La storia dell’infanzia abbandonata si configura come ricerca di tracce - appena visibili - di esistenze contrassegnate da una duplice minorità: quella tipica dell’infanzia e quella ancora più tipica della marginalità sociale. Lo studio che dell’abbandono infantile viene fatto nel volume, che concentra l’attenzione sulle caratteristiche che il fenomeno assunse nell’Ottocento, ripercorre gli sviluppi più recenti della storia della maternità e degli studi sulle donne e approfondisce la complessità del sapere delle madri, che non viene considerato semplicemente un atteggiamento istintivo, e quindi naturalmente buono, ma volutamente analizzato quale realmente è: un comportamento sociale tutt’altro che riducibile alla sola componente affettiva perché fortemente influenzato da consuetudini popolari sedimentate nel tempo e pesantemente radicate nella mentalità collettiva. Il rifiuto della maternità viene rivisitato proprio alla luce di questa nuova consapevolezza, che respinge l’idea che la storia dell’infanzia abbandonata sia legata esclusivamente alla storia di maternità incompetenti e che legge invece nel fenomeno dell’abbandono la storia di scelte disperate, e allo stesso tempo coraggiose, di madri innamorate dei propri figli al punto da rinunciarvi in cambio del loro diritto alla vita. Ovvero in cambio della speranza di saperli sopravvissuti alla morte. La monografia è inserita nella collana "Letture del Laboratorio Montessori di Teoria e Storia dell'Educazione"

Abbandoni e solitudini. Storie di infanzie e di maternità negate

DE SERIO, BARBARA
2009

Abstract

La storia dell’infanzia abbandonata si configura come ricerca di tracce - appena visibili - di esistenze contrassegnate da una duplice minorità: quella tipica dell’infanzia e quella ancora più tipica della marginalità sociale. Lo studio che dell’abbandono infantile viene fatto nel volume, che concentra l’attenzione sulle caratteristiche che il fenomeno assunse nell’Ottocento, ripercorre gli sviluppi più recenti della storia della maternità e degli studi sulle donne e approfondisce la complessità del sapere delle madri, che non viene considerato semplicemente un atteggiamento istintivo, e quindi naturalmente buono, ma volutamente analizzato quale realmente è: un comportamento sociale tutt’altro che riducibile alla sola componente affettiva perché fortemente influenzato da consuetudini popolari sedimentate nel tempo e pesantemente radicate nella mentalità collettiva. Il rifiuto della maternità viene rivisitato proprio alla luce di questa nuova consapevolezza, che respinge l’idea che la storia dell’infanzia abbandonata sia legata esclusivamente alla storia di maternità incompetenti e che legge invece nel fenomeno dell’abbandono la storia di scelte disperate, e allo stesso tempo coraggiose, di madri innamorate dei propri figli al punto da rinunciarvi in cambio del loro diritto alla vita. Ovvero in cambio della speranza di saperli sopravvissuti alla morte. La monografia è inserita nella collana "Letture del Laboratorio Montessori di Teoria e Storia dell'Educazione"
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