello dei referenti (associazioni e operatori) permette di valutare l’impatto reale del fenomeno e di identificare le criticità etiche e operative legate all'accoglienza e all'integrazione. Infine, il terzo capitolo delinea una proposta applicativa volta a supportare la gestione di queste complessità attraverso l’istruzione e la formazione. In un’epoca caratterizzata da un sovraccarico informativo, si analizza il potenziale del microlearning e delle comunità virtuali. Viene presentata l’idea di una piattaforma di formazione digitale integrata con l’Intelligenza Artificiale, finalizzata a creare percorsi di apprendimento agili e personalizzati per operatori del settore e migranti, promuovendo una cultura dell’accoglienza basata sulla conoscenza e sulla rete. In conclusione, la tesi sostiene che la sfida delle migrazioni ambientali non possa essere risolta solo nelle aule di tribunale, ma richieda un approccio sistemico che integri tutele legali, ascolto delle comunità e strumenti tecnologici d'avanguardia per una gestione consapevole e solidale dei flussi migratori.
L’istruzione e formazione dei migranti ambientali nell’era digitale. Strategie e metodologie per superare la rigidità dei sistemi formali d’istruzione e formazione / D'Alessandro, F.. - (2026). [10.14274/d-alessandro-francesca_phd2026]
L’istruzione e formazione dei migranti ambientali nell’era digitale. Strategie e metodologie per superare la rigidità dei sistemi formali d’istruzione e formazione
D'ALESSANDRO, FRANCESCA
2026-01-01
Abstract
Il cambiamento climatico e i suoi impatti costituiscono una minaccia esistenziale che impone risposte articolate su più livelli e in tutti i settori della società. È necessario intraprendere azioni mirate per adattarsi agli effetti attuali e futuri, ma, ancora più cruciale, per mitigare le crescenti minacce che gravano tanto sulle persone quanto sull'ambiente. A tal fine, esistono ampie opportunità per promuovere la mitigazione e l'adattamento, attraverso interventi significativi nei settori chiave, quali l'istruzione, la formazione, il trasporto, l'energia, l'alimentazione, e mediante una trasformazione radicale del funzionamento delle economie e delle società. Tali cambiamenti non possono limitarsi a misure incrementaliste, ma devono comportare una revisione profonda e sistemica delle strutture e dei modelli attuali, per garantire un futuro sostenibile e resiliente. Il presente studio si propone, dunque, di esaminare la complessa e urgente questione delle migrazioni climatiche, un fenomeno che sfida i paradigmi tradizionali del diritto internazionale e richiede risposte multidisciplinari. Il progetto di tesi è strutturato in tre aree tematiche interconnesse: l’analisi del quadro normativo, la ricerca empirica sul campo e la progettazione di strumenti formativi innovativi. Nel primo capitolo, l’indagine si focalizza sulle lacune del sistema giuridico vigente rispetto alla tutela da riconoscere ai migranti climatici in assenza di uno status giuridico specifico: nonostante la crescente frequenza di spostamenti forzati dovuti a disastri ambientali, manca ancora una definizione univoca di "rifugiato climatico" a livello internazionale. Attraverso una comparazione tra le politiche europee, le esperienze straniere e l’evoluzione della giurisprudenza italiana, si evidenzia come la tutela dei migranti ambientali sia spesso affidata 6 all'interpretazione delle corti piuttosto che a una normativa organica, delineando la necessità di un nuovo statuto giuridico sovranazionale. Il secondo capitolo sposta l’attenzione sulla dimensione umana e sociale attraverso una ricerca empirica qualitativa. Utilizzando una metodologia rigorosa di raccolta e analisi dati, il lavoro esplora le percezioni, i bisogni e le vulnerabilità dei soggetti coinvolti. Il confronto tra il punto di vista dei migranti e quello dei referenti (associazioni e operatori) permette di valutare l’impatto reale del fenomeno e di identificare le criticità etiche e operative legate all'accoglienza e all'integrazione. Infine, il terzo capitolo delinea una proposta applicativa volta a supportare la gestione di queste complessità attraverso l’istruzione e la formazione. In un’epoca caratterizzata da un sovraccarico informativo, si analizza il potenziale del microlearning e delle comunità virtuali. Viene presentata l’idea di una piattaforma di formazione digitale integrata con l’Intelligenza Artificiale, finalizzata a creare percorsi di apprendimento agili e personalizzati per operatori del settore e migranti, promuovendo una cultura dell’accoglienza basata sulla conoscenza e sulla rete. In conclusione, la tesi sostiene che la sfida delle migrazioni ambientali non possa essere risolta solo nelle aule di tribunale, ma richieda un approccio sistemico che integri tutele legali, ascolto delle comunità e strumenti tecnologici d'avanguardia per una gestione consapevole e solidale dei flussi migratori.| File | Dimensione | Formato | |
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