Isolamento e caratterizzazione delle microparticelle dall’espettorato di pazienti con Fibrosi Cistica. Porro C Le microparticelle (MPs) sono piccole vescicole dal diametro compreso tra 0,5-1μm, rilasciate dalla cellula a seguito di un’attivazione cellulare o di un’apoptosi. Le MPs possono avere origine da diversi tipi cellulari e di conseguenza ereditano dalle cellule che ne hanno permesso la formazione, proteine di superficie e componenti citoplasmatici(1). La presenza di questi antigeni sulla superficie è un importante proprietà che offre la possibilità di caratterizzarle. E’ stato dimostrato che le MPs sono presenti nel sangue di individui sani oltre che di pazienti con differenti patologie come il diabete, la sepsi, il morbo di Crohn, l’HIV(2). Nelle diverse patologie varia non solo il numero delle MPs che risulta più alto, ma anche l’origine che risulta essere diversa da patologia a patologia e questo è un importante parametro che potrebbe essere utilizzato non solo come biomarker per identificare la patologia, ma anche per determinare le complicanze legate alla patologia stessa (1). Molti studi hanno mostrato che le MPs sono in grado di mediare segnali a lungo raggio su diverse cellule bersaglio, anche se tuttavia la modalità di azione non è ancora ben nota. Per spiegare gli effetti delle MPs sono stati ipotizzati due meccanismi di azione: il primo prevede una fusione delle MPs alla membrana della cellula bersaglio, il secondo invece ipotizza una interazione ligando-recettore. Numerosi lavori condotti nel distretto cardiovascolare, dove per la prima volta sono state isolate, hanno dimostrato che le MPs hanno proprietà procoagulanti e proinfiammatorie(2). Questo nuovo tool biologico non è stato ancora preso in considerazione In molte patologie tra cui la fibrosi cistica FC , malattia dove non è stato ancora visto se esse hanno un ruolo nell’evoluzione della patologia. Il nostro gruppo di ricerca per la prima volta è riuscito ad isolare le MPs dall’espettorato di pazienti con FC. Un’analisi citofluorimetrica ci ha permesso di fenotipizzare le MPs dimostrando che gli espettorati dei pazienti con FC hanno un numero maggiore di MPs CD66 positive, marker che attesta la loro origine granulocitaria, rispetto agli espettorati di pazienti con altre patologie che interessano il distretto polmonare. E’ stato considerato questo liquido biologico perché è a più diretto contatto con il focolaio infiammatorio. L’obiettivo successivo di questo studio sarà valutare in vivo gli effetti delle MPs isolate dall’espettorato di pazienti con FC per poter comprendere se esse giocano un ruolo nel mantenimento dell’infiammazione associata alla patologia stessa, o se al contrario la loro azione possa avere in qualche modo un effetto protettivo sulla mucosa respiratoria. (1)A.Tesse, et al. Endocrine, Metabolic e Immune Disorder –Drug targets 2006, 6,287- 294. (2)F. Meziani et al. Pharmacological Reports 2008, 60, 75-84

Isolamento e caratterizzazione delle microparticelle dall’espettorato di pazienti con Fibrosi Cistica.

PORRO, CHIARA
2009

Abstract

Isolamento e caratterizzazione delle microparticelle dall’espettorato di pazienti con Fibrosi Cistica. Porro C Le microparticelle (MPs) sono piccole vescicole dal diametro compreso tra 0,5-1μm, rilasciate dalla cellula a seguito di un’attivazione cellulare o di un’apoptosi. Le MPs possono avere origine da diversi tipi cellulari e di conseguenza ereditano dalle cellule che ne hanno permesso la formazione, proteine di superficie e componenti citoplasmatici(1). La presenza di questi antigeni sulla superficie è un importante proprietà che offre la possibilità di caratterizzarle. E’ stato dimostrato che le MPs sono presenti nel sangue di individui sani oltre che di pazienti con differenti patologie come il diabete, la sepsi, il morbo di Crohn, l’HIV(2). Nelle diverse patologie varia non solo il numero delle MPs che risulta più alto, ma anche l’origine che risulta essere diversa da patologia a patologia e questo è un importante parametro che potrebbe essere utilizzato non solo come biomarker per identificare la patologia, ma anche per determinare le complicanze legate alla patologia stessa (1). Molti studi hanno mostrato che le MPs sono in grado di mediare segnali a lungo raggio su diverse cellule bersaglio, anche se tuttavia la modalità di azione non è ancora ben nota. Per spiegare gli effetti delle MPs sono stati ipotizzati due meccanismi di azione: il primo prevede una fusione delle MPs alla membrana della cellula bersaglio, il secondo invece ipotizza una interazione ligando-recettore. Numerosi lavori condotti nel distretto cardiovascolare, dove per la prima volta sono state isolate, hanno dimostrato che le MPs hanno proprietà procoagulanti e proinfiammatorie(2). Questo nuovo tool biologico non è stato ancora preso in considerazione In molte patologie tra cui la fibrosi cistica FC , malattia dove non è stato ancora visto se esse hanno un ruolo nell’evoluzione della patologia. Il nostro gruppo di ricerca per la prima volta è riuscito ad isolare le MPs dall’espettorato di pazienti con FC. Un’analisi citofluorimetrica ci ha permesso di fenotipizzare le MPs dimostrando che gli espettorati dei pazienti con FC hanno un numero maggiore di MPs CD66 positive, marker che attesta la loro origine granulocitaria, rispetto agli espettorati di pazienti con altre patologie che interessano il distretto polmonare. E’ stato considerato questo liquido biologico perché è a più diretto contatto con il focolaio infiammatorio. L’obiettivo successivo di questo studio sarà valutare in vivo gli effetti delle MPs isolate dall’espettorato di pazienti con FC per poter comprendere se esse giocano un ruolo nel mantenimento dell’infiammazione associata alla patologia stessa, o se al contrario la loro azione possa avere in qualche modo un effetto protettivo sulla mucosa respiratoria. (1)A.Tesse, et al. Endocrine, Metabolic e Immune Disorder –Drug targets 2006, 6,287- 294. (2)F. Meziani et al. Pharmacological Reports 2008, 60, 75-84
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