Il volume ricostruisce la storia dell'azione umanitaria intrapresa dal Comitato internazionale della Croce Rossa di Ginevra nell'Africa subsahariana, dalla guerra d'Etiopia del 1935-36 alla fine del colonialismo portoghese, sulla base della documentazione degli archivi ginevrini del Cicr, aperti alla consultazione fino al 1975. La ricerca indaga in particolare modi e strategie con le quali la principale organizzazione umanitaria del pianeta ha approcciato le Afriche delle indipendenze, affrontando prove complesse relative alla diffusione e all'implementazione del diritto internazionale umanitario, all'intervento nelle numerose crisi che si manifestavano e moltiplicavano nel continente, a partire dal Congo e dalla Nigeria, alle sfide poste dai prigionieri politici e dalle situazioni di razzismo conclamato e istituzionalizzato in Sudafrica e Rhodesia. Dal confronto con queste emergenze è scaturita una politica a misura delle Afriche, una particolare declinazione della "diplomazia umanitaria" tipica del Cicr, fra eterni dilemmi - denunciare gli abusi o agire in silenzio - e nuove risposte ai conflitti, mentre altri soggetti, Medici senza frontiere tra tutti, cominciavano ad affollare il panorama dell'umanitarismo internazionale.

La Croce Rossa alla prova dell'Africa. Nuove sfide a sud del Sahara (1936-1975)

Picciaredda, Stefano
2022

Abstract

Il volume ricostruisce la storia dell'azione umanitaria intrapresa dal Comitato internazionale della Croce Rossa di Ginevra nell'Africa subsahariana, dalla guerra d'Etiopia del 1935-36 alla fine del colonialismo portoghese, sulla base della documentazione degli archivi ginevrini del Cicr, aperti alla consultazione fino al 1975. La ricerca indaga in particolare modi e strategie con le quali la principale organizzazione umanitaria del pianeta ha approcciato le Afriche delle indipendenze, affrontando prove complesse relative alla diffusione e all'implementazione del diritto internazionale umanitario, all'intervento nelle numerose crisi che si manifestavano e moltiplicavano nel continente, a partire dal Congo e dalla Nigeria, alle sfide poste dai prigionieri politici e dalle situazioni di razzismo conclamato e istituzionalizzato in Sudafrica e Rhodesia. Dal confronto con queste emergenze è scaturita una politica a misura delle Afriche, una particolare declinazione della "diplomazia umanitaria" tipica del Cicr, fra eterni dilemmi - denunciare gli abusi o agire in silenzio - e nuove risposte ai conflitti, mentre altri soggetti, Medici senza frontiere tra tutti, cominciavano ad affollare il panorama dell'umanitarismo internazionale.
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