Per scrivere bene imparate a nuotare. Trentasette lezioni di scrittura (Mondadori, 2020) raccoglie le trentatré “conversazioni” di Giuseppe Pontiggia pubblicate su «Wimbledon» tra il 1990 e il 1993 e le quattro edite su «Sette» nel 1994. Particolare interesse suscitano la quindicesima lezione, concernente l’avverbio come «zoccolo duro della lingua»; la trentesima lezione, sulla Falsa energia con gli avverbi; la trentunesima, Le sorprese del linguaggio giudiziario, in cui l’autore esamina la sentenza «a carico di Enzo Tortora». Pontiggia fa emergere nitidamente l’espressività di questa parte del discorso, e rivela gli effetti negativi di un suo «uso inflazionato e controproducente». La trattazione sull’avverbio è presente anche nelle conversazioni Dentro la sera, che Pontiggia tenne su Rai-Radio Due nel 1994, confluite, dopo la sua morte, in Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere (Belleville, 2016). Il contributo parte dalle raffinate osservazioni di Pontiggia in tali sedi, verificandone l’incidenza nella prassi valutativa delle opere di critica e nella diretta esperienza della scrittura letteraria. Per quest’ultima, a fungere da specimina saranno L’arte della fuga (1968), Il giocatore invisibile (1978) e l’umoristico ribaltamento della tradizione de viris illustribus nelle Vite di uomini non illustri (1993).
Pontiggia e l’avverbio tra corsi di scrittura, critica e prassi letteraria
Gianni Antonio Palumbo
2025-01-01
Abstract
Per scrivere bene imparate a nuotare. Trentasette lezioni di scrittura (Mondadori, 2020) raccoglie le trentatré “conversazioni” di Giuseppe Pontiggia pubblicate su «Wimbledon» tra il 1990 e il 1993 e le quattro edite su «Sette» nel 1994. Particolare interesse suscitano la quindicesima lezione, concernente l’avverbio come «zoccolo duro della lingua»; la trentesima lezione, sulla Falsa energia con gli avverbi; la trentunesima, Le sorprese del linguaggio giudiziario, in cui l’autore esamina la sentenza «a carico di Enzo Tortora». Pontiggia fa emergere nitidamente l’espressività di questa parte del discorso, e rivela gli effetti negativi di un suo «uso inflazionato e controproducente». La trattazione sull’avverbio è presente anche nelle conversazioni Dentro la sera, che Pontiggia tenne su Rai-Radio Due nel 1994, confluite, dopo la sua morte, in Dentro la sera. Conversazioni sullo scrivere (Belleville, 2016). Il contributo parte dalle raffinate osservazioni di Pontiggia in tali sedi, verificandone l’incidenza nella prassi valutativa delle opere di critica e nella diretta esperienza della scrittura letteraria. Per quest’ultima, a fungere da specimina saranno L’arte della fuga (1968), Il giocatore invisibile (1978) e l’umoristico ribaltamento della tradizione de viris illustribus nelle Vite di uomini non illustri (1993).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


