Il saggio passa in rassegna la storia della formazione giuridica in Italia dall’Unità sino alla fine del XX secolo. Dall’esame, condotto mediante un confronto tra i piani di studio e l’incrocio di qualificati pareri consultivi, emerge anzitutto una drastica uniformità nazionale dei programmi. Ma soprattutto ci si è soffermati sulla dicotomia, sottesa a tutte le riforme, tra formazione culturale e formazione professionale. La prima opzione è a lungo prevalsa, segnando la fisionomia prettamente formalistica dell’insegnamento giuridico in Italia: lezioni ex cathedra, preferenza per gli aspetti concettuali dell’esperienza giuridica, per la sistematica anziché per la casistica. Tuttavia studiosi insigni hanno sottolineato come non possa immaginarsi una preparazione professionale priva di solide basi teoriche e come solo un’educazione basata sul senso critico e sulla padronanza della filosofia, della storia, della logica consenta di attrezzare le nuove leve a sbocchi occupazionali variegati e non preventivabili. L’excursus diacronico offre innumerevoli spunti sul malinteso concetto di professionalizzazione, sul contributo delle discipline storico-filosofiche e, in generale, sul progetto culturale che dovrebbe ispirare qualsiasi riforma degli ordinamenti didattici.
Formazione culturale e formazione professionale. L’apparente antinomia nella storia degli studi giuridici in Italia
MILETTI M. N.
2024-01-01
Abstract
Il saggio passa in rassegna la storia della formazione giuridica in Italia dall’Unità sino alla fine del XX secolo. Dall’esame, condotto mediante un confronto tra i piani di studio e l’incrocio di qualificati pareri consultivi, emerge anzitutto una drastica uniformità nazionale dei programmi. Ma soprattutto ci si è soffermati sulla dicotomia, sottesa a tutte le riforme, tra formazione culturale e formazione professionale. La prima opzione è a lungo prevalsa, segnando la fisionomia prettamente formalistica dell’insegnamento giuridico in Italia: lezioni ex cathedra, preferenza per gli aspetti concettuali dell’esperienza giuridica, per la sistematica anziché per la casistica. Tuttavia studiosi insigni hanno sottolineato come non possa immaginarsi una preparazione professionale priva di solide basi teoriche e come solo un’educazione basata sul senso critico e sulla padronanza della filosofia, della storia, della logica consenta di attrezzare le nuove leve a sbocchi occupazionali variegati e non preventivabili. L’excursus diacronico offre innumerevoli spunti sul malinteso concetto di professionalizzazione, sul contributo delle discipline storico-filosofiche e, in generale, sul progetto culturale che dovrebbe ispirare qualsiasi riforma degli ordinamenti didattici.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


