INTRODUZIONE: Il Disturbo Depressivo Maggiore (Major Depressive Disorder, MDD) rappresenta il più diffuso e invalidante tra i disturbi psichiatrici. La compromissione cognitiva, in particolare, si configura come un elemento clinico centrale che sta progressivamente assumendo il ruolo di obiettivo prioritario di trattamento. Questi elementi sottolineano l’esigenza di sviluppare strategie di medicina di precisione applicata alla depressione, che prevedano interventi progettati per sottotipi caratterizzati all’interno di un quadro clinico altamente eterogeneo. Attualmente, non vi sono interventi approvati o che abbiano una specifica indicazione per il trattamento delle disfunzioni cognitive nella depressione maggiore. Obiettivo del nostro studio è confermare l’efficacia di un trattamento integrato, che preveda la somministrazione di un protocollo di neurostimolazione (arTMS) o di un intervento computerizzato di riabilitazione cognitiva (COGPACK) in aggiunta ad un trattamento farmacologico antidepressivo, nel ridurre i deficit cognitivi presenti nel MDD. METODO: Sono stati reclutati 28 soggetti affetti da MDD, sottoposti ad un intervento di rimedio cognitivo computerizzato (COGPACK) o ad un protocollo accelerato ar TMS. Ciascun soggetto è stato valutato al baseline (T0), al termine dell’intervento di neurostimolazione o di rimedio cognitivo (T1) e ad un mese dalla conclusione del protocollo di neurostimolazione o a tre mesi dalla conclusione del protocollo di rimedio cognitivo (T2), con una batteria di test psicometrici per l’assessment della sintomatologia, della gravità della malattia e del funzionamento cognitivo. RISULTATI: nel campione sottoposto ad intervento di neuromodulazione si osservano miglioramenti marcati soprattutto nelle funzioni esecutive: TMT B-A mostra un aumento del delta fino al 26% (p = 0.0194), mentre TMT B aumenta del 19.4% (p = 0.0186). La memoria episodica, valutata tramite CVLT SDFR e LDFR, mostra miglioramenti tendenziali significativi al T2 (SDFR +25.6%, p = 0.0539; LDFR +15.9%, p = 0.0622). Nei pazienti sottoposti ad intervento di rimedio cognitivo abbiamo osservato miglioramenti più marcati sia nei test esecutivi che di memoria: TMT- B mostra un incremento significativo al T2 (+20.43%, p = 0.0353), mentre il TMT B-A evidenzia un miglioramento simile (+20.21%, p = 0.0410), il DSST presenta un aumento dei punteggi del 10.85% al T2, con trend verso significatività (p = 0.0581). Il CVLT LDFR mostra un incremento significativo al T2 (+25.41%, p = 0.0491), mentre CVLT TL e SDFR evidenziano tendenze di miglioramento senza raggiungere la significatività statistica. In un confronto diretto tra le due tecniche osserviamo miglioramenti significativi del TMT-A, indicatore di attenzione e velocità di elaborazione nel gruppo rTMS (Δ% 3.40 vs 20.85; F = 8.42, p = 0.007), suggerendo un vantaggio del trattamento rTMS nelle capacità attentive ed esecutive di base. Il DSST mostra un incremento maggiore nel gruppo COGPACK (Δ% -0.17 vs 10.85; F = 6.25, p = 0.016), indicando che il training cognitivo può migliorare la velocità di elaborazione e la memoria di lavoro. Entrambi i trattamenti producono miglioramenti clinici nella sintomatologia depressiva e ansiosa. DISCUSSIONE: L’analisi dei dati del presente studio evidenzia come i protocolli accelerati risultino efficaci nel determinare un miglioramento robusto delle funzioni esecutive, della flessibilità cognitiva e della memoria verbale episodica, con aumenti sia delle prestazioni a breve termine, sia del richiamo differito. I risultati delle valutazioni cognitive nei pazienti COGPACK mostrano miglioramenti significativi nelle funzioni cognitive esecutive, in particolare si osserva un recupero della flessibilità cognitiva, della capacità di shifting attentivo, dell’efficacia nei processi di pianificazione e problem- solving. Un altro miglioramento rilevante riguarda la memoria episodica a lungo termine, i processi di velocità di elaborazione e attenzione sostenuta. I dati suggeriscono, inoltre, un impatto di TMS su certi sottotipi depressivi e su alcuni aspetti della disregolazione emotiva e motivazionale. CONCLUSIONI: i risultati della nostra ricerca confermano l’efficacia di entrambi gli interventi sui deficit cognitivi e ne suggeriscono l’integrazione nella pratica clinica, in un approccio di tipo complementare, in grado di potenziare gli esiti terapeutici e di promuovere dei percorsi di cura basati sulla psichiatria di precisione.
