Il volume - il primo della collana sulla fortuna dell’antico “Tyche”, diretta da G. Cipriani e M. Marin - propone un percorso letterario che va da Seneca a Cherubini e che indaga su aspetti e momenti del Fortleben del mito di Medea, la cui fabula è tragedia di memoria, scatenata dalla persistente smemoratezza di Giasone rispetto ai bene facta della sua donna. Con il sussidio del vocabolario latino della rimembranza, si procede, in un andirivieni fra antico e moderno (da Ovidio a Seneca, a Cherubini, Hoffman, Zagarini, ai repertori musicali e teatrali, etc.) e nel confronto tra modelli, in incursioni nel laboratorio dell’autore antico alle prese con i vuoti e i ritorni di memoria dei protagonisti, fino alla vendetta ultima dell’eroina sull’onda dei suoi ricordi. Il viaggio storico e culturale, che permette nel 1797 ai personaggi di questa saga di esprimersi in un teatro e in un linguaggio musicale (si allude all’opéra comique Médée: libretto di Hoffman, musica di Cherubini), porta a maturazione i semi sparsi dai veteres auctores, semi che trovano altri codici e canali comunicativi, pur assicurando ugualmente toni drammatici e incisivi alla disperazione dell’eroina, stanca di essere umiliata e decisa a portare avanti il riscatto della sua identità. Il lavoro è completato da una traduzione performativa della Medea di Seneca.

La voce di Medea. Dal testo alla scena, da Seneca a Cherubini

CIPRIANI, GIOVANNI
2005

Abstract

Il volume - il primo della collana sulla fortuna dell’antico “Tyche”, diretta da G. Cipriani e M. Marin - propone un percorso letterario che va da Seneca a Cherubini e che indaga su aspetti e momenti del Fortleben del mito di Medea, la cui fabula è tragedia di memoria, scatenata dalla persistente smemoratezza di Giasone rispetto ai bene facta della sua donna. Con il sussidio del vocabolario latino della rimembranza, si procede, in un andirivieni fra antico e moderno (da Ovidio a Seneca, a Cherubini, Hoffman, Zagarini, ai repertori musicali e teatrali, etc.) e nel confronto tra modelli, in incursioni nel laboratorio dell’autore antico alle prese con i vuoti e i ritorni di memoria dei protagonisti, fino alla vendetta ultima dell’eroina sull’onda dei suoi ricordi. Il viaggio storico e culturale, che permette nel 1797 ai personaggi di questa saga di esprimersi in un teatro e in un linguaggio musicale (si allude all’opéra comique Médée: libretto di Hoffman, musica di Cherubini), porta a maturazione i semi sparsi dai veteres auctores, semi che trovano altri codici e canali comunicativi, pur assicurando ugualmente toni drammatici e incisivi alla disperazione dell’eroina, stanca di essere umiliata e decisa a portare avanti il riscatto della sua identità. Il lavoro è completato da una traduzione performativa della Medea di Seneca.
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