Il corpo è la radice del sé, esprime e racconta l’esistenza di ciascuna. E continua a farlo anche quando è preda di violenza. Il contributo, attraverso l’analisi condotta sulle narrazioni delle donne madri vittime di violenza che hanno partecipato al PRIN Phoenix, intende riflettere sulle storie da loro condivise, leggendole e interpretandole alla luce della metafora del corpo fenice. La condotta violenta, nelle sue molteplici forme, e l’azione sistematica di svalutazione agite dal partner maltrattante producono un progressivo annientamento simbolico (e talvolta reale) trasformando il corpo in cenere. Tuttavia, nell’atto del raccontare si innesca un duplice movimento: euristico, che rende visibili i dispositivi di dominio inscritti nei corpi femminili; trasformativo, perché produce una discontinuità esistentiva che rende possibile la ri-soggettivazione. Raccontando il corpo ferito, annientato, le donne lasciano emergere lo sguardo maschile – che hanno interiorizzato e attraverso cui si pensano – e ri-significano i propri corpi, riconoscendone la ferita ma anche la capacità rigenerativa.

Corpo fenice: ferite, ceneri e possibili rinascite

Alessandra Altamura
2026-01-01

Abstract

Il corpo è la radice del sé, esprime e racconta l’esistenza di ciascuna. E continua a farlo anche quando è preda di violenza. Il contributo, attraverso l’analisi condotta sulle narrazioni delle donne madri vittime di violenza che hanno partecipato al PRIN Phoenix, intende riflettere sulle storie da loro condivise, leggendole e interpretandole alla luce della metafora del corpo fenice. La condotta violenta, nelle sue molteplici forme, e l’azione sistematica di svalutazione agite dal partner maltrattante producono un progressivo annientamento simbolico (e talvolta reale) trasformando il corpo in cenere. Tuttavia, nell’atto del raccontare si innesca un duplice movimento: euristico, che rende visibili i dispositivi di dominio inscritti nei corpi femminili; trasformativo, perché produce una discontinuità esistentiva che rende possibile la ri-soggettivazione. Raccontando il corpo ferito, annientato, le donne lasciano emergere lo sguardo maschile – che hanno interiorizzato e attraverso cui si pensano – e ri-significano i propri corpi, riconoscendone la ferita ma anche la capacità rigenerativa.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11369/486273
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