Il tema dello sviluppo morale non riguarda esclusivamente l’ambito psicologico, ma investe profondamente la società nel suo complesso. La contemporaneità, definita da alcuni come epoca ipermoderna (Han, 2022), è caratterizzata da una crisi valoriale senza precedenti, in cui fenomeni quali l’aumento dei disturbi mentali, il degrado ambientale, la crescita della devianza minorile, il drammatico incremento dei femminicidi e dei conflitti armati pongono con urgenza un’esigenza esistenziale, sia individuale sia collettiva, di ritrovare l’importanza di un senso morale e prosociale. Il cambiamento e la perdita dei valori tradizionali sono fenomeni ampiamente discussi nella letteratura contemporanea. Fleming (2004) evidenzia come la modernità abbia segnato un declino dei valori morali, confinando la responsabilità soggettiva e i principi etici a una posizione marginale. L’individuo, immerso nei processi tecnologici e nell’economia globalizzata, si sente progressivamente deresponsabilizzato rispetto alle proprie scelte morali, delegandole a dinamiche sistemiche piuttosto che a un’elaborazione personale e consapevole. Questo processo porta a un indebolimento della coscienza etica e della capacità di giudizio morale. Le questioni morali riguardano aspetti cruciali della vita sociale e influenzano profondamente la salute, il benessere e i comportamenti prosociali degli individui (Killen & Smetana, 2006). Pertanto, è ormai evidente che le agenzie educative e l’intera società debbano porre una maggiore e diversa attenzione allo sviluppo morale, partendo dal presupposto che questo non può verificarsi mediante una mera trasmissione di valori predefiniti ma necessiti di situazioni e attività moralmente rilevanti in cui l’individuo possa, attraverso un’esperienza diretta e immersiva, ritrovare e costruire un “senso morale”. Negli ultimi decenni, la ricerca psicologica ha messo in evidenza come la moralità non derivi unicamente da un processo cognitivo razionale, ma si fondi su componenti affettive, intuitive e motivazionali. La moralità, in altre parole, non è soltanto “sapere che cosa è giusto”, ma soprattutto “intuire” e “sentire” dei valori fondamentali (Haidt, 2001). Tale prospettiva ha aperto nuovi orizzonti di indagine sull’importanza delle emozioni nel guidare i comportamenti morali e prosociali, contribuendo alla costruzione di un senso etico più autentico e interiorizzato. In questa direzione si colloca l’interesse crescente per le emozioni trasformative, ovvero quelle esperienze affettive che, pur nascendo da eventi straordinari o quotidiani, producono una modificazione stabile della percezione di sé e del mondo (Stellar et al., 2017). Tra queste, l’awe, o profonda meraviglia, si distingue per la sua capacità di trascendere l’esperienza individuale, stimolando un senso di connessione con una realtà più ampia e universale. In tal senso, numerosi studi dimostrano che l’awe può ridurre l’autocentratura, ampliare la prospettiva morale e favorire atteggiamenti altruistici e di cooperazione (Keltner & Haidt, 2003; Piff et al., 2015). Parallelamente, l’evoluzione delle nuove tecnologie immersive, come la realtà virtuale e i videogiochi narrativi, ha aperto prospettive inedite per l’educazione morale e lo sviluppo della prosocialità. Tali strumenti, se progettati in modo consapevole e specifico, possono offrire esperienze emotive e morali profondamente coinvolgenti, capaci di suscitare riflessioni etiche e stimolare comportamenti di aiuto e solidarietà (Bachen et al., 2016; Riva et al., 2021). La possibilità di vivere in prima persona situazioni moralmente rilevanti permette di “allenare” la sensibilità etica e la compassione, trasformando l’apprendimento morale da astratto a esperienziale. In questa cornice, la presente tesi si propone di esplorare il ruolo delle nuove tecnologie, ed in particolare delle tecnologie capaci di evocare emozioni trasformative come l’awe, nel favorire la moralità e i comportamenti prosociali, indagando in particolare come queste possano favore l’accesso alle intuizioni morali implicite e la tendenza alla donazione. Lo studio si articola in tre principali sezioni: 1. La prima parte affronta il tema dello sviluppo morale, analizzando le principali teorie psicologiche, dalle prospettive cognitivo-evolutive di Piaget e Kohlberg fino ai modelli socio-intuitivi contemporanei. 2. La seconda parte esplora il contributo delle emozioni trasformative, con particolare attenzione all’elevation e all’awe, illustrandone i correlati psicologici, fisiologici e sociali. 3. La terza parte approfondisce il potenziale delle tecnologie immersive come strumenti per la promozione della moralità e della prosocialità, attraverso un’analisi teorica e sperimentale. In ultima istanza è presentato uno studio sperimentale progettato con l’obiettivo di comprendere se e in che modo l’esperienza di awe tramite le nuove tecnologie (nello specifico la realtà virtuale) possa agire da catalizzatore per l’attivazione di processi morali impliciti e per la promozione di comportamenti prosociali concreti, come la donazione. In un tempo storico in cui la frammentazione valoriale e l’individualismo sembrano indebolire il senso di appartenenza e di empatia, riscoprire la dimensione emozionale della moralità rappresenta una sfida ma anche una possibilità: quella di restituire alla psicologia, e alla società, la capacità di educare al sentire morale utilizzando mezzi tecnologici che possono, se ben progettati e sviluppati, rappresentare un punto d’incontro con le nuove generazioni.

