Già il titolo di questo bel libro del Prof. Nunes racchiude in maniera sintetica ed efficace la tesi sostenuta dall’autore: i passaggi dallo stato liberale, a quello sociale e poi di nuovo a quello neo-liberale sono soltanto mascheramenti che hanno accompagnato l’evoluzione e le fasi del capitalismo e che non inficiano l’essenza o l’ontologia stessa dell’istituzione statuale dalla rivoluzione industriale in poi, che è quella della difesa degli interessi del capitale. Per quanto generalizzante, è una tesi forte, sulla quale si può essere d’accordo o no, ma che ha il pregio di essere identificata senza infingimenti e che, in termini quasi weberiani, chiarisce subito l’ottica relativa da cui muove l’autore, i suoi valori, le sue passioni. Tuttavia, una volta chiarito il punto di partenza e la tesi di fondo dell’opera, quello che per un economista di formazione keynesiana come me è piaciuto del libro è il modo e il ritmo in cui i passaggi dello stato capitalista, da un mascheramento all’altro, sono raccontati dal Prof. Nunes. Questo racconto - oltre ad essere godibile per le espressioni e perifrasi colorite, efficaci e spesso lapidarie utilizzate dall’autore - è importante perché ricostruisce un percorso di lungo periodo che riporta alla luce e interpreta teorie ed eventi politici, economici e storico-sociali che rappresentano snodi cruciali nell’evoluzione dei paesi capitalisti e che, talvolta, l’analisi appiattita sull’attualità finisce per trascurare, perdendo di vista la loro importanza anche per capire il presente.

A proposito di "un bel libro del Prof. António Avelãs Nunes"

Giuseppe Celi
2022-01-01

Abstract

Già il titolo di questo bel libro del Prof. Nunes racchiude in maniera sintetica ed efficace la tesi sostenuta dall’autore: i passaggi dallo stato liberale, a quello sociale e poi di nuovo a quello neo-liberale sono soltanto mascheramenti che hanno accompagnato l’evoluzione e le fasi del capitalismo e che non inficiano l’essenza o l’ontologia stessa dell’istituzione statuale dalla rivoluzione industriale in poi, che è quella della difesa degli interessi del capitale. Per quanto generalizzante, è una tesi forte, sulla quale si può essere d’accordo o no, ma che ha il pregio di essere identificata senza infingimenti e che, in termini quasi weberiani, chiarisce subito l’ottica relativa da cui muove l’autore, i suoi valori, le sue passioni. Tuttavia, una volta chiarito il punto di partenza e la tesi di fondo dell’opera, quello che per un economista di formazione keynesiana come me è piaciuto del libro è il modo e il ritmo in cui i passaggi dello stato capitalista, da un mascheramento all’altro, sono raccontati dal Prof. Nunes. Questo racconto - oltre ad essere godibile per le espressioni e perifrasi colorite, efficaci e spesso lapidarie utilizzate dall’autore - è importante perché ricostruisce un percorso di lungo periodo che riporta alla luce e interpreta teorie ed eventi politici, economici e storico-sociali che rappresentano snodi cruciali nell’evoluzione dei paesi capitalisti e che, talvolta, l’analisi appiattita sull’attualità finisce per trascurare, perdendo di vista la loro importanza anche per capire il presente.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11369/424328
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