Il volume propone nel primo capitolo un’analisi ravvicinata del saggio di Samuel Beckett Dante…Bruno.Vico..Joyce. È il primo lavoro di Beckett e nasce da una circostanza fortuita, dall’incontro a Parigi del giovane dublinese col suo compatriota James Joyce, a quel tempo alle prese col la stesura della monumentale opera Finnegans Wake. Uscita a puntate sotto il provvisorio titolo di Work in Progress, l’ultima creazione joyciana, per il taglio fortemente sperimentale, non sembra destare particolari entusiasmi e consensi. Pertanto Joyce invoglia il suo fedele entourage di intellettuali e artisti a un’opera di difesa e chiarimento di essa. Nel 1929 l’idea si concretizza in una raccolta di saggi dal titolo Our Exagmination Round his Factification for Incamination of Work in Progress, ciascuno dei quali esplicativo di un particolare aspetto dell’opera. All’allora ventiduenne Beckett, tenendo conto delle competenze maturate, Joyce affida il compito di far rilevare all’interno del suo lavoro la presenza di una preziosa eredità filosofico-letteraria di derivazione tutta italiana, con preciso riferimento a tre indiscusse autorità: Dante, Giordano Bruno e Giambattista Vico. Il volume, oltre a proporre un percorso critico delle fonti di prima mano di cui si avvale Beckett, valuta la portata autonoma del saggio Dante…Bruno.Vico..Joyce al di là dai nessi col testo joyciano, come prova di un giovane artista alla ricerca di una propria fisionomia. L’attenzione è, quindi, rivolta al percorso di senso aggiuntivo che Beckett crea deliberatamente e tale si confermerà alla luce della lettura della prima prosa narrativa More Pricks than Kicks (1934) cui è dedicato il secondo capitolo del volume. Il lavoro si completa con un apparato antologico che comprende le fonti (Dante, Bruno, Vico), il saggio Dante…Bruno.Vico..Joyce e il racconto Love and Lethe tratto dalla raccolta More Pricks than Kicks.

Primo Beckett: da ‘Dante...Bruno.Vico..Joyce’ a ‘More Pricks Than Kicks’

INGRAVALLO, TIZIANA
2004

Abstract

Il volume propone nel primo capitolo un’analisi ravvicinata del saggio di Samuel Beckett Dante…Bruno.Vico..Joyce. È il primo lavoro di Beckett e nasce da una circostanza fortuita, dall’incontro a Parigi del giovane dublinese col suo compatriota James Joyce, a quel tempo alle prese col la stesura della monumentale opera Finnegans Wake. Uscita a puntate sotto il provvisorio titolo di Work in Progress, l’ultima creazione joyciana, per il taglio fortemente sperimentale, non sembra destare particolari entusiasmi e consensi. Pertanto Joyce invoglia il suo fedele entourage di intellettuali e artisti a un’opera di difesa e chiarimento di essa. Nel 1929 l’idea si concretizza in una raccolta di saggi dal titolo Our Exagmination Round his Factification for Incamination of Work in Progress, ciascuno dei quali esplicativo di un particolare aspetto dell’opera. All’allora ventiduenne Beckett, tenendo conto delle competenze maturate, Joyce affida il compito di far rilevare all’interno del suo lavoro la presenza di una preziosa eredità filosofico-letteraria di derivazione tutta italiana, con preciso riferimento a tre indiscusse autorità: Dante, Giordano Bruno e Giambattista Vico. Il volume, oltre a proporre un percorso critico delle fonti di prima mano di cui si avvale Beckett, valuta la portata autonoma del saggio Dante…Bruno.Vico..Joyce al di là dai nessi col testo joyciano, come prova di un giovane artista alla ricerca di una propria fisionomia. L’attenzione è, quindi, rivolta al percorso di senso aggiuntivo che Beckett crea deliberatamente e tale si confermerà alla luce della lettura della prima prosa narrativa More Pricks than Kicks (1934) cui è dedicato il secondo capitolo del volume. Il lavoro si completa con un apparato antologico che comprende le fonti (Dante, Bruno, Vico), il saggio Dante…Bruno.Vico..Joyce e il racconto Love and Lethe tratto dalla raccolta More Pricks than Kicks.
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