La nota trae spunto da una recente sentenza in tema di concorso morale nel delitto di omicidio tentato e affronta il delicato rapporto tra connivenza e complicità nell’ipotesi in cui coloro che assistono passivamente alla commissione del reato non rivestono una posizione di garanzia. Nella vicenda concreta, l’estrema gravità della condotta criminosa e delle sue drammatiche conseguenze (il lancio dall’alto di una bicicletta elettrica che ha colpito un giovane causandogli una gravissima invalidità), unitamente ai motivi abietti e futili che hanno sorretto la realizzazione del reato, hanno spinto i giudici di legittimità a qualificare come concorso in tentato omicidio anche il comportamento tenuto delle due ragazze del gruppo che hanno assistito inerti alla commissione del reato. La sensazione è che l’esigenza di rendere giustizia, qui particolarmente avvertita, abbia influito sulla decisione di forzare i confini della connivenza (non punibile) a favore della complicità morale, sfruttando a tal fine la permeabilità del paradigma della causalità psichica rispetto al rafforzamento del proposito criminoso. Sommario: 1. Il caso. — 2. I fatti (come accertati) e l’agile passaggio motivazionale sulla responsabilità a titolo di concorso morale nel reato. — 3. Le possibili manifestazioni del tipo “complicità da connivenza”. — 4. La connivenza punibile quale forma di complicità morale. — 5. Causalità psichica e tipizzazione del concorso morale (e della connivenza punibile): una sintesi delle diverse posizioni in campo. — 6. La presenza inerte sul luogo del reato quale equivoca manifestazione di complicità: la necessità di una verifica sulla effettiva capacità di rafforzamento dell’altrui proposito criminoso. — 7. L’incriminabilità della connivenza come agevolazione psichica: possibili coordinate per una stabilizzazione sul piano processuale. — 8. Nel caso oggetto di giudizio si è davvero dinnanzi a una complicità da connivenza?

Non dissentire equivale a concorrere? A proposito di una recente rilettura giurisprudenziale dell'inerzia come complicità.

Maria Novella Masullo
2025-01-01

Abstract

La nota trae spunto da una recente sentenza in tema di concorso morale nel delitto di omicidio tentato e affronta il delicato rapporto tra connivenza e complicità nell’ipotesi in cui coloro che assistono passivamente alla commissione del reato non rivestono una posizione di garanzia. Nella vicenda concreta, l’estrema gravità della condotta criminosa e delle sue drammatiche conseguenze (il lancio dall’alto di una bicicletta elettrica che ha colpito un giovane causandogli una gravissima invalidità), unitamente ai motivi abietti e futili che hanno sorretto la realizzazione del reato, hanno spinto i giudici di legittimità a qualificare come concorso in tentato omicidio anche il comportamento tenuto delle due ragazze del gruppo che hanno assistito inerti alla commissione del reato. La sensazione è che l’esigenza di rendere giustizia, qui particolarmente avvertita, abbia influito sulla decisione di forzare i confini della connivenza (non punibile) a favore della complicità morale, sfruttando a tal fine la permeabilità del paradigma della causalità psichica rispetto al rafforzamento del proposito criminoso. Sommario: 1. Il caso. — 2. I fatti (come accertati) e l’agile passaggio motivazionale sulla responsabilità a titolo di concorso morale nel reato. — 3. Le possibili manifestazioni del tipo “complicità da connivenza”. — 4. La connivenza punibile quale forma di complicità morale. — 5. Causalità psichica e tipizzazione del concorso morale (e della connivenza punibile): una sintesi delle diverse posizioni in campo. — 6. La presenza inerte sul luogo del reato quale equivoca manifestazione di complicità: la necessità di una verifica sulla effettiva capacità di rafforzamento dell’altrui proposito criminoso. — 7. L’incriminabilità della connivenza come agevolazione psichica: possibili coordinate per una stabilizzazione sul piano processuale. — 8. Nel caso oggetto di giudizio si è davvero dinnanzi a una complicità da connivenza?
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11369/481817
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