Ascoli Satriano si inserisce nel quadro del popolamento dell’area dauna, l’ampia regione che nell’antichità occupava il settore settentrionale della Puglia, fra il subappenino, il Tavoliere e l’area melfese. L’area, tra la prima età del Ferro e il IV sec. a.C., presenta connotati culturali ben definiti, legati al gruppo etnico che la occupa, e costituisce un’entità ben distinta, con caratteristiche, che pur ricollegandosi a quelle della cultura Iapigia, se ne discostano in parte e della quale ormai ben conosciamo le caratteristiche artistiche e insediative. Nel cuore della Daunia su un’altura posta sulle sponde del fiume Carapelle, estrema propaggine occidentale dell’altopiano che costituisce una delle prime colline dei rilievi appenninici sorge la cittadina di Ascoli Satriano. L’abitato antico occupava invece l’intero sistema collinare, fino a quota 425 s.l.m., che domina la valle del fiume, costituito dalle alture del Serpente, di San Rocco, di Cimitero Vecchio, di Mezzana la Terra e di Pezza Tesoro e con buona probabilità si estendeva anche lungo le immediate pendici sottostanti verso la statale 18. Su di esso dovevano estendersi sia l’insediamento daunio e di conseguenza la modesta città romana, anche se è difficile tracciare i limiti di entrambe sulla base dei dati archeologici finora noti. In tale posizione il sito controllava una vasta area, all’incrocio di importanti vie di comunicazione, non solo tra i vari centri dauni ma anche verso l’interno e l’entroterra. L’insediamento era infatti articolato su un' ampia area , di circa 80 ettari, con nuclei sparsi, costituiti dall’alternarsi di strutture abitative ed aree di sepolture non discosti l'uno dall'altro; ampi spazi liberi erano lasciati anche per attività di agricoltura e allevamento,. il sistema collinare era in posizione facilmente difendibile senza necessità di fortificazioni artificiali, secondo un sistema che risulta ormai ben delineato per gli abitati coevi dell’area dauna.

Appunti Sulla Topografia di Ausculum e sul sistema insediativi della Daunia

MARCHI, MARIA LUISA
2009

Abstract

Ascoli Satriano si inserisce nel quadro del popolamento dell’area dauna, l’ampia regione che nell’antichità occupava il settore settentrionale della Puglia, fra il subappenino, il Tavoliere e l’area melfese. L’area, tra la prima età del Ferro e il IV sec. a.C., presenta connotati culturali ben definiti, legati al gruppo etnico che la occupa, e costituisce un’entità ben distinta, con caratteristiche, che pur ricollegandosi a quelle della cultura Iapigia, se ne discostano in parte e della quale ormai ben conosciamo le caratteristiche artistiche e insediative. Nel cuore della Daunia su un’altura posta sulle sponde del fiume Carapelle, estrema propaggine occidentale dell’altopiano che costituisce una delle prime colline dei rilievi appenninici sorge la cittadina di Ascoli Satriano. L’abitato antico occupava invece l’intero sistema collinare, fino a quota 425 s.l.m., che domina la valle del fiume, costituito dalle alture del Serpente, di San Rocco, di Cimitero Vecchio, di Mezzana la Terra e di Pezza Tesoro e con buona probabilità si estendeva anche lungo le immediate pendici sottostanti verso la statale 18. Su di esso dovevano estendersi sia l’insediamento daunio e di conseguenza la modesta città romana, anche se è difficile tracciare i limiti di entrambe sulla base dei dati archeologici finora noti. In tale posizione il sito controllava una vasta area, all’incrocio di importanti vie di comunicazione, non solo tra i vari centri dauni ma anche verso l’interno e l’entroterra. L’insediamento era infatti articolato su un' ampia area , di circa 80 ettari, con nuclei sparsi, costituiti dall’alternarsi di strutture abitative ed aree di sepolture non discosti l'uno dall'altro; ampi spazi liberi erano lasciati anche per attività di agricoltura e allevamento,. il sistema collinare era in posizione facilmente difendibile senza necessità di fortificazioni artificiali, secondo un sistema che risulta ormai ben delineato per gli abitati coevi dell’area dauna.
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