Il carteggio tra Paolo Grossi e Mario Sbriccoli (1962-2004) fornisce l’occasione per riflettere sul concetto di scuola nell’Università italiana della seconda metà del Novecento. Emergono, in particolare, i pregi del rapporto ‘asimmetrico’ tra maestro e allievo sin dall’elaborazione della tesi di laurea, momento allora centrale nella formazione dello studente: la trasmissione di strumenti critici e metodologici, la bonaria protezione, il rispetto delle diversità di opinione nella sostanziale convergenza dei valori di riferimento. La maturazione intellettuale dell’allievo consentiva poi di fornire al maestro, in senso inverso, preziose indicazioni scientifiche. Il saggio si chiede in conclusione se non vi siano fondate ragioni per rimpiangere quei meccanismi di reclutamento e di selezione accademica rispetto all’attuale impoverimento culturale del microcosmo universitario.
Il carteggio Grossi-Sbriccoli, ovvero d’un diritto alla nostalgia
Miletti M. N.
2026-01-01
Abstract
Il carteggio tra Paolo Grossi e Mario Sbriccoli (1962-2004) fornisce l’occasione per riflettere sul concetto di scuola nell’Università italiana della seconda metà del Novecento. Emergono, in particolare, i pregi del rapporto ‘asimmetrico’ tra maestro e allievo sin dall’elaborazione della tesi di laurea, momento allora centrale nella formazione dello studente: la trasmissione di strumenti critici e metodologici, la bonaria protezione, il rispetto delle diversità di opinione nella sostanziale convergenza dei valori di riferimento. La maturazione intellettuale dell’allievo consentiva poi di fornire al maestro, in senso inverso, preziose indicazioni scientifiche. Il saggio si chiede in conclusione se non vi siano fondate ragioni per rimpiangere quei meccanismi di reclutamento e di selezione accademica rispetto all’attuale impoverimento culturale del microcosmo universitario.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


