Abstract. — This paper provides a systematic assessment of the relationship between the World Trade Organization and artificial intelligence, showing how AI has become a “cross‑cut- ting” issue within international trade law. In the absence of AI-specific rules, the WTO framework governs the technology through a dispersed set of provisions in the GATT, GATS, TRIPs, TBT Agreement, and electronic commerce instruments, all of which are relevant to different stages of the AI lifecycle. The article examines the legal challenges posed by the qualification of smart products and “AI‑driven” services, the persistent uncertainty created by the goods/services dichotomy, and the growing relevance of technical barriers to trade, as well as the increasing recourse to general and national security exceptions in digital contexts. Intellectual property issues are also explored in TRIPs context, including the use of protected datasets for training and the complex question of copyrightability of “AI‑generated” outputs. The analysis concludes that, while technological neutrality principle enables an evolutionary interpretation of existing WTO rules, it cannot indefinitely compensate for the lack of AI-specific provisions. A gradual, plurilateral approach-modelled on the process that led to the 2024 Agreement on Electronic Commerce-may offer a viable path toward future international regulation of “AI‑re- lated” trade matters

Abstract. — Il contributo analizza in prospettiva sistematica il rapporto tra l’Organiz- zazione mondiale del commercio e l’intelligenza artificiale, mettendo in luce come l’IA operi oggi come cross-cutting issue nell’ambito del sistema commerciale multilaterale. In assenza di norme specificamente dedicate, il sistema OMC disciplina l’IA mediante una costellazione di disposizioni contenute in GATT, GATS, TRIPs, TBT e negli strumenti sul commercio elettronico, rilevanti lungo l’intero ciclo di vita dell’IA. L’articolo esamina criticamente i problemi di qualificazione dei prodotti smart e dei servizi di IA, le incertezze interpretative legate alla distinzione beni/servizi, la rilevanza degli ostacoli tecnici agli scambi, nonché l’impatto delle clausole di eccezione — in particolare quelle di sicurezza nazionale — sempre più invocate nei contesti digitali. Sono inoltre analizzati gli aspetti di proprietà intellettuale, nel contesto TRIPs, con attenzione all’uso di dataset protetti e alle difficoltà di inquadrare giuridicamente gli output generati da IA. L’analisi mostra come il principio di neutralità tecnologica consenta di adattare il sistema esistente, ma non possa sostituire indefinitamente norme specifiche; si suggerisce infine che un modello progressivo e plurilaterale, simile a quello che ha condotto all’AEC, possa rappresentare una via percorribile per una futura regolazione internazionale dei profili commerciali dell’IA

Organizzazione mondiale del commercio e intelligenza artificiale

Ruotolo, G. M.
2026-01-01

Abstract

Abstract. — This paper provides a systematic assessment of the relationship between the World Trade Organization and artificial intelligence, showing how AI has become a “cross‑cut- ting” issue within international trade law. In the absence of AI-specific rules, the WTO framework governs the technology through a dispersed set of provisions in the GATT, GATS, TRIPs, TBT Agreement, and electronic commerce instruments, all of which are relevant to different stages of the AI lifecycle. The article examines the legal challenges posed by the qualification of smart products and “AI‑driven” services, the persistent uncertainty created by the goods/services dichotomy, and the growing relevance of technical barriers to trade, as well as the increasing recourse to general and national security exceptions in digital contexts. Intellectual property issues are also explored in TRIPs context, including the use of protected datasets for training and the complex question of copyrightability of “AI‑generated” outputs. The analysis concludes that, while technological neutrality principle enables an evolutionary interpretation of existing WTO rules, it cannot indefinitely compensate for the lack of AI-specific provisions. A gradual, plurilateral approach-modelled on the process that led to the 2024 Agreement on Electronic Commerce-may offer a viable path toward future international regulation of “AI‑re- lated” trade matters
2026
Abstract. — Il contributo analizza in prospettiva sistematica il rapporto tra l’Organiz- zazione mondiale del commercio e l’intelligenza artificiale, mettendo in luce come l’IA operi oggi come cross-cutting issue nell’ambito del sistema commerciale multilaterale. In assenza di norme specificamente dedicate, il sistema OMC disciplina l’IA mediante una costellazione di disposizioni contenute in GATT, GATS, TRIPs, TBT e negli strumenti sul commercio elettronico, rilevanti lungo l’intero ciclo di vita dell’IA. L’articolo esamina criticamente i problemi di qualificazione dei prodotti smart e dei servizi di IA, le incertezze interpretative legate alla distinzione beni/servizi, la rilevanza degli ostacoli tecnici agli scambi, nonché l’impatto delle clausole di eccezione — in particolare quelle di sicurezza nazionale — sempre più invocate nei contesti digitali. Sono inoltre analizzati gli aspetti di proprietà intellettuale, nel contesto TRIPs, con attenzione all’uso di dataset protetti e alle difficoltà di inquadrare giuridicamente gli output generati da IA. L’analisi mostra come il principio di neutralità tecnologica consenta di adattare il sistema esistente, ma non possa sostituire indefinitamente norme specifiche; si suggerisce infine che un modello progressivo e plurilaterale, simile a quello che ha condotto all’AEC, possa rappresentare una via percorribile per una futura regolazione internazionale dei profili commerciali dell’IA
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