Obiettivi. Il lavoro analizza le dinamiche di governance dei musei statali italiani in chiave situazionista. Il focus è su: il ruolo giocato dagli attori (Direttori/executive) coinvolti nella governance del patrimonio artistico-culturale nazionale; le pressioni istituzionali in grado di orientare le condotte dei Direttori dei musei; l’attivazione di processi isomorfici e di decoupling da parte di quest’ultimi. Metodologia.Il lavoro ha previsto una ricerca on-field che ha coinvolto la popolazione dei Direttori responsabili delle organizzazioni museali italiane, tesa a verificare la presenza di processi isomorfici e di decoupling nelle condotte strategiche dagli stessi adottate. A tal scopo sono state condotte le seguenti analisi: descrittiva, cluster e tavole di contingenza. Risultati. L’analisi sul campo ha consentito di rilevare, in prima istanza, un prevalente orientamento alla conservazione del patrimonio artistico-culturale del campione indagato a fronte di una limitata propensione alla valorizzazione dello stesso. In seconda istanza ha fatto rilevare la propensione dei Direttori ad adottare condotte strategiche isomorfiche e di decoupling. Limiti della ricerca.La prospettiva situazionista nel puntare ad una rappresentazione più realistica del fenomeno, non fornisce allo studioso un set di pratiche di governace prescrittive “pronte per l’uso”. Implicazioni pratiche.La rilettura della governance delle organizzazioni museali in chiave situazionista sollecita gli operatori del settore a rivedere la portata di modelli predittivi e, al contempo, puntare sulla capacità di lettura del contesto competitivo oltre che istituzionale. Originalità del lavoro. Il contributo fornisce al lettore l’opportunità di riconoscere nei processi isomorfici e/o di decoupling la naturale conseguenza di un framework normativo frammentato.

Isomorfismo e decoupling nelle dinamiche di governance dei musei statali italiani

NIGRO, CLAUDIO;IANNUZZI, ENRICA;
2015-01-01

Abstract

Obiettivi. Il lavoro analizza le dinamiche di governance dei musei statali italiani in chiave situazionista. Il focus è su: il ruolo giocato dagli attori (Direttori/executive) coinvolti nella governance del patrimonio artistico-culturale nazionale; le pressioni istituzionali in grado di orientare le condotte dei Direttori dei musei; l’attivazione di processi isomorfici e di decoupling da parte di quest’ultimi. Metodologia.Il lavoro ha previsto una ricerca on-field che ha coinvolto la popolazione dei Direttori responsabili delle organizzazioni museali italiane, tesa a verificare la presenza di processi isomorfici e di decoupling nelle condotte strategiche dagli stessi adottate. A tal scopo sono state condotte le seguenti analisi: descrittiva, cluster e tavole di contingenza. Risultati. L’analisi sul campo ha consentito di rilevare, in prima istanza, un prevalente orientamento alla conservazione del patrimonio artistico-culturale del campione indagato a fronte di una limitata propensione alla valorizzazione dello stesso. In seconda istanza ha fatto rilevare la propensione dei Direttori ad adottare condotte strategiche isomorfiche e di decoupling. Limiti della ricerca.La prospettiva situazionista nel puntare ad una rappresentazione più realistica del fenomeno, non fornisce allo studioso un set di pratiche di governace prescrittive “pronte per l’uso”. Implicazioni pratiche.La rilettura della governance delle organizzazioni museali in chiave situazionista sollecita gli operatori del settore a rivedere la portata di modelli predittivi e, al contempo, puntare sulla capacità di lettura del contesto competitivo oltre che istituzionale. Originalità del lavoro. Il contributo fornisce al lettore l’opportunità di riconoscere nei processi isomorfici e/o di decoupling la naturale conseguenza di un framework normativo frammentato.
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