L’idea che lega insieme i tre studi che compongono questo volume è quella di verificare la consistenza teorica di alcuni paradigmi, individuati come luoghi di riflessione significativi, di concetti e concezioni della ragione e della razionalità, situati nel quadro di riferimento epistemologico neopositivistico e postpositivistico, che possano essere rappresentativi del passaggio dal paradigma di una ragione ad una dimensione a quello di una ragione a più dimensioni. Ciò non può essere senza conseguenze per l’etica, in generale, e per il diritto, in particolare, se si tiene stretto il nodo tra razionalità scientifica e razionalità giuridica, fino al paradosso, in qualche caso, di stringerlo talmente da reciderlo definitivamente. I modelli epistemologici analizzati, quello verificazionista di Carnap e quello falsificazionista di Popper, sono assunti e discussi come espressione, ognuno nella propria specificità di approccio logico-metodologico, di alcuni dei principali punti di tensione di quell’arco lungo il quale si sviluppa il passaggio da un’epistemologia neopositivistica (alla quale si può coordinare la scienza del diritto) ad una epistemologia neorazionalistica (alla quale si può coordinare la conoscenza della vita del diritto e della prassi giuridica). Il paradigma popperiano offre poi la cornice teorica per l’analisi empirica dei processi cognitivi della scelta e della decisione, condotta da Simon su un modello, quello comportamentale, che può presentare implicazioni e suggerire sviluppi fecondi per una teoria della scelta razionale applicata al decision-making giudiziario.

Razionalità scientifica e razionalità giuridica

CAMPANALE, ANNA MARIA
2005

Abstract

L’idea che lega insieme i tre studi che compongono questo volume è quella di verificare la consistenza teorica di alcuni paradigmi, individuati come luoghi di riflessione significativi, di concetti e concezioni della ragione e della razionalità, situati nel quadro di riferimento epistemologico neopositivistico e postpositivistico, che possano essere rappresentativi del passaggio dal paradigma di una ragione ad una dimensione a quello di una ragione a più dimensioni. Ciò non può essere senza conseguenze per l’etica, in generale, e per il diritto, in particolare, se si tiene stretto il nodo tra razionalità scientifica e razionalità giuridica, fino al paradosso, in qualche caso, di stringerlo talmente da reciderlo definitivamente. I modelli epistemologici analizzati, quello verificazionista di Carnap e quello falsificazionista di Popper, sono assunti e discussi come espressione, ognuno nella propria specificità di approccio logico-metodologico, di alcuni dei principali punti di tensione di quell’arco lungo il quale si sviluppa il passaggio da un’epistemologia neopositivistica (alla quale si può coordinare la scienza del diritto) ad una epistemologia neorazionalistica (alla quale si può coordinare la conoscenza della vita del diritto e della prassi giuridica). Il paradigma popperiano offre poi la cornice teorica per l’analisi empirica dei processi cognitivi della scelta e della decisione, condotta da Simon su un modello, quello comportamentale, che può presentare implicazioni e suggerire sviluppi fecondi per una teoria della scelta razionale applicata al decision-making giudiziario.
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