La cattedrale di Barletta, per la quantità delle decorazioni scultoree conservatasi, si pone come uno degli edifici più significativi del romanico pugliese. La marginalità a cui è stata relegata nell’ambito degli studi rispetto ad altri edifici della regione, deriva probabilmente dalle sue ridotte dimensioni, come anche dalla difficoltà di ricondurre a un determinato modello o a una precisa cultura artistica i suoi caratteri distintivi. Considerato sempre come più tardo riflesso di esperienze maturate altrove, come ad esempio nei grandi cantieri delle cattedrali della Puglia centrale o della vicina Capitanata, il programma decorativo, pur con esiti formali contrastanti, si impone invece quale interprete visibile di una committenza sofisticata e colta, i cui orizzonti culturali sono stati indagati in questo volume. Gli esiti di questa ricerca hanno restituito la realtà di un cantiere dove accanto a maestranze saldamente radicate nelle tradizioni indigene, nutrite dal passato paleocristiano e bizantino, intervengono scultori legati ad esperienze artistiche maturate nella Francia di sud-ovest e al mondo anglonormanno.
La decorazione scultorea di età normanna della cattedrale di Barletta
Luisa Maria Sterpeta Derosa
2025-01-01
Abstract
La cattedrale di Barletta, per la quantità delle decorazioni scultoree conservatasi, si pone come uno degli edifici più significativi del romanico pugliese. La marginalità a cui è stata relegata nell’ambito degli studi rispetto ad altri edifici della regione, deriva probabilmente dalle sue ridotte dimensioni, come anche dalla difficoltà di ricondurre a un determinato modello o a una precisa cultura artistica i suoi caratteri distintivi. Considerato sempre come più tardo riflesso di esperienze maturate altrove, come ad esempio nei grandi cantieri delle cattedrali della Puglia centrale o della vicina Capitanata, il programma decorativo, pur con esiti formali contrastanti, si impone invece quale interprete visibile di una committenza sofisticata e colta, i cui orizzonti culturali sono stati indagati in questo volume. Gli esiti di questa ricerca hanno restituito la realtà di un cantiere dove accanto a maestranze saldamente radicate nelle tradizioni indigene, nutrite dal passato paleocristiano e bizantino, intervengono scultori legati ad esperienze artistiche maturate nella Francia di sud-ovest e al mondo anglonormanno.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


