Il presente lavoro si colloca all’incrocio tra educazione musicale, progettazione e uso di tecnologie interattive e teorie embodied dell’apprendimento, con l’obiettivo di esplorare le potenzialità educative e formative della Musica Elettroacustica e dei linguaggi sound-based (Landy, 2007) nei contesti scolastici, secondo una prospettiva volta a colmare alcuni dei vuoti che caratterizzano il sistema educativo nazionale ed europeo. Il lavoro prende l’avvio dal confronto tra le politiche europee e italiane sull’educazione musicale (EMC, 2018, Indicazioni Nazionali, 2012 & 2025) e i sistemi educativi di alcuni paesi dell’Unione, dal quale emerge, ancora oggi, una scarsa integrazione delle tecnologie e una presenza estremamente ridotta di questi linguaggi nei curricula scolastici e nei percorsi di formazione insegnanti. L’esame dello stato dell’arte europeo e nazionale infatti mette in luce, tra le altre cose, l’assenza quasi sistematica di questi temi dai percorsi educativi e formativi, così come la prevalenza di modelli di insegnamento tradizionali e la scarsa diffusione delle metodologie didattico-pedagogiche centrate sulla valorizzazione della dimensione corporea e del movimento. Tali evidenze, risultano in contrasto con gli orientamenti dell’Unione Europea, che riconosce nella musica un settore strategico per lo sviluppo culturale e sociale della comunità fondato sull’integrazione delle tecnologie digitali, sull’innovazione dei modelli di produzione e di trasmissione del sapere musicale, sulla valorizzazione della pluralità dei linguaggi espressivi e sulla promozione dell’accessibilità e dell’inclusione (EMC, 2018). Alla luce di questo quadro, il presente lavoro assume come ipotesi di fondo che la Musica Elettroacustica e i linguaggi sound-based possano costituire una risorsa educativa coerente con tali orientamenti, in quanto ambiti particolarmente idonei allo sviluppo di pratiche musicali esplorative, multimodali e accessibili (Savage, 2005; Holland, 2016; Wolf, 2013; Pustijanac, 2019; Boura, 2019). Tale ipotesi si fonda su una cornice teorica riconducibile all’Embodied Music Cognition & Mediation Technology (Leman, 2008), all’interno della quale è stata sviluppata un’integrazione tra la teoria dell’Objet sonore (Schaeffer, 1966), che concepisce il suono anzitutto come fenomeno percettivo, la Spettromorfologia (Smalley, 1997), che interpreta gli eventi sonori in termini gestuali e secondo le categorie di movimento e comportamento, e il pensiero pedagogico di Jaques-Dalcroze (1905; 1907) che colloca il corpo al centro dell’esperienza musicale. In dialogo con tali prospettive infatti l’EMC & MT offre un quadro interpretativo unitario per comprendere la relazione tra gesto sonoro e gesto corporeo in termini di processi cognitivi e interpretativi e in relazione alle tecnologie musicali interattive. Per verificare queste ipotesi, è stato progettato Concrete Motion, un protocollo didattico centrato sulla relazione tra musica e movimento e sull’implementazione di Sistemi Musicali Interattivi (Jordà, 2003) a controllo gestuale. Il percorso, specificamente concepito per la scuola secondaria di primo grado, articola le pratiche autentiche dei linguaggi sound-based (Martin, 2012; De Giorgi & Vitali, 2012), secondo una prospettiva orientata dalla Teoria della Trasposizione didattica (Chevallard & Joshua, 1991, Martini, 2018), dagli approcci alla progettazione multimediale (Calvani, 2000) con i principi della didattica enattiva (Rossi, 2011). Tale impianto si struttura operativamente sul modello degli EAS (Rivoltella, 2014), con l’obiettivo di creare ambienti di apprendimento accessibili e inclusivi, centrati sull’esperienza diretta, corporea e partecipata del suono. Il disegno metodologico della ricerca, di natura qualitativa (Braun & Clarke, 2006; Corbetta, 2014) include analisi di contesto tramite questionari, videoanalisi (Goldman & McDermott, 2009) delle sessioni didattiche in classe e focus group. La triangolazione dei dati evidenzia i cambiamenti rilevati nei processi di ascolto, nei comportamenti esplorativi, nella partecipazione e nella capacità degli studenti di descrivere, organizzare e manipolare eventi sonori. Le pratiche embodied, sostenute dall’interazione con le tecnologie, hanno facilitato la comprensione dei fenomeni sonori tramite la mappatura senso-motoria tra gesto e suono. I docenti coinvolti hanno riconosciuto nel percorso un incremento della motivazione della partecipazione, della dimensione collaborativa e dell’accessibilità, anche nei confronti degli studenti con disabilità e BES. Le evidenze raccolte, suggeriscono che l’integrazione tra i linguaggi elettroacustici, il movimento e le tecnologie musicali interattive può costituire un modello efficace per ampliare il repertorio didattico scolastico, superando le logiche tradizionali e favorendo una visione della musica come esperienza cognitiva incarnata, creativa e inclusiva. La ricerca intende offrire così, un contributo teorico-pratico alla riflessione sui sistemi contemporanei di educazione musicale, aprendo prospettive di sviluppo per futuri percorsi curricolari, strumenti didattici e ambienti di apprendimento fondati sull’interazione tra corpo-suono-tecnologie.