PROMUOVERE LA MORALITÀ ATTRAVERSO EMOZIONI TRASFORMATIVE E TECNOLOGIE DIGITALI: PROSPETTIVE TEORICHE ED EVIDENZE EMPIRICHE / Scuotto, C.. - (2026). [10.14274/scuotto-chiara_phd2026]

PROMUOVERE LA MORALITÀ ATTRAVERSO EMOZIONI TRASFORMATIVE E TECNOLOGIE DIGITALI: PROSPETTIVE TEORICHE ED EVIDENZE EMPIRICHE

SCUOTTO, CHIARA
2026-01-01

Abstract

Il tema dello sviluppo morale non riguarda esclusivamente l’ambito psicologico, ma investe profondamente la società nel suo complesso. La contemporaneità, definita da alcuni come epoca ipermoderna (Han, 2022), è caratterizzata da una crisi valoriale senza precedenti, in cui fenomeni quali l’aumento dei disturbi mentali, il degrado ambientale, la crescita della devianza minorile, il drammatico incremento dei femminicidi e dei conflitti armati pongono con urgenza un’esigenza esistenziale, sia individuale sia collettiva, di ritrovare l’importanza di un senso morale e prosociale. Il cambiamento e la perdita dei valori tradizionali sono fenomeni ampiamente discussi nella letteratura contemporanea. Fleming (2004) evidenzia come la modernità abbia segnato un declino dei valori morali, confinando la responsabilità soggettiva e i principi etici a una posizione marginale. L’individuo, immerso nei processi tecnologici e nell’economia globalizzata, si sente progressivamente deresponsabilizzato rispetto alle proprie scelte morali, delegandole a dinamiche sistemiche piuttosto che a un’elaborazione personale e consapevole. Questo processo porta a un indebolimento della coscienza etica e della capacità di giudizio morale. Le questioni morali riguardano aspetti cruciali della vita sociale e influenzano profondamente la salute, il benessere e i comportamenti prosociali degli individui (Killen & Smetana, 2006). Pertanto, è ormai evidente che le agenzie educative e l’intera società debbano porre una maggiore e diversa attenzione allo sviluppo morale, partendo dal presupposto che questo non può verificarsi mediante una mera trasmissione di valori predefiniti ma necessiti di situazioni e attività moralmente rilevanti in cui l’individuo possa, attraverso un’esperienza diretta e immersiva, ritrovare e costruire un “senso morale”. Negli ultimi decenni, la ricerca psicologica ha messo in evidenza come la moralità non derivi unicamente da un processo cognitivo razionale, ma si fondi su componenti affettive, intuitive e motivazionali. La moralità, in altre parole, non è soltanto “sapere che cosa è giusto”, ma soprattutto “intuire” e “sentire” dei valori fondamentali (Haidt, 2001). Tale prospettiva ha aperto nuovi orizzonti di indagine sull’importanza delle emozioni nel guidare i comportamenti morali e prosociali, contribuendo alla costruzione di un senso etico più autentico e interiorizzato. In questa direzione si colloca l’interesse crescente per le emozioni trasformative, ovvero quelle esperienze affettive che, pur nascendo da eventi straordinari o quotidiani, producono una modificazione stabile della percezione di sé e del mondo (Stellar et al., 2017). Tra