La disponibilità di piante transgeniche, insetticidi di nuova generazione, lotta guidata, ricorso a tecniche di agricoltura biologica, ecc. possono considerarsi le tecnologie pulite attualmente sviluppate per la fase agricola della filiera del cotone. Attualmente la coltivazione “organica” di questa pianta rappresenta solo una piccola parte della produzione totale (tabella 5) e, secondo alcuni, difficilmente si può immaginare una crescita maggiore dell’area investita, a causa dei pericoli rappresentati dalle tecniche agronomiche convenzionali adottate sulle piantagioni limitrofe. Questo tipo di agricoltura richiede, inoltre, un cambio di mentalità, sia da parte dei produttori, in quanto è difficile modificare concetti e pratiche di lavorazione radicate, e sia dei consumatori, poiché la scelta dei capi di abbigliamento deriva più da elementi di natura sociale che da preoccupazioni di tipo ambientale. La coltivazione di cotone “organico” presenta prospettive di più immediata attuazione e più concrete possibilità di diffusione nei PVS, grazie al basso costo della manodopera, e, comunque, tenendo conto delle condizioni ecologiche locali . Occorre, inoltre, una maggiore sensibilizzazione dei consumatori all’acquisto di prodotti ottenuti da cotone organico, poiché, in media, il suo costo, “convenzionalmente” calcolato, è maggiore rispetto a quello prodotto facendo uso di concimi e pesticidi

Tecnologie pulite nella filiera del cotone

CAPPELLETTI, GIULIO MARIO;NICOLETTI, GIUSEPPE MARTINO
2000

Abstract

La disponibilità di piante transgeniche, insetticidi di nuova generazione, lotta guidata, ricorso a tecniche di agricoltura biologica, ecc. possono considerarsi le tecnologie pulite attualmente sviluppate per la fase agricola della filiera del cotone. Attualmente la coltivazione “organica” di questa pianta rappresenta solo una piccola parte della produzione totale (tabella 5) e, secondo alcuni, difficilmente si può immaginare una crescita maggiore dell’area investita, a causa dei pericoli rappresentati dalle tecniche agronomiche convenzionali adottate sulle piantagioni limitrofe. Questo tipo di agricoltura richiede, inoltre, un cambio di mentalità, sia da parte dei produttori, in quanto è difficile modificare concetti e pratiche di lavorazione radicate, e sia dei consumatori, poiché la scelta dei capi di abbigliamento deriva più da elementi di natura sociale che da preoccupazioni di tipo ambientale. La coltivazione di cotone “organico” presenta prospettive di più immediata attuazione e più concrete possibilità di diffusione nei PVS, grazie al basso costo della manodopera, e, comunque, tenendo conto delle condizioni ecologiche locali . Occorre, inoltre, una maggiore sensibilizzazione dei consumatori all’acquisto di prodotti ottenuti da cotone organico, poiché, in media, il suo costo, “convenzionalmente” calcolato, è maggiore rispetto a quello prodotto facendo uso di concimi e pesticidi
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