Il saggio propone un sintetico profilo della storia penalistica e processual-penalistica europea dall'illuminismo maturo sino ai codici del 1930. Il lavoro ricostruisce sia la penalistica accademica, sia le elaborazioni codicistiche. Da una disamina del "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria si diparte una breve rassegna dell'illuminismo penale maturo. Quanto ai codici, se ne esaminano i principali modelli europei, con particolare attenzione al paradigma austriaco e a quello francese, senza tuttavia trascurare l'originalità della ricca esperienza codicistica italiana ed evidenziando altresì il valore culturale e ideologico rappresentato dalla svolta della codificazione. Il testo si sofferma poi sulla penalistica della Restaurazione, sui sistemi carcerari ottocenteschi, sull'unificazione politica italiana, con il connesso dibattito tra fautori dell'omologazione penale e sostenitori del federalismo. Ampio spazio è riservato al dibattito tra scuole degli ultimi decenni del secolo XIX, al successo della penalistica 'classica' inveratosi nel codice Zanardelli, alla giustizia di età liberale e al codice di rito del 1913, al progetto Ferri. La parte conclusiva prospetta i caratteri salienti del penale 'fascista' e dei relativi esiti codicistici.

Il diritto penale da Cesare Beccaria al codice Rocco

Miletti Marco Nicola
2022-01-01

Abstract

Il saggio propone un sintetico profilo della storia penalistica e processual-penalistica europea dall'illuminismo maturo sino ai codici del 1930. Il lavoro ricostruisce sia la penalistica accademica, sia le elaborazioni codicistiche. Da una disamina del "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria si diparte una breve rassegna dell'illuminismo penale maturo. Quanto ai codici, se ne esaminano i principali modelli europei, con particolare attenzione al paradigma austriaco e a quello francese, senza tuttavia trascurare l'originalità della ricca esperienza codicistica italiana ed evidenziando altresì il valore culturale e ideologico rappresentato dalla svolta della codificazione. Il testo si sofferma poi sulla penalistica della Restaurazione, sui sistemi carcerari ottocenteschi, sull'unificazione politica italiana, con il connesso dibattito tra fautori dell'omologazione penale e sostenitori del federalismo. Ampio spazio è riservato al dibattito tra scuole degli ultimi decenni del secolo XIX, al successo della penalistica 'classica' inveratosi nel codice Zanardelli, alla giustizia di età liberale e al codice di rito del 1913, al progetto Ferri. La parte conclusiva prospetta i caratteri salienti del penale 'fascista' e dei relativi esiti codicistici.
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