La transizione ecologica dell’agricoltura richiede modelli di business capaci di conciliare produzione alimentare, generazione di energia rinnovabile e coesione dei territori rurali. La tesi indaga questa trasformazione collocando al centro della multifunzionalità agricola due pilastri: le agroenergie, con particolare riferimento all’agrivoltaico (APV), e l’innovazione sociale (IS), intesa come insieme di processi partecipativi e collaborativi che ampliano le opportunità imprenditoriali e rafforzano il legame con il territorio. La ricerca muove da tre domande: quali traiettorie organizzative, economiche e normative sostengono l’integrazione tra agricoltura ed energia rinnovabile senza compromettere la sicurezza alimentare; in che misura gli agricoltori sono disposti a includere sistemi agrivoltaici nel proprio portafoglio di attività e quali fattori orientano le scelte di investimento; come i processi di IS possano rafforzare la sostenibilità economica, ambientale e sociale dei nuovi modelli d’impresa e di sviluppo rurale. L’impianto adotta un disegno mixed-method in triangolazione, articolato in due moduli empirici. Un Discrete Choice Experiment (DCE), somministrato a 1.486 proprietari fondiari della Puglia, stima le preferenze e la disponibilità ad accettare (willingness to accept, WTA) l’installazione di impianti APV; un modello a classi latenti individua cinque profili eterogenei di proprietari, distinti per caratteristiche aziendali, territoriali e attitudinali. Una survey sull’IS, condotta su 208 operatori biologici nelle aree rurali della Romania, misura conoscenze, atteggiamenti e pratiche che sostengono percorsi collettivi bottom-up. I risultati del DCE rivelano una marcata eterogeneità delle preferenze: solo il 17,4% dei rispondenti esprime una WTA allineata alla tariffa incentivante nazionale, mentre la maggioranza richiede compensazioni comprese tra circa 85 e 157 €/MWh, a riprova dell’inefficacia di schemi di sostegno uniformi su scala regionale o nazionale. La survey rumena evidenzia un’elevata propensione alle iniziative collettive, frenata però da vincoli finanziari e di tempo, da carenze di competenze operative e da una percezione di scarso supporto istituzionale. La lettura congiunta delle due evidenze indica che l’adozione di innovazioni ibride, ecologiche e sociali, non dipende dai soli incentivi economici, ma da un policy mix che integri strumenti place-based e profilo-specifici (tariffe, contributi, regole contrattuali) con funzioni abilitanti di intermediazione e accompagnamento. Su questa base la tesi delinea tre configurazioni di modello di business, orientato all’autoconsumo e alla valorizzazione delle eccedenze, cooperativo (con evoluzione verso le Comunità Energetiche Rinnovabili) e ibrido multi-attore, quali traiettorie praticabili per una transizione agro- energetica radicata nel territorio.

Transizione energetica e innovazione sociale: driver per nuovi modelli di business agro-alimentari / Orsitto, L.. - (2026 Jun 15). [10.14274/orsitto-leonardo_phd2026-06-15]

Transizione energetica e innovazione sociale: driver per nuovi modelli di business agro-alimentari

ORSITTO, LEONARDO
2026-06-15

Abstract

La transizione ecologica dell’agricoltura richiede modelli di business capaci di conciliare produzione alimentare, generazione di energia rinnovabile e coesione dei territori rurali. La tesi indaga questa trasformazione collocando al centro della multifunzionalità agricola due pilastri: le agroenergie, con particolare riferimento all’agrivoltaico (APV), e l’innovazione sociale (IS), intesa come insieme di processi partecipativi e collaborativi che ampliano le opportunità imprenditoriali e rafforzano il legame con il territorio. La ricerca muove da tre domande: quali traiettorie organizzative, economiche e normative sostengono l’integrazione tra agricoltura ed energia rinnovabile senza compromettere la sicurezza alimentare; in che misura gli agricoltori sono disposti a includere sistemi agrivoltaici nel proprio portafoglio di attività e quali fattori orientano le scelte di investimento; come i processi di IS possano rafforzare la sostenibilità economica, ambientale e sociale dei nuovi modelli d’impresa e di sviluppo rurale. L’impianto adotta un disegno mixed-method in triangolazione, articolato in due moduli empirici. Un Discrete Choice Experiment (DCE), somministrato a 1.486 proprietari fondiari della Puglia, stima le preferenze e la disponibilità ad accettare (willingness to accept, WTA) l’installazione di impianti APV; un modello a classi latenti individua cinque profili eterogenei di proprietari, distinti per caratteristiche aziendali, territoriali e attitudinali. Una survey sull’IS, condotta su 208 operatori biologici nelle aree rurali della Romania, misura conoscenze, atteggiamenti e pratiche che sostengono percorsi collettivi bottom-up. I risultati del DCE rivelano una marcata eterogeneità delle preferenze: solo il 17,4% dei rispondenti esprime una WTA allineata alla tariffa incentivante nazionale, mentre la maggioranza richiede compensazioni comprese tra circa 85 e 157 €/MWh, a riprova dell’inefficacia di schemi di sostegno uniformi su scala regionale o nazionale. La survey rumena evidenzia un’elevata propensione alle iniziative collettive, frenata però da vincoli finanziari e di tempo, da carenze di competenze operative e da una percezione di scarso supporto istituzionale. La lettura congiunta delle due evidenze indica che l’adozione di innovazioni ibride, ecologiche e sociali, non dipende dai soli incentivi economici, ma da un policy mix che integri strumenti place-based e profilo-specifici (tariffe, contributi, regole contrattuali) con funzioni abilitanti di intermediazione e accompagnamento. Su questa base la tesi delinea tre configurazioni di modello di business, orientato all’autoconsumo e alla valorizzazione delle eccedenze, cooperativo (con evoluzione verso le Comunità Energetiche Rinnovabili) e ibrido multi-attore, quali traiettorie praticabili per una transizione agro- energetica radicata nel territorio.
15-giu-2026
Energy transition; Social innovation; agrifood sector; Agrivoltaics; Rural Development; Sustainable development”
APV; innovazione sociale; modelli di business agro-alimentari; transizione energetica; Discrete Choice Experiment; sviluppo rurale; policy mix.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11369/486092
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