Questo contributo analizza come, nel radiodramma Gare maritime (1976) di Ilse Aichinger, la poetica della riduzione si manifesti attraverso scelte linguistiche e rappresentazioni del corpo dei personaggi, assumendo una valenza critica nei confronti delle norme sociali. La riduzione, cifra stilistica centrale nell’opera di Aichinger, si intreccia a una riflessione etica sul ruolo della voce e della corporeità nel secondo dopoguerra. Nonostante la loro marginalità, voce e corpo restano infatti segni di una presenza resistente, capaci di testimoniare un’esistenza che si sottrae all’oblio e al silenzio.
Körperlichkeit, Atem und Stimmen in Ilse Aichingers Hörspiel Gare maritime
Matteo Iacovella
2025-01-01
Abstract
Questo contributo analizza come, nel radiodramma Gare maritime (1976) di Ilse Aichinger, la poetica della riduzione si manifesti attraverso scelte linguistiche e rappresentazioni del corpo dei personaggi, assumendo una valenza critica nei confronti delle norme sociali. La riduzione, cifra stilistica centrale nell’opera di Aichinger, si intreccia a una riflessione etica sul ruolo della voce e della corporeità nel secondo dopoguerra. Nonostante la loro marginalità, voce e corpo restano infatti segni di una presenza resistente, capaci di testimoniare un’esistenza che si sottrae all’oblio e al silenzio.File in questo prodotto:
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