Negli ultimi anni l’educazione socio-emotiva (Social and Emotional Learning, SEL) ha assunto un ruolo centrale nei contesti scolastici internazionali, evidenziando la necessità di promuovere competenze quali consapevolezza emotiva, autoregolazione, empatia e capacità relazionali. Parallelamente, la robotica educativa e i robot sociali stanno emergendo come strumenti innovativi in grado di sostenere l’apprendimento, favorire il coinvolgimento e facilitare dinamiche inclusive. Il presente studio si inserisce in questo quadro, con l’obiettivo di valutare l’efficacia e la validità sociale di un intervento di educazione socio-emotiva mediato dal robot umanoide NAO nella scuola primaria italiana. La ricerca ha adottato un disegno quasi-sperimentale con gruppo sperimentale e gruppo di controllo, entrambi coinvolti in un ciclo di 12 lezioni basate sul programma evidence-based I Can Problem Solve (ICPS). Nel gruppo sperimentale le attività sono state condotte dal robot NAO, mentre nel gruppo di controllo sono state realizzate dall’insegnante secondo modalità tradizionali. La valutazione è stata effettuata mediante strumenti standardizzati: TEC (comprensione emotiva), ERC (regolazione e labilità emotiva) e protocollo MICRO (osservazione dei comportamenti in classe), insieme a questionari di validità sociale rivolti a docenti e alunni e al Godspeed Questionnaire per la percezione del robot. I risultati mostrano che l’interazione mediata da NAO può favorire un miglioramento nella comprensione emotiva, nella regolazione comportamentale e nella partecipazione in classe, con effetti degni di nota per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali. L’analisi qualitativa conferma un’elevata accettabilità dell’intervento sia tra i docenti sia tra gli studenti, che percepiscono NAO come un facilitatore della comprensione e della regolazione emotiva. Sebbene lo studio presenti alcune limitazioni metodologiche, tra cui la durata contenuta dell’intervento e la numerosità del campione, esso contribuisce a delineare un modello replicabile di educazione socio-emotiva mediata da robot umanoidi, ispirato alla filosofia danese della Klassens Tid e adattato al contesto italiano. Nel complesso, la ricerca evidenzia come la robotica sociale possa integrare, e non sostituire, la relazione educativa, offrendo nuove opportunità per promuovere il benessere emotivo, l’inclusione e l’apprendimento nei contesti scolastici primari. Le implicazioni pedagogiche e le prospettive future riguardano l’implementazione di interventi più estesi nel tempo, la formazione degli insegnanti all’uso dei robot come mediatori didattici e l’esplorazione del potenziale della robotica sociale per sostenere studenti con diversi profili di competenza emotiva e relazionale.
KLASSENS TID: a lezione di empatia con i robot umanoidi. Uno studio quasi-sperimentale nella scuola primaria / Musicco, A.T.. - (2026). [10.14274/musicco-anna-teresa_phd2026]
KLASSENS TID: a lezione di empatia con i robot umanoidi. Uno studio quasi-sperimentale nella scuola primaria
MUSICCO, ANNA TERESA
2026-01-01
Abstract
Negli ultimi anni l’educazione socio-emotiva (Social and Emotional Learning, SEL) ha assunto un ruolo centrale nei contesti scolastici internazionali, evidenziando la necessità di promuovere competenze quali consapevolezza emotiva, autoregolazione, empatia e capacità relazionali. Parallelamente, la robotica educativa e i robot sociali stanno emergendo come strumenti innovativi in grado di sostenere l’apprendimento, favorire il coinvolgimento e facilitare dinamiche inclusive. Il presente studio si inserisce in questo quadro, con l’obiettivo di valutare l’efficacia e la validità sociale di un intervento di educazione socio-emotiva mediato dal robot umanoide NAO nella scuola primaria italiana. La ricerca ha adottato un disegno quasi-sperimentale con gruppo sperimentale e gruppo di controllo, entrambi coinvolti in un ciclo di 12 lezioni basate sul programma evidence-based I Can Problem Solve (ICPS). Nel gruppo sperimentale le attività sono state condotte dal robot NAO, mentre nel gruppo di controllo sono state realizzate dall’insegnante secondo modalità tradizionali. La valutazione è stata effettuata mediante strumenti standardizzati: TEC (comprensione emotiva), ERC (regolazione e labilità emotiva) e protocollo MICRO (osservazione dei comportamenti in classe), insieme a questionari di validità sociale rivolti a docenti e alunni e al Godspeed Questionnaire per la percezione del robot. I risultati mostrano che l’interazione mediata da NAO può favorire un miglioramento nella comprensione emotiva, nella regolazione comportamentale e nella partecipazione in classe, con effetti degni di nota per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali. L’analisi qualitativa conferma un’elevata accettabilità dell’intervento sia tra i docenti sia tra gli studenti, che percepiscono NAO come un facilitatore della comprensione e della regolazione emotiva. Sebbene lo studio presenti alcune limitazioni metodologiche, tra cui la durata contenuta dell’intervento e la numerosità del campione, esso contribuisce a delineare un modello replicabile di educazione socio-emotiva mediata da robot umanoidi, ispirato alla filosofia danese della Klassens Tid e adattato al contesto italiano. Nel complesso, la ricerca evidenzia come la robotica sociale possa integrare, e non sostituire, la relazione educativa, offrendo nuove opportunità per promuovere il benessere emotivo, l’inclusione e l’apprendimento nei contesti scolastici primari. Le implicazioni pedagogiche e le prospettive future riguardano l’implementazione di interventi più estesi nel tempo, la formazione degli insegnanti all’uso dei robot come mediatori didattici e l’esplorazione del potenziale della robotica sociale per sostenere studenti con diversi profili di competenza emotiva e relazionale.| File | Dimensione | Formato | |
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