Nel ripercorrere più di vent’anni di storia della rappresentanza e della rappresentatività sindacale, questo volume rilancia l’istituto della concertazione con particolare riguardo ai concetti di sviluppo e di competitività nel più ampio contesto della sostenibilità dei sistemi economici e della democrazia d’impresa. Obiettivo di questo saggio monografico è spiegare a quali risultati si è giunti attraverso un metodo che tramite il confronto ha determinato il passaggio del rivendicazionismo in dialogo sociale, contribuendo a conferire ai concetti di rappresentatività e rappresentanza degli interessi collettivi significati nuovi e sicuramente più complessi. Poiché, in oltre venti anni, la concertazione ha rappresentato la linea di indirizzo della politica economica italiana, innovando il concetto di relazioni industriali sia dal punto di vista tecnico che strategico, in questo lavoro si cerca di affermare che le relazioni sindacali non possono più essere un’alleanza tra volenterosi, ma devono assurgere a strumento di programmazione per la politica dei redditi, per la riforma del sistema contrattuale, per l’espansione della domanda interna, per una politica economica che favorisca gli investimenti infrastrutturali, la ricerca e l’innovazione. Infine, seguendo l’evoluzione del suo itinerario storico, la concertazione diventa una chiave per interpretare la flessibilità quale valore economico e sociale, ovvero contro la tendenza a ritenere la precarietà un prezzo da pagare, da associare, addirittura, ad una rinuncia sul piano dell’etica del lavoro e delle professioni.

Breve storia della concertazione in Italia

FANIZZA, FIAMMETTA
2006

Abstract

Nel ripercorrere più di vent’anni di storia della rappresentanza e della rappresentatività sindacale, questo volume rilancia l’istituto della concertazione con particolare riguardo ai concetti di sviluppo e di competitività nel più ampio contesto della sostenibilità dei sistemi economici e della democrazia d’impresa. Obiettivo di questo saggio monografico è spiegare a quali risultati si è giunti attraverso un metodo che tramite il confronto ha determinato il passaggio del rivendicazionismo in dialogo sociale, contribuendo a conferire ai concetti di rappresentatività e rappresentanza degli interessi collettivi significati nuovi e sicuramente più complessi. Poiché, in oltre venti anni, la concertazione ha rappresentato la linea di indirizzo della politica economica italiana, innovando il concetto di relazioni industriali sia dal punto di vista tecnico che strategico, in questo lavoro si cerca di affermare che le relazioni sindacali non possono più essere un’alleanza tra volenterosi, ma devono assurgere a strumento di programmazione per la politica dei redditi, per la riforma del sistema contrattuale, per l’espansione della domanda interna, per una politica economica che favorisca gli investimenti infrastrutturali, la ricerca e l’innovazione. Infine, seguendo l’evoluzione del suo itinerario storico, la concertazione diventa una chiave per interpretare la flessibilità quale valore economico e sociale, ovvero contro la tendenza a ritenere la precarietà un prezzo da pagare, da associare, addirittura, ad una rinuncia sul piano dell’etica del lavoro e delle professioni.
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