Il volume analizza l’identità collettiva della città di Taranto, a cui si è dato il nome convenzionale di tarantinità, attraverso lo studio dei comportamenti dei suoi abitanti, ponendo il problema di come e quanto i suoi processi identificativi siano cambiati in conseguenza dei nuovi assetti organizzativi che si sono prodotti al suo interno. A tal fine si è data centralità alla forma assunta dall’identità collettiva tarantina nei due periodi corrispondenti ai rivolgimenti economici vissuti dalla città in seguito alla prima e alla seconda industrializzazione maturate negli ultimi cento anni. Il risultato a cui si perviene è che Taranto non sembra disporre di una fondata immagine di sé che si sia in qualche modo determinata. I tarantini sembrano afflitti da un eccesso di identità, il cui nodo nascosto va rintracciato nella famiglia, al di fuori di questa il soggetto si concede varie alternative; il suo comportamento si presenta seriale, ciò permette la modificazione della propria identità in ciascuna delle altre approntate dai singoli gruppi in cui si introduce, perché queste sono modificazioni temporanee che non intaccano il presupposto dei legami familiari a cui i soggetti vincolano l’identità personale. Ne risulta la mancanza di identificazione con il processo generale della tarantinità. L’unica eccezione è rappresentata dai Riti della Settimana Santa, la cui partecipazione esprime il senso di comunità dei cittadini.

Identità a confronto, Un'ipotesi antropologica su norme, valori e modelli di comportamento nell'indagine sulla tarantinità

RESTA, PATRIZIA
1990

Abstract

Il volume analizza l’identità collettiva della città di Taranto, a cui si è dato il nome convenzionale di tarantinità, attraverso lo studio dei comportamenti dei suoi abitanti, ponendo il problema di come e quanto i suoi processi identificativi siano cambiati in conseguenza dei nuovi assetti organizzativi che si sono prodotti al suo interno. A tal fine si è data centralità alla forma assunta dall’identità collettiva tarantina nei due periodi corrispondenti ai rivolgimenti economici vissuti dalla città in seguito alla prima e alla seconda industrializzazione maturate negli ultimi cento anni. Il risultato a cui si perviene è che Taranto non sembra disporre di una fondata immagine di sé che si sia in qualche modo determinata. I tarantini sembrano afflitti da un eccesso di identità, il cui nodo nascosto va rintracciato nella famiglia, al di fuori di questa il soggetto si concede varie alternative; il suo comportamento si presenta seriale, ciò permette la modificazione della propria identità in ciascuna delle altre approntate dai singoli gruppi in cui si introduce, perché queste sono modificazioni temporanee che non intaccano il presupposto dei legami familiari a cui i soggetti vincolano l’identità personale. Ne risulta la mancanza di identificazione con il processo generale della tarantinità. L’unica eccezione è rappresentata dai Riti della Settimana Santa, la cui partecipazione esprime il senso di comunità dei cittadini.
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