In questo lavoro vengono analizzati i nessi tra politica del tasso di cambio e integrazione commerciale in relazione al caso italiano. In particolare, l'attenzione è rivolta allo studio dell'evoluzione della specializzazione delle esportazioni italiane negli anni dello SME. L'approccio metodologico seguito mira ad integrare analisi della specializzazione settoriale e analisi della specializzazione geografica delle esportazioni italiane. I risultati derivati dall'analisi di correlazione degli indicatori segnalano che l'Italia tende a commerciare i suoi "settori deboli" - settori di despecializzazione, di svantaggio comparato - soprattutto nelle sue “aree forti", aree verso le quali il nostro paese detiene un certo potere di mercato esprimibile in prima approssimazione come elevata quota sull'import complessivo dell'area di sbocco. Ciò rivela in modo significativo come la struttura del commercio estero italiano sia condizionata dall'operare di quei fattori, non concorrenziali in senso stretto, ma geo-politici e istituzionali che l' economista americano J.E.Roemer ha chiamato "sphere of influence factors". Questo risultato offre una interpretazione diversa da quelle consuete circa i motivi che sarebbero alla base della mancata evoluzione del modello di specializzazione italiano verso i settori avanzati negli anni di politiche valutarie virtuose.

Cambio reale, competitività e specializzazione delle esportazioni italiane negli anni dello SME: un'analisi statistica per settori ed aree di sbocco

CELI, GIUSEPPE
1994

Abstract

In questo lavoro vengono analizzati i nessi tra politica del tasso di cambio e integrazione commerciale in relazione al caso italiano. In particolare, l'attenzione è rivolta allo studio dell'evoluzione della specializzazione delle esportazioni italiane negli anni dello SME. L'approccio metodologico seguito mira ad integrare analisi della specializzazione settoriale e analisi della specializzazione geografica delle esportazioni italiane. I risultati derivati dall'analisi di correlazione degli indicatori segnalano che l'Italia tende a commerciare i suoi "settori deboli" - settori di despecializzazione, di svantaggio comparato - soprattutto nelle sue “aree forti", aree verso le quali il nostro paese detiene un certo potere di mercato esprimibile in prima approssimazione come elevata quota sull'import complessivo dell'area di sbocco. Ciò rivela in modo significativo come la struttura del commercio estero italiano sia condizionata dall'operare di quei fattori, non concorrenziali in senso stretto, ma geo-politici e istituzionali che l' economista americano J.E.Roemer ha chiamato "sphere of influence factors". Questo risultato offre una interpretazione diversa da quelle consuete circa i motivi che sarebbero alla base della mancata evoluzione del modello di specializzazione italiano verso i settori avanzati negli anni di politiche valutarie virtuose.
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