In recent decades, the interest of philologists and epigraphists in verse inscriptions has led to the emergence of several digitisation projects dedicated to these particular epigraphic documents (Cleo, Mappola, Musisque deoque, Greek Metrical Inscriptions, MetrICa, to name but a few). What these initiatives have in common is the decision to transcribe the epigraphic text using the XML encoding proposed by the international collaborative project EpiDoc. As often happens when moving from a printed edition to a digital rendering of ancient documents, it becomes necessary to rethink the classification criteria that are usually employed. For metrical inscriptions, this need is accompanied by the demand to extend and improve the textual encoding provided by EpiDoc, so as to make the most of the research possibilities offered by a digital database. Indeed, querying digitised data depends on careful planning in both their classification and encoding: only what has been foreseen at the design stage, and what has been marked with specific tags during the encoding phase because it is indicative of a particular phenomenon (metrical, linguistic, etc.), can be searched for. All of the aforementioned projects have had to consider the phenomena present in metrical inscriptions, then decide which to highlight and how to indicate them. This contribution will illustrate the choices made so far and the research possibilities currently available, before going on to analyse the solutions used to indicate the rhythm or metre identifiable in epigraphic compositions (classification of the composition or its parts according to ‘canonical’ metrical forms, or the simple notation of the sequence of syllabic quantities). In the final part of the article, some outcomes of the collaboration between the projects dedicated to verse epigraphy will be presented.

Negli ultimi decenni l’interesse di filologi ed epigrafisti per le iscrizioni in versi ha portato alla nascita di diversi progetti di digitalizzazione di questi particolari documenti epigrafici (Cleo, Mappola, Musisque deoque, Greek Metrical Inscriptions, MetrICa per citarne alcuni). Comune a queste iniziative è la decisione di trascrivere il testo epigrafico utilizzando la codifica XML proposta dal progetto collaborativo internazionale EpiDoc. Come spesso accade, nel momento in cui si passa da un’edizione cartacea a una resa digitale dei documenti antichi si rende necessario ripensare i criteri di classificazione solitamente utilizzati. A questa urgenza, si affianca per le iscrizioni metriche, anche quella di estendere e migliorare la codifica del testo prevista da EpiDoc, in maniera da poter sfruttare al meglio le possibilità di ricerca che una banca dati digitale consente. L’interrogazione dei dati digitalizzati è infatti subordinata a un’attenta pianificazione nella classificazione e codifica degli stessi: può essere ricercato solo quanto, in fase di progettazione, è stato previsto e solo quanto, in fase di codifica, è stato deciso di segnare con appositi tag perché indicativo di un preciso fenomeno (metrico, linguistico, ecc.). Tutti i progetti ricordati hanno dovuto riflettere sui fenomeni presenti nelle iscrizioni metriche, per poi decidere quali segnalare e come indicarli. Nel contributo si illustreranno le scelte adottate finora e le possibilità di ricerca oggi disponibili, per poi passare ad analizzare le soluzioni utilizzate per indicare il ritmo o metro riconoscibile nei componimenti epigrafici (classificazione del componimento o di parti di esso secondo le forme metriche ‘canoniche’ o la semplice segnalazione della sequenza delle quantità sillabiche). Nell’ultima parte dell’articolo si presenteranno infine alcuni esiti della collaborazione tra i progetti dedicati all’epigrafia in versi.

Iscrizioni metriche e codifica digitale

Silvia Evangelisti
2026-01-01

Abstract

In recent decades, the interest of philologists and epigraphists in verse inscriptions has led to the emergence of several digitisation projects dedicated to these particular epigraphic documents (Cleo, Mappola, Musisque deoque, Greek Metrical Inscriptions, MetrICa, to name but a few). What these initiatives have in common is the decision to transcribe the epigraphic text using the XML encoding proposed by the international collaborative project EpiDoc. As often happens when moving from a printed edition to a digital rendering of ancient documents, it becomes necessary to rethink the classification criteria that are usually employed. For metrical inscriptions, this need is accompanied by the demand to extend and improve the textual encoding provided by EpiDoc, so as to make the most of the research possibilities offered by a digital database. Indeed, querying digitised data depends on careful planning in both their classification and encoding: only what has been foreseen at the design stage, and what has been marked with specific tags during the encoding phase because it is indicative of a particular phenomenon (metrical, linguistic, etc.), can be searched for. All of the aforementioned projects have had to consider the phenomena present in metrical inscriptions, then decide which to highlight and how to indicate them. This contribution will illustrate the choices made so far and the research possibilities currently available, before going on to analyse the solutions used to indicate the rhythm or metre identifiable in epigraphic compositions (classification of the composition or its parts according to ‘canonical’ metrical forms, or the simple notation of the sequence of syllabic quantities). In the final part of the article, some outcomes of the collaboration between the projects dedicated to verse epigraphy will be presented.
2026
978-3-11-226778-3
Negli ultimi decenni l’interesse di filologi ed epigrafisti per le iscrizioni in versi ha portato alla nascita di diversi progetti di digitalizzazione di questi particolari documenti epigrafici (Cleo, Mappola, Musisque deoque, Greek Metrical Inscriptions, MetrICa per citarne alcuni). Comune a queste iniziative è la decisione di trascrivere il testo epigrafico utilizzando la codifica XML proposta dal progetto collaborativo internazionale EpiDoc. Come spesso accade, nel momento in cui si passa da un’edizione cartacea a una resa digitale dei documenti antichi si rende necessario ripensare i criteri di classificazione solitamente utilizzati. A questa urgenza, si affianca per le iscrizioni metriche, anche quella di estendere e migliorare la codifica del testo prevista da EpiDoc, in maniera da poter sfruttare al meglio le possibilità di ricerca che una banca dati digitale consente. L’interrogazione dei dati digitalizzati è infatti subordinata a un’attenta pianificazione nella classificazione e codifica degli stessi: può essere ricercato solo quanto, in fase di progettazione, è stato previsto e solo quanto, in fase di codifica, è stato deciso di segnare con appositi tag perché indicativo di un preciso fenomeno (metrico, linguistico, ecc.). Tutti i progetti ricordati hanno dovuto riflettere sui fenomeni presenti nelle iscrizioni metriche, per poi decidere quali segnalare e come indicarli. Nel contributo si illustreranno le scelte adottate finora e le possibilità di ricerca oggi disponibili, per poi passare ad analizzare le soluzioni utilizzate per indicare il ritmo o metro riconoscibile nei componimenti epigrafici (classificazione del componimento o di parti di esso secondo le forme metriche ‘canoniche’ o la semplice segnalazione della sequenza delle quantità sillabiche). Nell’ultima parte dell’articolo si presenteranno infine alcuni esiti della collaborazione tra i progetti dedicati all’epigrafia in versi.
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