queste, l’awe, o profonda meraviglia, si distingue per la sua capacità di trascendere l’esperienza individuale, stimolando un senso di connessione con una realtà più ampia e universale. In tal senso, numerosi studi dimostrano che l’awe può ridurre l’autocentratura, ampliare la prospettiva morale e favorire atteggiamenti altruistici e di cooperazione (Keltner & Haidt, 2003; Piff et al., 2015). Parallelamente, l’evoluzione delle nuove tecnologie immersive, come la realtà virtuale e i videogiochi narrativi, ha aperto prospettive inedite per l’educazione morale e lo sviluppo della prosocialità. Tali strumenti, se progettati in modo consapevole e specifico, possono offrire esperienze emotive e morali profondamente coinvolgenti, capaci di suscitare riflessioni etiche e stimolare comportamenti di aiuto e solidarietà (Bachen et al., 2016; Riva et al., 2021). La possibilità di vivere in prima persona situazioni moralmente rilevanti permette di “allenare” la sensibilità etica e la compassione, trasformando l’apprendimento morale da astratto a esperienziale. In questa cornice, la presente tesi si propone di esplorare il ruolo delle nuove tecnologie, ed in particolare delle tecnologie capaci di evocare emozioni trasformative come l’awe, nel favorire la moralità e i comportamenti prosociali, indagando in particolare come queste possano favore l’accesso alle intuizioni morali implicite e la tendenza alla donazione. Lo studio si articola in tre principali sezioni: 1. La prima parte affronta il tema dello sviluppo morale, analizzando le principali teorie psicologiche, dalle prospettive cognitivo-evolutive di Piaget e Kohlberg fino ai modelli socio-intuitivi contemporanei. 2. La seconda parte esplora il contributo delle emozioni trasformative, con particolare attenzione all’elevation e all’awe, illustrandone i correlati psicologici, fisiologici e sociali. 3. La terza parte approfondisce il potenziale delle tecnologie immersive come strumenti per la promozione della moralità e della prosocialità, attraverso un’analisi teorica e sperimentale. In ultima istanza è presentato uno studio sperimentale progettato con l’obiettivo di comprendere se e in che modo l’esperienza di awe tramite le nuove tecnologie (nello specifico la realtà virtuale) possa agire da catalizzatore per l’attivazione di processi morali impliciti e per la promozione di comportamenti prosociali concreti, come la donazione. In un tempo storico in cui la frammentazione valoriale e l’individualismo sembrano indebolire il senso di appartenenza e di empatia, riscoprire la dimensione emozionale della moralità rappresenta una sfida ma anche una possibilità: quella di restituire alla psicologia, e alla società, la capacità di educare al sentire morale utilizzando mezzi tecnologici che possono, se ben progettati e sviluppati, rappresentare un punto d’incontro con le nuove generazioni.
2026
Morality; Transformative emotions; New technologies.
Moralità; Emozioni trasformative; Nuove tecnologie.
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