Approcci integrati nella depressione: analisi degli esiti clinici e cognitivi di arTMS e rimedio cognitivo / Ricci, F.. - (2026 Jun 08). [10.14274/ricci-fabiana_phd2026-06-08]
Approcci integrati nella depressione: analisi degli esiti clinici e cognitivi di arTMS e rimedio cognitivo
RICCI, FABIANA
2026-06-08
Abstract
INTRODUZIONE: Il Disturbo Depressivo Maggiore (Major Depressive Disorder, MDD) rappresenta il più diffuso e invalidante tra i disturbi psichiatrici. La compromissione cognitiva, in particolare, si configura come un elemento clinico centrale che sta progressivamente assumendo il ruolo di obiettivo prioritario di trattamento. Questi elementi sottolineano l’esigenza di sviluppare strategie di medicina di precisione applicata alla depressione, che prevedano interventi progettati per sottotipi caratterizzati all’interno di un quadro clinico altamente eterogeneo. Attualmente, non vi sono interventi approvati o che abbiano una specifica indicazione per il trattamento delle disfunzioni cognitive nella depressione maggiore. Obiettivo del nostro studio è confermare l’efficacia di un trattamento integrato, che preveda la somministrazione di un protocollo di neurostimolazione (arTMS) o di un intervento computerizzato di riabilitazione cognitiva (COGPACK) in aggiunta ad un trattamento farmacologico antidepressivo, nel ridurre i deficit cognitivi presenti nel MDD. METODO: Sono stati reclutati 28 soggetti affetti da MDD, sottoposti ad un intervento di rimedio cognitivo computerizzato (COGPACK) o ad un protocollo accelerato ar TMS. Ciascun soggetto è stato valutato al baseline (T0), al termine dell’intervento di neurostimolazione o di rimedio cognitivo (T1) e ad un mese dalla conclusione del protocollo di neurostimolazione o a tre mesi dalla conclusione del protocollo di rimedio cognitivo (T2), con una batteria di test psicometrici per l’assessment della sintomatologia, della gravità della malattia e del funzionamento cognitivo. RISULTATI: nel campione sottoposto ad intervento di neuromodulazione si osservano miglioramenti marcati soprattutto nelle funzioni esecutive: TMT B-A mostra un aumento del delta fino al 26% (p = 0.0194), mentre TMT B aumenta del 19.4% (p = 0.0186). La memoria episodica, valutata tramite CVLT SDFR e LDFR, mostra miglioramenti tendenziali significativi al T2 (SDFR +25.6%, p = 0.0539; LDFR +15.9%, p = 0.0622). Nei pazienti sottoposti ad intervento di rimedio cognitivo abbiamo osservato miglioramenti più marcati sia nei test esecutivi che di memoria: TMT- B mostra un incremento significativo al T2 (+20.43%, p = 0.0353), mentre il TMT B-A evidenzia un miglioramento simile (+20.21%, p = 0.0410), il DSST presenta un aumento dei punteggi del 10.85% al T2, con trend verso significatività (p = 0.0581). Il CVLT LDFR mostra un incremento significativo al T2 (+25.41%, p = 0.0491), mentre CVLT TL e SDFR evidenziano tendenze di miglioramento senza raggiungere la significatività statistica. In un confronto diretto tra le due tecniche osserviamo miglioramenti significativi del TMT-A, indicatore di attenzione e velocità di elaborazione nel gruppo rTMS (Δ% 3.40 vs 20.85; F = 8.42, p = 0.007), suggerendo un vantaggio del trattamento rTMS nelle capacità attentive ed esecutive di base. Il DSST mostra un incremento maggiore nel gruppo COGPACK (Δ% -0.17 vs 10.85; F = 6.25, p = 0.016), indicando che il training cognitivo può migliorare la velocità di elaborazione e la memoria di lavoro. Entrambi i trattamenti producono miglioramenti clinici nella sintomatologia depressiva e ansiosa. DISCUSSIONE: L’analisi dei dati del presente studio evidenzia come i protocolli accelerati risultino efficaci nel determinare un miglioramento robusto delle funzioni esecutive, della flessibilità cognitiva e della memoria verbale episodica, con aumenti sia delle prestazioni a breve termine, sia del richiamo differito. I risultati delle valutazioni cognitive nei pazienti COGPACK mostrano miglioramenti significativi nelle funzioni cognitive esecutive, in particolare si osserva un recupero della flessibilità cognitiva, della capacità di shifting attentivo, dell’efficacia nei processi di pianificazione e problem- solving. Un altro miglioramento rilevante riguarda la memoria episodica a lungo termine, i processi di velocità di elaborazione e attenzione sostenuta. I dati suggeriscono, inoltre, un impatto di TMS su certi sottotipi depressivi e su alcuni aspetti della disregolazione emotiva e motivazionale. CONCLUSIONI: i risultati della nostra ricerca confermano l’efficacia di entrambi gli interventi sui deficit cognitivi e ne suggeriscono l’integrazione nella pratica clinica, in un approccio di tipo complementare, in grado di potenziare gli esiti terapeutici e di promuovere dei percorsi di cura basati sulla psichiatria di precisione.| File | Dimensione | Formato | |
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