Spostando l’asse degli interventi dai produttori alle loro Organizzazioni, il Regolamento CE n.2200/96 relativo alla riforma OCM per il settore ortofrutticolo ha riconosciuto alle OP un ruolo fondamentale. Ciò ha fatto emergere la necessità di avvalersi di un’attività di monitoraggio e valutazione delle attività svolte e delle azioni realizzate dalle OP nell’ambito dei programmi operativi. In particolare il presente lavoro si è proposto di valutare l’efficacia degli interventi in Italia attraverso un approccio basato non solo su dati quantitativi, desumibili dall’analisi economica, ma anche su aspetti qualitativi che potessero in qualche maniera completare le informazioni della valutazione quantitativa. A tal fine si è ritenuto che i rapporti regionali potessero costituire un valido strumento per una valutazione qualitativa che tenesse conto dell’eterogeneità delle diverse realtà produttive. I rapporti regionali, realizzati soprattutto attraverso interviste a testimoni privilegiati, hanno difatti permesso di comprendere le potenzialità e i limiti del sistema ortofrutticolo a livello di singola regione, lo status quo, e le prospettive per le future OP. Per la regione Basilicata in particolare si è rilevato un elevato valore del produzione commercializzata attraverso le OP. Tale dato assieme all’elevata concentrazione dell’offerta nonché una buona autonomia strategica delle Organizzazioni, hanno consentito di affermare l’impatto positivo del regolamento CE nella Regione.

La valutazione dell’OCM ortofrutta: I rapporti regionali – Basilicata

DE MEO, EMILIO;PILONE, VITTORIA
2006

Abstract

Spostando l’asse degli interventi dai produttori alle loro Organizzazioni, il Regolamento CE n.2200/96 relativo alla riforma OCM per il settore ortofrutticolo ha riconosciuto alle OP un ruolo fondamentale. Ciò ha fatto emergere la necessità di avvalersi di un’attività di monitoraggio e valutazione delle attività svolte e delle azioni realizzate dalle OP nell’ambito dei programmi operativi. In particolare il presente lavoro si è proposto di valutare l’efficacia degli interventi in Italia attraverso un approccio basato non solo su dati quantitativi, desumibili dall’analisi economica, ma anche su aspetti qualitativi che potessero in qualche maniera completare le informazioni della valutazione quantitativa. A tal fine si è ritenuto che i rapporti regionali potessero costituire un valido strumento per una valutazione qualitativa che tenesse conto dell’eterogeneità delle diverse realtà produttive. I rapporti regionali, realizzati soprattutto attraverso interviste a testimoni privilegiati, hanno difatti permesso di comprendere le potenzialità e i limiti del sistema ortofrutticolo a livello di singola regione, lo status quo, e le prospettive per le future OP. Per la regione Basilicata in particolare si è rilevato un elevato valore del produzione commercializzata attraverso le OP. Tale dato assieme all’elevata concentrazione dell’offerta nonché una buona autonomia strategica delle Organizzazioni, hanno consentito di affermare l’impatto positivo del regolamento CE nella Regione.
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