Nel Quattrocento, quando lo stile ciceroniano costituiva un modello imprescindibile per chiunque volesse coltivare l’eloquenza, le opere retoriche di Cicerone – in particolare il De oratore, con la sua teorizzazione della perfetta eloquenza – attirarono l’attenzione degli intellettuali. A partire dal 1465, anno della pubblicazione dell’editio princeps, la circolazione del testo aumentò, raggiungendo un pubblico sempre più vasto. La presente tesi analizza le modalità con cui, tra la seconda metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, il De oratore fu trasmesso, letto e valorizzato nel quadro della cultura umanistica. La ricerca si sviluppa su tre piani: lo studio delle prime edizioni a stampa (1465-1499) e dei loro paratesti, che riflettono le intenzioni editoriali e culturali di curatori e stampatori (cap. I, II, IV); l’esame della prassi didattica di Ognibene Bonisoli (1410-1474) in relazione al De oratore, attraverso lo studio del suo commento all’opera (cap. III); l’analisi della biblioteca di Angelo Colocci (1474-1549), con particolare attenzione a indici, annotazioni e interventi autografi, che documentano un approccio critico e filologico al corpus retorico ciceroniano (cap. V). Il lavoro intende così mettere in luce le strategie con cui gli umanisti reinterpretarono il testo antico, adattandolo ai nuovi bisogni culturali, politici e didattici del contesto umanistico.
Ricezione e fortuna del De oratore nella prima età moderna (1465-1520) / Di Martino, M.. - (2026 Mar 05).
Ricezione e fortuna del De oratore nella prima età moderna (1465-1520)
DI MARTINO, MARIA
2026-03-05
Abstract
Nel Quattrocento, quando lo stile ciceroniano costituiva un modello imprescindibile per chiunque volesse coltivare l’eloquenza, le opere retoriche di Cicerone – in particolare il De oratore, con la sua teorizzazione della perfetta eloquenza – attirarono l’attenzione degli intellettuali. A partire dal 1465, anno della pubblicazione dell’editio princeps, la circolazione del testo aumentò, raggiungendo un pubblico sempre più vasto. La presente tesi analizza le modalità con cui, tra la seconda metà del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento, il De oratore fu trasmesso, letto e valorizzato nel quadro della cultura umanistica. La ricerca si sviluppa su tre piani: lo studio delle prime edizioni a stampa (1465-1499) e dei loro paratesti, che riflettono le intenzioni editoriali e culturali di curatori e stampatori (cap. I, II, IV); l’esame della prassi didattica di Ognibene Bonisoli (1410-1474) in relazione al De oratore, attraverso lo studio del suo commento all’opera (cap. III); l’analisi della biblioteca di Angelo Colocci (1474-1549), con particolare attenzione a indici, annotazioni e interventi autografi, che documentano un approccio critico e filologico al corpus retorico ciceroniano (cap. V). Il lavoro intende così mettere in luce le strategie con cui gli umanisti reinterpretarono il testo antico, adattandolo ai nuovi bisogni culturali, politici e didattici del contesto umanistico.| File | Dimensione | Formato | |
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