Pedro Ribadeneira (Toledo, 1526-1611), il più anziano membro dell’ordine gesuita, nonché l’ultimo discepolo diretto di Ignazio di Loyola, di cui scrisse la prima biografia (1572), è uno dei gesuiti più noti e prestigiosi nella Compagnia. Sotto il generalato degli Acquaviva fu autore di opere di diversi generi, che spaziano dall’agiografia, alla biografia e alla storiografia, edite ed inedite, ma senza dubbio rilevanti per la definizione dell’identità gesuitica delle origini. Gli ultimi anni della sua vita furono da lui dedicati alla stesura di importanti opere, rimaste peraltro manoscritte, che hanno la finalità di rafforzare la Compagnia, da lungo tempo scossa e messa a dura prova da diversi attacchi e accuse. Il Tratado de las persecutiones de la Compañía de Jesús, denominato anche Glorias y triunfos de la Compañía de Jesús en sus persecuciones si deve alla collaborazione e al forte sostegno del generale Claudio Acquaviva. L’opera, rimasta inedita sino ad oggi, è complessa e lunga: in ben 59 capitoli che seguono alle pagine introduttive, copre la storia delle persecuzioni subite dalla Compagnia dalle origini al 1603, organizzata in linea di massima cronologicamente, dalla persecuzione di Parma nel 1540 (cap. 1) fino all’imprigionamento dei gesuiti di Alcalà ad opera di Clemente VIII tra il 1602 e il 1603 (cap. 59). L’intento dell’autore non è ‘semplicemente’ quello di dimostrare l’innocenza della Compagnia, bensì quello di dimostrare che essa usciva trionfante da tutte le vicende, dai numerosi conflitti e attacchi che subiva da potentissimi nemici e persecutori grazie all’aiuto di Dio.
Pedro de Ribadeneira. Tratado de las persecuciones de la Compañía de Jesús
C. C. Berardi
2026-01-01
Abstract
Pedro Ribadeneira (Toledo, 1526-1611), il più anziano membro dell’ordine gesuita, nonché l’ultimo discepolo diretto di Ignazio di Loyola, di cui scrisse la prima biografia (1572), è uno dei gesuiti più noti e prestigiosi nella Compagnia. Sotto il generalato degli Acquaviva fu autore di opere di diversi generi, che spaziano dall’agiografia, alla biografia e alla storiografia, edite ed inedite, ma senza dubbio rilevanti per la definizione dell’identità gesuitica delle origini. Gli ultimi anni della sua vita furono da lui dedicati alla stesura di importanti opere, rimaste peraltro manoscritte, che hanno la finalità di rafforzare la Compagnia, da lungo tempo scossa e messa a dura prova da diversi attacchi e accuse. Il Tratado de las persecutiones de la Compañía de Jesús, denominato anche Glorias y triunfos de la Compañía de Jesús en sus persecuciones si deve alla collaborazione e al forte sostegno del generale Claudio Acquaviva. L’opera, rimasta inedita sino ad oggi, è complessa e lunga: in ben 59 capitoli che seguono alle pagine introduttive, copre la storia delle persecuzioni subite dalla Compagnia dalle origini al 1603, organizzata in linea di massima cronologicamente, dalla persecuzione di Parma nel 1540 (cap. 1) fino all’imprigionamento dei gesuiti di Alcalà ad opera di Clemente VIII tra il 1602 e il 1603 (cap. 59). L’intento dell’autore non è ‘semplicemente’ quello di dimostrare l’innocenza della Compagnia, bensì quello di dimostrare che essa usciva trionfante da tutte le vicende, dai numerosi conflitti e attacchi che subiva da potentissimi nemici e persecutori grazie all’aiuto di Dio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


