Observing the current political-institutional system, one can see the tendency to consider the penal sanction as the most convenient trick for solving the main socio-cultural problems, which, in turn, do nothing but strengthen the promotional role of the criminal law, triggering its inflationary drift. The inability of the legislator to manage the mobile boundaries of criminal matters through the concrete implementation of the principle of ex ante subsidiarity has thus sought to remedy this by adopting punitive selection mechanisms, summarized in the policy of "deflation without decriminalization". Configured, therefore, as the common thread that feeds and crosses the multiple components of the criminal apparatus, the principle of subsidiarity, in its new guise, manifests itself in the form of a series of legal institutions which, although animated by extremely heterogeneous characteristics , lead, at least in the abstract, to the same conclusion, that is to say "non-punishable", a final which is completely distant from the promise of the traditional punishment of the crime committed and ascertained. And it is precisely here that the particular tenuity of the fact and the suspension of the trial with trial are placed which, despite having different assumptions and legal consequences, are united by the "finalized nonapplication" of the abstract penalty imposed by law and by the contextual application of equally binding and afflictive measures.

Osservando l’attuale sistema politico-istituzionale, si scorge la tendenza a considerare la sanzione penale come l’escamotage più comodo per la soluzione dei principali problemi socio-culturali, i quali, a loro volta, non fanno altro che rafforzare il ruolo promozionale del diritto penale, innescando la sua deriva inflazionistica. Alla incapacità del legislatore di maneggiare i confini mobili della materia penale attraverso la concreta attuazione del principio di sussidiarietà ex ante, si è così cercato di porre rimedio adottando meccanismi di selezione punitiva, compendiati nella politica della «deflazione senza depenalizzazione». Configurata, pertanto, come il fil rouge che alimenta e attraversa le plurime componenti dell’apparato penale, il principio di sussidiarietà, nella sua nuova veste, si manifesta sotto forma di una serie di istituti giuridici che, seppur animati da caratteristiche tra loro estremamente eterogenee, conducono, almeno in astratto, alla medesima conclusione, ossia alla “non punibilità”, finale del tutto distante dalla promessa della tradizionale punizione del reato commesso ed accertato. Ed è proprio qui che si collocano la particolare tenuità del fatto e la sospensione del procedimento con messa alla prova che, pur avendo presupposti e conseguenze giuridiche tra loro differenti, sono accomunate dalla “disapplicazione finalizzata” della pena edittale in astratto prevista dalla legge e dalla contestuale applicazione di misure ugualmente cogenti ed afflittive.

Particolare tenuità del fatto e sospensione del procedimento con messa alla prova dell’imputato nell’epoca panpenalistica: paradossi e limiti del sistema penale

ADDANTE, ELEONORA
2020

Abstract

Osservando l’attuale sistema politico-istituzionale, si scorge la tendenza a considerare la sanzione penale come l’escamotage più comodo per la soluzione dei principali problemi socio-culturali, i quali, a loro volta, non fanno altro che rafforzare il ruolo promozionale del diritto penale, innescando la sua deriva inflazionistica. Alla incapacità del legislatore di maneggiare i confini mobili della materia penale attraverso la concreta attuazione del principio di sussidiarietà ex ante, si è così cercato di porre rimedio adottando meccanismi di selezione punitiva, compendiati nella politica della «deflazione senza depenalizzazione». Configurata, pertanto, come il fil rouge che alimenta e attraversa le plurime componenti dell’apparato penale, il principio di sussidiarietà, nella sua nuova veste, si manifesta sotto forma di una serie di istituti giuridici che, seppur animati da caratteristiche tra loro estremamente eterogenee, conducono, almeno in astratto, alla medesima conclusione, ossia alla “non punibilità”, finale del tutto distante dalla promessa della tradizionale punizione del reato commesso ed accertato. Ed è proprio qui che si collocano la particolare tenuità del fatto e la sospensione del procedimento con messa alla prova che, pur avendo presupposti e conseguenze giuridiche tra loro differenti, sono accomunate dalla “disapplicazione finalizzata” della pena edittale in astratto prevista dalla legge e dalla contestuale applicazione di misure ugualmente cogenti ed afflittive.
Observing the current political-institutional system, one can see the tendency to consider the penal sanction as the most convenient trick for solving the main socio-cultural problems, which, in turn, do nothing but strengthen the promotional role of the criminal law, triggering its inflationary drift. The inability of the legislator to manage the mobile boundaries of criminal matters through the concrete implementation of the principle of ex ante subsidiarity has thus sought to remedy this by adopting punitive selection mechanisms, summarized in the policy of "deflation without decriminalization". Configured, therefore, as the common thread that feeds and crosses the multiple components of the criminal apparatus, the principle of subsidiarity, in its new guise, manifests itself in the form of a series of legal institutions which, although animated by extremely heterogeneous characteristics , lead, at least in the abstract, to the same conclusion, that is to say "non-punishable", a final which is completely distant from the promise of the traditional punishment of the crime committed and ascertained. And it is precisely here that the particular tenuity of the fact and the suspension of the trial with trial are placed which, despite having different assumptions and legal consequences, are united by the "finalized nonapplication" of the abstract penalty imposed by law and by the contextual application of equally binding and afflictive measures.
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