L’opera affronta il tema della violazione dell’obbligo di offerta pubblica di acquisto, alla luce della disciplina contenuta nel d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e dei principi generali della responsabilità civile. Muovendo dalla constatazione della difficoltà di individuare un’unica ratio sottesa all’obbligo di offerta pubblica di acquisto, l’analisi tenta di ricostruire, alla luce della disciplina positiva, la situazione degli investitori potenzialmente destinatari dell’offerta nonché del soggetto obbligato, al fine di analizzare le conseguenze civilistiche della violazione dell’obbligo di offerta pubblica di acquisto. In questa prospettiva, l’indagine è orientata verso il problema dei rimedi astrattamente esperibili dai singoli investitori con particolare attenzione al problema della loro “coesistenza” e compatibilità con l’apparato sanzionatorio previsto dall’ordinamento di settore. L’approccio seguito mira a far emergere la dimensione “di mercato”, anziché (soltanto) endosocietaria, della disciplina dell’opa obbligatoria, anche alla luce della attuazione della Direttiva opa, ad opera del d.lgs. n. 229/07. In tale contesto, si prende in considerazione la possibile responsabilità concorrente della Consob, per omessa o negligente vigilanza.

La violazione dell'obbligo di offerta pubblica di acquisto. Rimedi e tutele

TUCCI, ANDREA
2008

Abstract

L’opera affronta il tema della violazione dell’obbligo di offerta pubblica di acquisto, alla luce della disciplina contenuta nel d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e dei principi generali della responsabilità civile. Muovendo dalla constatazione della difficoltà di individuare un’unica ratio sottesa all’obbligo di offerta pubblica di acquisto, l’analisi tenta di ricostruire, alla luce della disciplina positiva, la situazione degli investitori potenzialmente destinatari dell’offerta nonché del soggetto obbligato, al fine di analizzare le conseguenze civilistiche della violazione dell’obbligo di offerta pubblica di acquisto. In questa prospettiva, l’indagine è orientata verso il problema dei rimedi astrattamente esperibili dai singoli investitori con particolare attenzione al problema della loro “coesistenza” e compatibilità con l’apparato sanzionatorio previsto dall’ordinamento di settore. L’approccio seguito mira a far emergere la dimensione “di mercato”, anziché (soltanto) endosocietaria, della disciplina dell’opa obbligatoria, anche alla luce della attuazione della Direttiva opa, ad opera del d.lgs. n. 229/07. In tale contesto, si prende in considerazione la possibile responsabilità concorrente della Consob, per omessa o negligente vigilanza.
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