L'autrice esamina l’episodio narrato da Tito Livio (III, 44–48), relativo all’uccisione di Virginia da parte del padre: un vero e proprio femminicidio compiuto con l’intento di sottrarre la giovane alle prepotenti attenzioni del decemviro Appio Claudio. Nel racconto liviano, se da un lato viene condannato il tentativo di stuprum ai danni della ragazza, dall’altro è giustificato l’omicidio paterno come atto volto a salvaguardarne la pudicitia. In questo modo Virginia diventa simbolo della violenza multiforme esercitata dagli uomini sul corpo femminile: una violenza che non si manifesta soltanto come libido incontrollata o desiderio di possesso, ma anche quando assume le sembianze di una tutela morale, imponendo un ideale di integrità che, tragicamente, continua a riproporsi ancora oggi.
A. Tedeschi, Le ragioni della violenza fra pudicitia e libido: il caso di Virginia (Liv. III, 44-48)
Antonella Tedeschi
2026-01-01
Abstract
L'autrice esamina l’episodio narrato da Tito Livio (III, 44–48), relativo all’uccisione di Virginia da parte del padre: un vero e proprio femminicidio compiuto con l’intento di sottrarre la giovane alle prepotenti attenzioni del decemviro Appio Claudio. Nel racconto liviano, se da un lato viene condannato il tentativo di stuprum ai danni della ragazza, dall’altro è giustificato l’omicidio paterno come atto volto a salvaguardarne la pudicitia. In questo modo Virginia diventa simbolo della violenza multiforme esercitata dagli uomini sul corpo femminile: una violenza che non si manifesta soltanto come libido incontrollata o desiderio di possesso, ma anche quando assume le sembianze di una tutela morale, imponendo un ideale di integrità che, tragicamente, continua a riproporsi ancora oggi.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


