Muovendo dalle evidenze della neuroscienze a proposito della rilevanza della dimensione “joyful” nei processi di apprendimento, tanto in età infantile quanto in età adulta, il saggio si interroga a proposito dell’isomorfismo – neurobiologicamente fondato - tra gioco e conoscenza. Muove da un articolo in particolare, come pre-testo per la riflessione neuropedagogica intorno alla “gioia”, intesa nell’intreccio, epistemologico e didattico, tra forma e contenuto, conoscenza e passione, dimensioni di senso e relazione. L’approdo epistemologico è relativo all’accoglienza della dimensione sistemica nella progettazione e nella valutazione della formazione in età adulta: l’aspetto “joyful” dunque, non coincide con la leggerezza e con lo stemperamento del sapere ma con la comprensione della sua complessità. L’invito, tanto gnoseologico quanto pragmatico, è al riconoscimento della imprescindibilità della competenza “neurodidattica” (Rivoltella, 2012) per chiunque si occupi di educazione e relazioni

Serietà del joyful learning. Sull'isomorfismo tra conoscenza e gioco e sulle competenze neurodidattiche del formatore

SCARDICCHIO, ANTONIA CHIARA
2014-01-01

Abstract

Muovendo dalle evidenze della neuroscienze a proposito della rilevanza della dimensione “joyful” nei processi di apprendimento, tanto in età infantile quanto in età adulta, il saggio si interroga a proposito dell’isomorfismo – neurobiologicamente fondato - tra gioco e conoscenza. Muove da un articolo in particolare, come pre-testo per la riflessione neuropedagogica intorno alla “gioia”, intesa nell’intreccio, epistemologico e didattico, tra forma e contenuto, conoscenza e passione, dimensioni di senso e relazione. L’approdo epistemologico è relativo all’accoglienza della dimensione sistemica nella progettazione e nella valutazione della formazione in età adulta: l’aspetto “joyful” dunque, non coincide con la leggerezza e con lo stemperamento del sapere ma con la comprensione della sua complessità. L’invito, tanto gnoseologico quanto pragmatico, è al riconoscimento della imprescindibilità della competenza “neurodidattica” (Rivoltella, 2012) per chiunque si occupi di educazione e relazioni
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11369/324505
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