Il saggio è l’esito di un’attività di ricerca commissionata sulla base di una convenzione stipulata tra il Dipartimento DISCUM dell’Università di Foggia e il Comune di Manfredonia (Italia). L’indagine etnografica, condotta in equipe, si è concentrata sull’analisi delle pratiche di appartenenza al contesto urbano e si è protratta per un triennio, utilizzando il metodo dell’osservazione partecipante per indagare sul campo i diversi ambiti di cui si compone il tessuto sociale locale. Il contributo sottoposto a valutazione discute le strategie di riconoscimento e percezione dello spazio sociale adottando come punto prospettico lo sguardo sulla città agito dalle giovani generazioni, dai migranti e dal resto dei cittadini della città, in particolar modo i professionisti, i dipendenti pubblici e i piccoli commercianti, al fine di comprendere i modi della rappresentazione e della costruzione dell’appartenenza da questi posti in essere. A partire dai cardini fondanti l’antropologia urbana e del paesaggio, i cui approcci teorici e metodologici sono stati affrontati nel contributo introduttivo e conclusivo del volume collettaneo, cofirmati dall’autrice di questo articolo, il saggio analizza le pratiche dell’appartenenza mediate anche dalla metafora esperenziale del paesaggio. Senso di appartenenza che si interpreta come prodotto del dialogo tra spazio sociale e spazio reale. Scelta che ha indotto ad affiancare alle consuete metodologie di ricerca etnografica l’utilizzo di mappe percettive e partecipate, raccolte in appendice del volume collettaneo e realizzate sempre dall’autrice di questo articolo, in cui gli agenti sociali hanno tracciato e narrato, attraverso segni grafici, la loro città. Le mappe sono state interpretate come catalizzatori sociali in grado di rendere esplicito l’immaginario urbano veicolato dall’idea di paesaggio di vita inteso come bene immateriale fondante il senso di appartenenza, rimandando un’immagine caleidoscopica delle reti di relazioni che fondano il sentirsi parte di un gruppo e poi parte della più ampia comunità cittadina, tra dinamiche di hysteresis (Bourdieu), incapsulamento ed integrazione (Hannerz). L’analisi delle mappe ha consentito di far emergere le dinamiche di fissione/fusione attive all’interno del contesto urbano, i caratteri dell’integrazione dei migranti, i movimenti oppositivi e competitivi intra ed intergenerazionali. Il rapporto simbolico con il paesaggio, inteso come generante e generato dalla pratica sociale è stato interpretato sia alla luce dei concetti di campo ed habitus di Bourdieu che come frutto di una interrelazione tra agenti sociali che si muovono all’interno di una struttura sociale ad ambiti multipli (Hannerz). Lo spazio sociale viene quindi analizzato come arena di campi disomogenei che si intersecano fra loro orientati da quelle che si rilevano essere le categorie utili a spiegare la dinamica relazionale urbana: diffidenza, invidia, osmosi, opposizione, ostentazione. L’obiettivo è di illustrare le pratiche dell’appartenenza attive nel contesto cittadino, esplorando la dialettica inclusione/esclusione propria del processo di bordering che fonda il Luogo Manfredonia, inteso nella sua accezione di sistema semiotico capace di mutare la città in una unità complessa.

Andar per terra

SCIONTI, FRANCESCA
2009

Abstract

Il saggio è l’esito di un’attività di ricerca commissionata sulla base di una convenzione stipulata tra il Dipartimento DISCUM dell’Università di Foggia e il Comune di Manfredonia (Italia). L’indagine etnografica, condotta in equipe, si è concentrata sull’analisi delle pratiche di appartenenza al contesto urbano e si è protratta per un triennio, utilizzando il metodo dell’osservazione partecipante per indagare sul campo i diversi ambiti di cui si compone il tessuto sociale locale. Il contributo sottoposto a valutazione discute le strategie di riconoscimento e percezione dello spazio sociale adottando come punto prospettico lo sguardo sulla città agito dalle giovani generazioni, dai migranti e dal resto dei cittadini della città, in particolar modo i professionisti, i dipendenti pubblici e i piccoli commercianti, al fine di comprendere i modi della rappresentazione e della costruzione dell’appartenenza da questi posti in essere. A partire dai cardini fondanti l’antropologia urbana e del paesaggio, i cui approcci teorici e metodologici sono stati affrontati nel contributo introduttivo e conclusivo del volume collettaneo, cofirmati dall’autrice di questo articolo, il saggio analizza le pratiche dell’appartenenza mediate anche dalla metafora esperenziale del paesaggio. Senso di appartenenza che si interpreta come prodotto del dialogo tra spazio sociale e spazio reale. Scelta che ha indotto ad affiancare alle consuete metodologie di ricerca etnografica l’utilizzo di mappe percettive e partecipate, raccolte in appendice del volume collettaneo e realizzate sempre dall’autrice di questo articolo, in cui gli agenti sociali hanno tracciato e narrato, attraverso segni grafici, la loro città. Le mappe sono state interpretate come catalizzatori sociali in grado di rendere esplicito l’immaginario urbano veicolato dall’idea di paesaggio di vita inteso come bene immateriale fondante il senso di appartenenza, rimandando un’immagine caleidoscopica delle reti di relazioni che fondano il sentirsi parte di un gruppo e poi parte della più ampia comunità cittadina, tra dinamiche di hysteresis (Bourdieu), incapsulamento ed integrazione (Hannerz). L’analisi delle mappe ha consentito di far emergere le dinamiche di fissione/fusione attive all’interno del contesto urbano, i caratteri dell’integrazione dei migranti, i movimenti oppositivi e competitivi intra ed intergenerazionali. Il rapporto simbolico con il paesaggio, inteso come generante e generato dalla pratica sociale è stato interpretato sia alla luce dei concetti di campo ed habitus di Bourdieu che come frutto di una interrelazione tra agenti sociali che si muovono all’interno di una struttura sociale ad ambiti multipli (Hannerz). Lo spazio sociale viene quindi analizzato come arena di campi disomogenei che si intersecano fra loro orientati da quelle che si rilevano essere le categorie utili a spiegare la dinamica relazionale urbana: diffidenza, invidia, osmosi, opposizione, ostentazione. L’obiettivo è di illustrare le pratiche dell’appartenenza attive nel contesto cittadino, esplorando la dialettica inclusione/esclusione propria del processo di bordering che fonda il Luogo Manfredonia, inteso nella sua accezione di sistema semiotico capace di mutare la città in una unità complessa.
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