Il presente lavoro, articolato in tre sezioni, è il frutto di un’indagine sulla viabilità della Daunia in epoca tardoantica e medievale, con attenzione particolare alla direttrice verso il santuario micaelico. Nella prima, sulla base delle attestazioni archeologiche e della letteratura odeporica, viene rilevato come, nel lungo periodo storico indagato, la viabilità della Daunia perpetua, in gran parte, gli antichi tracciati viari imperiali (via Appia-Traiana e via Litoranea), che assumono le nuove denominazioni di via Francigena o via Francisca. L’elemento di maggiore “novità” è costituito dalla fondazione del santuario micaelico sul Gargano che, a partire dall’alto medioevo, diventa polo di attrazione per pellegrini di ogni provenienza. Nella seconda parte vengono raccolti e illustrati, mediante cartine geografiche, gli itinerari narrati da quei viaggiatori che hanno attraversato il territorio dauno e che ricevono sicura conferma nelle fonti epigrafiche ed archeologiche. La terza sezione è costituita dalla presentazione di “Scannamugliera”, la scala santa, una delle vie di accesso al santuario garganico meglio documentata. Lungo il suo percorso sorgono gli insediamenti rupestri di Jazzo Ognissanti e di Santa Lucia che racchiudono attestazioni epigrafiche e iconografiche a partire dal sec. XII.

I CAMMINI DELL'ANGELO NELLA DAUNIA TARDOANTICA E MEDIEVALE

INFANTE, LORENZO
2009

Abstract

Il presente lavoro, articolato in tre sezioni, è il frutto di un’indagine sulla viabilità della Daunia in epoca tardoantica e medievale, con attenzione particolare alla direttrice verso il santuario micaelico. Nella prima, sulla base delle attestazioni archeologiche e della letteratura odeporica, viene rilevato come, nel lungo periodo storico indagato, la viabilità della Daunia perpetua, in gran parte, gli antichi tracciati viari imperiali (via Appia-Traiana e via Litoranea), che assumono le nuove denominazioni di via Francigena o via Francisca. L’elemento di maggiore “novità” è costituito dalla fondazione del santuario micaelico sul Gargano che, a partire dall’alto medioevo, diventa polo di attrazione per pellegrini di ogni provenienza. Nella seconda parte vengono raccolti e illustrati, mediante cartine geografiche, gli itinerari narrati da quei viaggiatori che hanno attraversato il territorio dauno e che ricevono sicura conferma nelle fonti epigrafiche ed archeologiche. La terza sezione è costituita dalla presentazione di “Scannamugliera”, la scala santa, una delle vie di accesso al santuario garganico meglio documentata. Lungo il suo percorso sorgono gli insediamenti rupestri di Jazzo Ognissanti e di Santa Lucia che racchiudono attestazioni epigrafiche e iconografiche a partire dal sec. XII.
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