La Rete si configura oggi come il luogo in cui tutti parlano, una stanza dalle dimensioni infinite in cui avviene una privatizzazione della sfera pubblica, generando un intimismo che trasforma i concetti di pubblico e di privato. Un serbatoio immenso di contenuti e notizie, dove però appare sempre più complicato verificare le veridicità e l'autorevolezza, sovvertendo de facto ogni regola del sistema informativo tradizionale. Si sta delineando una società complessa e instabile, caratterizzata dalla saturazione del tempo di attenzione e dalla frammentazione dei media, che agiscono in maniera pervasiva, determinando il fenomeno del sovraccarico informativo, la difficoltà di facoltà critica ed esperienziale nel distinguere il reale dal falso, cui si contrappone un'accelerazione del tempo mentale senza precedenti, che enfatizza i tratti dell'iperattività, della transitorietà e dell'incertezza, che sono tipici dell'era post-moderna. Post-verità, fake news, analfabetismo funzionale, perdita dell’attenzione, manipolazione, hate speach: queste alcune delle conseguenze più immediate. E tutto questo può comportare un rischio per la democrazia stessa. La democrazia vive di opinioni: ma se l’opinione dei cittadini viene manipolata, non saranno più i cittadini a prendere autonomamente delle decisioni sulle questioni politiche, ma si lasceranno persuadere da chi ha in mano la “conoscenza” di tali meccanismi. Di conseguenza, il pilastro stesso sul quale si basa l’istituto della democrazia, ossia la libera opinione dei cittadini, verrà meno. Una delle strade percorribili per tutelare la corretta funzione della democrazia è quella di preparare i futuri cittadini di domani a difendersi da questi meccanismi, e la difesa può avvenire solo attraverso la conoscenza. Uno strumento indispensabile è la Media Education, intesa sia come strumento di conoscenza dei media che come mezzo per sviluppare un maggior senso critico negli studenti attraverso i medium a loro familiari, ossi i social media.

Democrazia e giovani nell’era Digitale

GIARDINA, MONICA
2022-01-01

Abstract

La Rete si configura oggi come il luogo in cui tutti parlano, una stanza dalle dimensioni infinite in cui avviene una privatizzazione della sfera pubblica, generando un intimismo che trasforma i concetti di pubblico e di privato. Un serbatoio immenso di contenuti e notizie, dove però appare sempre più complicato verificare le veridicità e l'autorevolezza, sovvertendo de facto ogni regola del sistema informativo tradizionale. Si sta delineando una società complessa e instabile, caratterizzata dalla saturazione del tempo di attenzione e dalla frammentazione dei media, che agiscono in maniera pervasiva, determinando il fenomeno del sovraccarico informativo, la difficoltà di facoltà critica ed esperienziale nel distinguere il reale dal falso, cui si contrappone un'accelerazione del tempo mentale senza precedenti, che enfatizza i tratti dell'iperattività, della transitorietà e dell'incertezza, che sono tipici dell'era post-moderna. Post-verità, fake news, analfabetismo funzionale, perdita dell’attenzione, manipolazione, hate speach: queste alcune delle conseguenze più immediate. E tutto questo può comportare un rischio per la democrazia stessa. La democrazia vive di opinioni: ma se l’opinione dei cittadini viene manipolata, non saranno più i cittadini a prendere autonomamente delle decisioni sulle questioni politiche, ma si lasceranno persuadere da chi ha in mano la “conoscenza” di tali meccanismi. Di conseguenza, il pilastro stesso sul quale si basa l’istituto della democrazia, ossia la libera opinione dei cittadini, verrà meno. Una delle strade percorribili per tutelare la corretta funzione della democrazia è quella di preparare i futuri cittadini di domani a difendersi da questi meccanismi, e la difesa può avvenire solo attraverso la conoscenza. Uno strumento indispensabile è la Media Education, intesa sia come strumento di conoscenza dei media che come mezzo per sviluppare un maggior senso critico negli studenti attraverso i medium a loro familiari, ossi i social media.
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