Concrete Motion: un modello di apprendimento per la Musica Elettroacustica attraverso il movimento e le tecnologie interattive / Binotti, L.. - (2026 Jun 10). [10.14274/binotti-lorenzo_phd2026-06-10]
Concrete Motion: un modello di apprendimento per la Musica Elettroacustica attraverso il movimento e le tecnologie interattive
BINOTTI, LORENZO
2026-06-10
Abstract
Il presente lavoro si colloca all’incrocio tra educazione musicale, progettazione e uso di tecnologie interattive e teorie embodied dell’apprendimento, con l’obiettivo di esplorare le potenzialità educative e formative della Musica Elettroacustica e dei linguaggi sound-based (Landy, 2007) nei contesti scolastici, secondo una prospettiva volta a colmare alcuni dei vuoti che caratterizzano il sistema educativo nazionale ed europeo. Il lavoro prende l’avvio dal confronto tra le politiche europee e italiane sull’educazione musicale (EMC, 2018, Indicazioni Nazionali, 2012 & 2025) e i sistemi educativi di alcuni paesi dell’Unione, dal quale emerge, ancora oggi, una scarsa integrazione delle tecnologie e una presenza estremamente ridotta di questi linguaggi nei curricula scolastici e nei percorsi di formazione insegnanti. L’esame dello stato dell’arte europeo e nazionale infatti mette in luce, tra le altre cose, l’assenza quasi sistematica di questi temi dai percorsi educativi e formativi, così come la prevalenza di modelli di insegnamento tradizionali e la scarsa diffusione delle metodologie didattico-pedagogiche centrate sulla valorizzazione della dimensione corporea e del movimento. Tali evidenze, risultano in contrasto con gli orientamenti dell’Unione Europea, che riconosce nella musica un settore strategico per lo sviluppo culturale e sociale della comunità fondato sull’integrazione delle tecnologie digitali, sull’innovazione dei modelli di produzione e di trasmissione del sapere musicale, sulla valorizzazione della pluralità dei linguaggi espressivi e sulla promozione dell’accessibilità e dell’inclusione (EMC, 2018). Alla luce di questo quadro, il presente lavoro assume come ipotesi di fondo che la Musica Elettroacustica e i linguaggi sound-based possano costituire una risorsa educativa coerente con tali orientamenti, in quanto ambiti particolarmente idonei allo sviluppo di pratiche musicali esplorative, multimodali e accessibili (Savage, 2005; Holland, 2016; Wolf, 2013; Pustijanac, 2019; Boura, 2019). Tale ipotesi si fonda su una cornice teorica riconducibile all’Embodied Music Cognition & Mediation Technology (Leman, 2008), all’interno della quale è stata sviluppata un’integrazione tra la teoria dell’Objet sonore (Schaeffer, 1966), che concepisce il suono anzitutto come fenomeno percettivo, la Spettromorfologia (Smalley, 1997), che interpreta gli eventi sonori in termini gestuali e secondo le categorie di movimento e comportamento, e il pensiero pedagogico di Jaques-Dalcroze (1905; 1907) che colloca il corpo al centro dell’esperienza musicale. In dialogo con tali prospettive infatti l’EMC & MT offre un quadro interpretativo unitario per comprendere la relazione tra gesto sonoro e gesto corporeo in termini di processi cognitivi e interpretativi e in relazione alle tecnologie musicali interattive. Per verificare queste ipotesi, è stato progettato Concrete Motion, un protocollo didattico centrato sulla relazione tra musica e movimento e sull’implementazione di Sistemi Musicali Interattivi (Jordà, 2003) a controllo gestuale. Il percorso, specificamente concepito per la scuola secondaria di primo grado, articola le pratiche autentiche dei linguaggi sound-based (Martin, 2012; De Giorgi & Vitali, 2012), secondo una prospettiva orientata dalla Teoria della Trasposizione didattica (Chevallard & Joshua, 1991, Martini, 2018), dagli approcci alla progettazione multimediale (Calvani, 2000) con i principi della didattica enattiva (Rossi, 2011). Tale impianto si struttura operativamente sul modello degli EAS (Rivoltella, 2014), con l’obiettivo di creare ambienti di apprendimento accessibili e inclusivi, centrati sull’esperienza diretta, corporea e partecipata del suono. Il disegno metodologico della ricerca, di natura qualitativa (Braun & Clarke, 2006; Corbetta, 2014) include analisi di contesto tramite questionari, videoanalisi (Goldman & McDermott, 2009) delle sessioni didattiche in classe e focus group. La triangolazione dei dati evidenzia i cambiamenti rilevati nei processi di ascolto, nei comportamenti esplorativi, nella partecipazione e nella capacità degli studenti di descrivere, organizzare e manipolare eventi sonori. Le pratiche embodied, sostenute dall’interazione con le tecnologie, hanno facilitato la comprensione dei fenomeni sonori tramite la mappatura senso-motoria tra gesto e suono. I docenti coinvolti hanno riconosciuto nel percorso un incremento della motivazione della partecipazione, della dimensione collaborativa e dell’accessibilità, anche nei confronti degli studenti con disabilità e BES. Le evidenze raccolte, suggeriscono che l’integrazione tra i linguaggi elettroacustici, il movimento e le tecnologie musicali interattive può costituire un modello efficace per ampliare il repertorio didattico scolastico, superando le logiche tradizionali e favorendo una visione della musica come esperienza cognitiva incarnata, creativa e inclusiva. La ricerca intende offrire così, un contributo teorico-pratico alla riflessione sui sistemi contemporanei di educazione musicale, aprendo prospettive di sviluppo per futuri percorsi curricolari, strumenti didattici e ambienti di apprendimento fondati sull’interazione tra corpo-suono-tecnologie.| File | Dimensione | Formato | |
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